Casa di Lancaster

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I Lancaster e l'origine della guerra[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra dei Cent'anni.
Regno d'Inghilterra
Lancaster

Red Rose Badge of Lancaster.svg

Enrico IV (1400–1413)
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Enrico V (1413–1422)
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Enrico VI (1422–1471)
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Enrico V Lancaster re d'Inghilterra, fu un abilissimo stratega, e ottenne grandi vittorie sui Francesi, come nella battaglia di Azincourt del 1415 (dipinto del XV sec.).

Il capostipite del casato inglese dei Lancaster (il cui stemma era una rosa rossa) fu Giovanni di Gaunt, quartogenito di re Edoardo III Plantageneto (1312-1377). Alla morte di quest'ultimo, il trono passò al nipote Riccardo II (1367-1400), figlio di Edoardo di Woodstock (detto il Principe Nero), deceduto nel 1376. Enrico IV (1367-1413), discendente di quel Giovanni di Gaunt duca di Lancaster, rivendicando per sé il trono inglese, depose Riccardo II. Tanto Enrico IV quanto suo figlio Enrico V (1387-1422) governarono in modo quasi assoluto: la corona ristabilì l'ordine interno e riscosse successi sul piano internazionale. Enrico V, ricordato come un impavido guerriero, giunse ad essere riconosciuto erede al trono francese (si era infatti nel pieno della Guerra dei Cent'anni, scoppiata nel 1337, e che terminerà soltanto nel 1453). Il regno di Enrico VI (1421-1471), invece, fu molto meno saldo e sicuro: affetto da disturbi di schizofrenia, che lo portarono ad un collasso psicofisico nell'agosto del 1454, venne spesso fortemente condizionato dalla moglie Margherita d'Angiò e dal duca di Suffolk.

La guerra con gli York[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra delle due rose.
La rosa rossa dei Lancaster.
La rosa bianca degli York.

Approfittando della demenza del sovrano, Riccardo di York (1411-1460), discendente di Lionello di Anversa, duca di Clarence, figlio di Edoardo III, e dunque pretendente al trono, con l'appoggio della grande nobiltà ottenne la luogotenenza del regno. Ciò gli valse la feroce ostilità dei lancastriani e tra le due fazioni iniziarono le battaglie. Nel 1459 Riccardo fece prigioniero Enrico, facendosi riconoscere erede al trono, ma l'anno successivo fu ucciso in battaglia dalle truppe dei Lancaster. Edoardo IV (1442-1483), secondogenito di Riccardo, presa Londra, divenne re nel 1461. Costui tuttavia aveva una grossa spina nel fianco: Enrico VI, seppur imprigionato nella Torre di Londra e incapace di intendere e di volere, era ancora vivo e costituiva un pericolosissimo punto di riferimento per i lancastriani da una parte, e per Francesi e Scozzesi dall'altra, che avrebbero visto volentieri vacillare il trono inglese. Nel 1471, Enrico fu rimesso sul trono, ma poco tempo dopo fu nuovamente rovesciato da Edoardo, che, per sbarazzarsi del problema, lo fece assassinare. Le lotte dinastiche si riaccesero nel 1483, alla morte di Edoardo, poiché gli eredi del re erano poco più che decenni. I principini furono affidati alle cure dello zio Riccardo, che, anziché proteggerli e istruirli, li fece incarcerare, dichiarandoli illegittimi, e facendosi incoronare col nome di Riccardo III (1452-1485).

La fine della guerra e l'ascesa dei Tudor[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dinastia Tudor.

La nobiltà inglese, ed in particolare le casate dei Lancaster e degli York, uscirono decimate dal conflitto (alcune famiglie arrivarono quasi all'estinzione), che, come noto, fu concluso da Enrico VII Tudor (1457-1509). Costui, discendente da un ramo illegittimo dei Lancaster (l'unione tra Giovanni di Gand e una certa Catherine Swynford), fu tanto abile da sposare la principessa Elisabetta di York (1466-1509), figlia di Edoardo IV, conciliando così i due potenti casati. Poté allora procedere alla creazione di un apparato statale capace di reggere il passo con quello della Francia di Luigi XI. Stabilendo buoni rapporti con il Portogallo, i Paesi Bassi e la lega anseatica e inaugurando una politica di apertura nei confronti dei ceti borghesi, Enrico VII riuscì a rafforzare le basi economiche dello stato e a reinserire l'Inghilterra nei circuiti commerciali europei.
I suoi discendenti, che governeranno il Paese per 118 anni, porteranno il trono inglese ad essere tra i più potenti, ricchi ed influenti d'Europa.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Michael St John Parker: Britain's Kings and Queens - Jarrold Publishing, Norwich, 1990.
  • Mario Palazzo e Margherita Bergese: Clio Magazine, corso di storia per il triennio delle scuole superiori - Editrice La Scuola, Brescia, 2003.

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