Codex Regius (Nuovo Testamento)

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Onciale 019
Manoscritto del Nuovo Testamento

Finale del Vangelo secondo Marco
Nome Regius
Simbolo Le
Testo vangeli canonici (con alcune lacune)
Datazione VIII secolo
Scrittura lingua greca
Conservazione Bibliothèque nationale de France
Dimensione 23.5 x 17 cm
Tipo testuale tipo testuale alessandrino
Categoria II
Mano pessima scrittura
Nota manca della pericope dell'adultera

Il Codex Regius (Gregory-Aland: Le o 019; Soden: ε 56) è un manoscritto onciale in greco datato all'VIII secolo.[1] Contiene i vangeli canonici.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il codice contiene 257 spessi fogli di pergamena di 23,5 per 17 cm, contenenti un testo quasi completo dei quattro vangeli canonici, con cinque lacune: Vangelo secondo Matteo 4,22-5,14 e 28,17-20, Vangelo secondo Marco 10,16-30 e 15,2-20 e Vangelo secondo Giovanni 15-25.[2] Il testo è disposto su due colonne per pagina, con 25 righe per colonna, in lettere onciali grandi e non arrotondate: la lettera phi è enorme. Spesso gli spiriti aspri e dolci sono aggiunti in maniera errata.[3] Fu scritto senza cura da uno scriba ignorante,[2] probabilmente più egiziano che greco, con una tendenza a scrivere in copto piuttosto che in greco (le due lingue si scrivono entrambe con l'alfabeto greco).

Contiene tavole dei κεφαλαια, τιτλοι, sezioni ammoniane, canoni eusebiani, e segni da lezionario.[3]

Giovanni 12:13-14 (facsimile)

Critica testuale[modifica | modifica wikitesto]

Contiene due finali del Vangelo secondo Marco (come nei codici Ψ, 099, 0112, 274mg, 579, 1602)[4] e Matteo 16,2b-3, mentre omette la pericope dell'adultera (Vangelo secondo Giovanni 7,53-8,11).

Omissioni
  • Matteo 12,47 è omesso (come nei manoscritti Codex Sinaiticus, B, 1009, 12, ff1, k, syrc, syrs, copsa). Omette anche Marco 7,16, 9,44-46, 11,26, Luca 17,36 e Giovanni 5,4, mentre include Luca 22,43-44, contrariamente ad altri testimoni del tipo testuale alessandrino.
  • Matteo 20,23 «και το βαπτισμα ο εγω βαπτιζομαι βαπτισθησεσθε» («e sarete battezzati del battesimo di cui io sarò battezzato») omesso come nei codici Sinaiticus, B, D, Z, Θ, 085, f1, f13, it, syrs, c, copsa.[5]
  • Luca 9:55b-56a« και ειπεν, Ουκ οιδατε ποιου πνευματος εστε υμεις; ο γαρ υιος του ανθρωπου ουκ ηλθεν ψυχας ανθρωπων απολεσαι αλλα σωσαι» («E disse: "Voi non sapete di quale spirito siete animati. Poiché il Figlio dell'uomo è venuto, non per perdere le anime degli uomini, ma per salvarle".») omesso come nei codici Sinaiticus B C Θ Ξ 33 700 892 1241 syr, copbo;[6]
  • Luca 11:4 «αλλα ρυσαι ημας απο του πονηρου» («ma liberaci dal male») omesso come nei manoscritti \mathfrak{P}75, Sinaiticus, B, f1, 700, vg, syrs, copsa, bo, arm geo.[7]
Aggiunte
  • In Matteo 27,49 il codice aggiunge il testo «ἄλλος δὲ λαβὼν λόγχην ἒνυξεν αὐτοῦ τὴν πλευράν, καὶ ἐξῆλθεν ὖδορ καὶ αἳμα» («l'altro gli trafisse il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua»). Questo testo deriva dal Vangelo secondo Giovanni 19,34 e ricorre in altri manoscritti del tipo testuale alessandrino (א, B, C, Γ, 1010, 1293, pc, vgmss).[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kurt Aland, and Barbara Aland, The Text of the New Testament: An Introduction to the Critical Editions and to the Theory and Practice of Modern Textual Criticism, trad. Erroll F. Rhodes, William B. Eerdmans Publishing Company, Grand Rapids, Michigan, 1995, p. 113.
  2. ^ a b Frederick Henry Ambrose Scrivener, Edward Miller, A Plain Introduction to the Criticism of the New Testament, vol. 1, London, George Bell & Sons, 1894, pp. 137-138, ISBN.
  3. ^ a b Caspar René Gregory, Textkritik des Neuen Testaments, Leipzig 1900, vol. 1, p. 55.
  4. ^ Bruce Metzger, Bart Ehrman, The Text of the New Testament: Its Transmission, Corruption and Restoration, Oxford University Press, Oxford 2005, p. 77.
  5. ^ NA26, 56.
  6. ^ NA26, p. 190.
  7. ^ UBS3, p. 256.
  8. ^ Bruce M. Metzger (2001). "A Textual Commentary on the Greek New Testament", Deutsche Bibelgesellschaft, Stuttgart: United Bible Societies, p. 59; NA26, p. 84; UBS3, p. 113.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Konstantin von Tischendorf, Monumenta sacra inedita (Leipzig 1846), pp. 15-24.
  • Henri Omont, Facsimilés des plus anciens manuscrits grecs de la Bibl. Nat. du IVe et XIIIe siecle (Paris 1892).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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