Domenico Cataldo

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Domenico Cataldo
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Nome Domenico Cataldo
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
prima del 1969 Serie A Arbitro

Domenico Cataldo, detto Mimmo (Siderno, 18 marzo 1925Lecce, 10 marzo 2010), è stato un dirigente sportivo, arbitro di calcio e allenatore di calcio italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Originario di Siderno, in provincia di Reggio Calabria, da giovane ha iniziato la sua avventura professionale come giornalista sportivo per La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport.

Si è dedicato quindi all'attività arbitrale, arrivando a condurre anche quattro gare in Serie A[1].

Negli anni sessanta ha assunto la guida tecnica del Siderno Calcio, portando la squadra della sua città nella quarta serie nazionale e conquistando il titolo nazionale juniores[2].

In seguito ha lavorato per la Reggina nel ruolo di direttore sportivo.

Nel 1976 si è trasferito a Lecce, dove ha collaborato con il presidente Franco Jurlano. Come direttore generale che ha contribuito a portare per la prima volta l'Unione Sportiva Lecce in Serie A, nel 1985. Ha lavorato per il Lecce dal 1976 al 1998.

Nel corso della sua esperienza con il club giallorosso sono emerse le sue abilità di talent-scout: il vivaio del Lecce ha prodotto, infatti, validi elementi nativi del luogo come Antonio Conte, Sergio Brio, Salvatore Nobile, Alberto Di Chiara, Francesco Moriero, Pasquale Bruno e Luigi Garzya, oltre a Giampiero Maini e numerose altre pedine che hanno avuto un brillante percorso calcistico. Nel 1985 la rivista Tuttocalcio lo premiò come "Big" del calcio italiano. Cataldo è riuscito anche a portare nel Salento campioni internazionali come Mazinho, Pedro Pablo Pasculli e Juan Barbas.

Ha lavorato anche con l'Ancona dal 2000-01 al 2002-03. Nel 2003 ha curato gli interessi di una cordata tarantina che cercava di acquistare la Rossanese.

Si è spento nella sua casa leccese il 10 marzo 2010, a pochi giorni dal suo 85esimo compleanno. Da sempre legato all'ambiente leccese[3], negli ultimi anni si era stabilito nel capoluogo salentino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Arrigo Beltrami (a cura di), Almanacco illustrato del calcio 1980, Modena, Panini, 1979, p. 8.
  2. ^ Tanti personaggi per una notte indimenticabile, larivieraonline.com
  3. ^ Giuseppe Calvi, Addio a Mimmo Cataldo. Fece grande il Lecce, gazzetta.it, 10-03-2010

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]