Codex Tischendorfianus IV

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Il Codex Tischendorfianus IV (Gregory-Aland: Γ, 036; Soden: ε 70) è un manoscritto onciale in greco datato al X secolo e contenente i quattro vangeli canonici.

Manoscritto[modifica | modifica wikitesto]

Il codice è composto da 257 fogli di pergamena di 30x23 cm, scritti in una colonna per pagina, e 24 righe per colonna.[1] Le lettere sono grandi ed inclinate a sinistra, con aspirazioni e accenti, che però sono stati talvolta sovrascritti da una mano successiva, in maniera molto trasandata.[2]

Contiene le tavole dei κεφαλαια, τιτλοι, sezioni ammoniane, canoni eusebiani, segni dei lezionari e note musicali. Non sono presenti errori itacistici.[2]

Alla fine del Vangelo secondo Giovanni è presente la sottoscrizione ετελειωθη η δελτος αυτη μηνι νοεμβριω κζ ινδ η ημερα ε ωρα Β; Konstantin von Tischendorf, con l'ausilio dell'Ant. Pilgrami's Calendarium chronologum medii potissimum aevi monumentis accommodatum (Vienna 1781), ha affermato che l'unico anno tra l'800 e il 950 in cui il 27 novembre cadeva di giovedì era l'844,[3] ma ciò accadde anche nel 979.[2]

Contenuto ed esegesi[modifica | modifica wikitesto]

Il codice contiene i quattro vangeli canonici secondo l'ordine occidentale: Vangelo secondo Matteo, Vangelo secondo Giovanni, Vangelo secondo Luca e Vangelo secondo Marco.[1] Vi sono alcune lacune in Matteo (5,31-6,16, 6,30-7,26, 8,27-9,6, 21,19-22,25) e in Marco (3,34-6,21),[4] mentre Giovanni e Luca sono completi.[2]

Il testo del codice è rappresentativo del tipo testuale bizantino; Kurt Aland lo ha collocato nella Categoria V.[1] Da un punto di vista testuale è vicino ai codici 024, 026, 027, 047, 0130, 4, 251, 273, 440, 472, 485, 495, 660, 716, 1047, 1093, 1170, 1229, 1242, 1295, 1355, 1365, 1396, 1515, e 1604; Hermann von Soden designò questo gruppo con I'.

Omissioni

Il manoscritto manca della Pericope dell'adultera (Vangelo secondo Giovanni 8,1-11) e omette Matteo 16,2b-3.[2]

Aggiunte
  • In Matteo 27,49 il codice aggiunge il testo «ἄλλος δὲ λαβὼν λόγχην ἒνυξεν αὐτοῦ τὴν πλευράν, καὶ ἐξῆλθεν ὖδορ καὶ αἳμα» («l'altro gli trafisse il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua»). Questo testo deriva dal Vangelo secondo Giovanni 19,34 e ricorre in altri manoscritti del tipo testuale alessandrino (א, B, C, Γ, 1010, 1293, pc, vgmss).[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una parte del codice fu ritrovato da Konstantin von Tischendorf in un monastero orientale nel 1853, l'altra nel 1859. Per questo motivo il codice è diviso in due parti, conservate in due luoghi differenti: 158 fogli furono acquistati nel 1855 e sono conservati nella Biblioteca bodleiana (Auct. T. infr 2.2) ad Oxford, mentre 99 fogli sono conservati alla Biblioteca nazionale russa (Gr. 33) a San Pietroburgo.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Kurt Aland et Barbara Aland, The Text of the New Testament: An Introduction to the Critical Editions and to the Theory and Practice of Modern Textual Criticism, transl. Erroll F. Rhodes, William B. Eerdmans Publishing Company, Grand Rapids, Michigan, 1995, p. 118.
  2. ^ a b c d e Caspar René Gregory, Textkritik des Neuen Testaments, Leipzig 1900, vol. 1, p. 85.
  3. ^ Frederick Henry Ambrose Scrivener, A Plain Introduction to the Criticism of the New Testament, vol. 1, London, George Bell & Sons, 1894, p. 156, ISBN.
  4. ^ Kurt Aland, Synopsis Quattuor Evangeliorum. Locis parallelis evangeliorum apocryphorum et patrum adhibitis edidit, Deutsche Bibelgesellschaft, Stuttgart 1996, p. XXIV.
  5. ^ Bruce M. Metzger (2001). "A Textual Commentary on the Greek New Testament", Deutsche Bibelgesellschaft, Stuttgart: United Bible Societies, p. 59; NA26, p. 84; UBS3, p. 113.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Konstantin von Tischendrof, Anecdota sacra et profana (Leipzig: 1861), pp. 5-6.
  • Kurt Treu, Die Griechischen Handschriften des Neuen Testaments in der USSR; eine systematische Auswertung des Texthandschriften in Leningrad, Moskau, Kiev, Odessa, Tbilisi und Erevan, T & U 91 (Berlin: 1966), pp. 41-43.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]