La palla nº 13

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La palla nº 13
Sherlock Jr.JPG
Lo sdoppiamento del protagonista, addormentato nella cabina di proiezione
Titolo originale Sherlock Jr.
Paese di produzione USA
Anno 1924
Durata 44 min
Colore B/N
Audio muto
Genere comico
Regia Buster Keaton, Joseph M. Schenck
Sceneggiatura Jean Havez, Clyde Bruckman, Joseph Mitchell
Produttore Buster Keaton, Joseph M. Shenck
Montaggio Buster Keaton, Roy B. Yokelson
Interpreti e personaggi

La palla nº 13 (Sherlock Jr.) è un film del 1924 diretto ed interpretato da Buster Keaton.

In Italia il film avrebbe dovuto essere intitolato Calma signori miei, ma poi i distributori sostituirono il titolo con quello attuale[1].

È generalmente considerato tra i più grandi film di Keaton[2] e una delle vette del cinema muto. Il Time lo considera tra i cento film migliori di sempre[3]. Nel 2000 l'AFI lo ha inserito al sessantaduesimo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi.

Nel 1991 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[4]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il proiezionista di un cinema sogna di diventare un detective. L'occasione di mettere in pratica le sue qualità si presenta quando un suo rivale in amore lo fa accusare di avere rubato l'orologio della donna contesa. L'aspirante investigatore mette in atto i consigli del suo manuale seppur con scarsi risultati. Afflitto dai suoi fallimenti torna al suo lavoro e durante una proiezione si addormenta sognando di essere il grande detective "Sherlock Jr" e di risolvere il caso di un furto di una collana di perle. Si risveglierà all'arrivo della sua amata che dopo aver scoperto il complotto ordito dall'altro pretendente, lo scagionerà da ogni accusa riguardo al furto dell'orologio del padre.

Analisi critica[modifica | modifica sorgente]

  • (...) È per il cinema quel che Sei personaggi in cerca di autore fu per il teatro e anticipa di 60 anni La rosa purpurea del Cairo. (...) Eccezionale (Morando Morandini[5]).
  • Lo scintillante The cameraman, in coppia con Sherlock Jr. affronta la natura del cinema. Keaton riflette sulle operazioni che sta compiendo, lui attore-folletto, alle prese con una macchina (prodigiosa o infernale) capace di riprodurre la vita. (…) Questa coscienza delle proprietà della macchina cinematografica distingue Keaton dagli altri comici della sua generazione e, per certi versi, lo pone a un livello più alto di tutti, Chaplin compreso (Fernaldo Di Giammatteo [6]).
  • (…) opera (…) con una trama fortemente coesa, un atletismo sbalorditivo (Keaton non usò controfigure, ferendosi involontariamente al collo), un grande virtuosismo artistico e un'esplorazione avanguardistica dell’eterna dicotomia tra realtà e illusione (Roumiana Deltcheva[7]).

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • In una scena, durante il suo sogno, Keaton entra nello schermo del cinema durante la proiezione. La scena cambia ripetutamente e Buster si ritrova sbalzato da una situazione all'altra nel grande schermo. La sensazione di continuità nell'ingresso di Buster nello schermo, è stata ottenuta posizionando la macchina da presa a una distanza e in una maniera particolare in modo che l'ingresso risultasse fluido. Per fare ciò la troupe si è avvalsa di strumenti di misurazione da geometra. Il risultato finale è un "effetto speciale" sorprendente per il livello tecnico dell'epoca, ampiamente imitato in seguito.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La palla n. 13
  2. ^ G. Cremonini - Buster Keaton, Il Castoro 1995
  3. ^ Time.com. Consultato il 21 febbraio 2008
  4. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  5. ^ Morando Morandini, Il Morandini 2003, Zanichelli, pag. 979
  6. ^ Fernaldo Di Giammatteo, Storia del cinema, Venezia, Marsilio, 1998 - pp. 108-109
  7. ^ Steven Jay Schneider, 1001 film. I capolavori del cinema mondiale, Bologna, Atlante, 2008, p. 48
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