Burocrazia e aristocrazia bizantine

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Burocrazia bizantina)
Rappresentazione del basileus Basilio II, che riceve la corona imperiale dagli angeli.

La burocrazia e l'aristocrazia bizantine costituirono l'insieme dei poteri signorili e degli apparati amministrativi che dal IV e fino al XV secolo contribuirono a reggere Costantinopoli e l'Impero bizantino.
La burocrazia si divideva in due rami: un'amministrazione centrale, formata da logotesie (che oggi chiameremmo "ministeri"), istituite durante il VII secolo, e tanti protettorati locali.

Brevi cenni topografici sull'antica Costantinopoli[modifica | modifica wikitesto]

Costantinopoli, "rifondata" sull'antica città di Bisanzio ed inaugurata da Costantino I nel lontano lunedì 11 maggio dell'anno 330, si propose subito come la "Nuova Roma" (Nea Rome); era suddivisa in 14 distretti sia per motivi amministrativi sia per ricalcare Roma. Il ruscello che l'attraversava, il Lycos, defluiva nel Mar di Marmara e simboleggiava il Tevere.
L'epicentro della città era racchiuso intorno alla piazza, denominata augusteum; ad est era situato il palazzo del Senato (che dal VII secolo assume un ruolo solo simbolico e di rappresentanza).
A sud dell'augusteum vi era l'ippodromo cittadino, inaugurato dallo stesso Costantino I, costruito ad imitazione del Circo Massimo e che poteva contenere dai 30.000 ai 50.000 spettatori
L'ippodromo ebbe un ruolo sociale di enorme importanza fino al XII secolo, in quanto le corse dei cavalli scandivano la vita politica dell'Impero, per due ragioni: innanzitutto, è lì che si acclamava l'Imperatore, ed è sempre lì che l'Imperatore aveva occasione di dialogare con il popolo.
In secondo luogo, la tifoseria era organizzata in demi (gruppi di tifosi, al tempo stesso fazioni politiche e religiose); inizialmente erano quattro: gli Azzurri, i Bianchi, i Verdi e i Rossi. Poi ne rimasero solo due, cioè gli Azzurri e i Verdi.
Il ruolo dei demi non era solo quello di organizzare e sovvenzionare le corse, ma era anche un ruolo velatamente politico: gli Azzurri erano sostenuti dagli esponenti della aristocrazia senatoria latifondista ortodossa (l'Imperatore usualmente apparteneva egli stesso a questa fazione), mentre i Verdi erano rappresentati dai ceti emergenti, dalla borghesia commerciale, sostenitori spesso delle eresie oritentali (monofisismo) e all'inizio dell'arianesimo.
L'ippodromo è anche teatro di scontri violenti tra i demi: nel 532 la rivolta di Nika, organizzata da Azzurri e Verdi coalizzati contro il potere Imperiale, fu repressa dal generale Belisario.

L'evoluzione della forma di governo bizantina[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi dell'Impero bizantino, inteso come entità politico amministrativa del tutto distinta dal vecchio Impero romano, le forme di governo rimasero tuttavia quelle plasmate da Diocleziano e perfezionate da Costantino il Grande, che prevedevano una netta separazione tra gli incarichi civili e quelli militari. In questo sistema amministrativo l'appartenenza alla classe senatoriale rivestiva ancora un ruolo preminente. In seguito alle radicali trasformazioni subite dallo stato bizantino ad opera della riforma eracliana, imposta dalle ingenti perdite territoriali subite e dalla disintegrazione della vecchia forma di governo emerse un nuovo sistema, incentrato sulla figura imperiale e sui soggetti da questa designati, che vedevano la propria autorità derivare esclusivamente dal sovrano in quanto vicario di Dio sulla terra, una trasposizione mondana delle gerarchie celesti (in un'estremizzazione del concetto di cesaropapismo). Si assistette così alla creazione di titoli onorifici che mantenevano sì le stesse denominazioni dei precedenti livelli dell'amministrazione, ma erano svuotati da ogni connotazione pratica. Altri titoli vennero denominati come le vecchie mansioni cerimoniali di corte. La classe senatoriale venne mantenuta, ma si espanse notevolmente fino ad incorporare i più alti livelli dell'amministrazione (in genere a partire dal livello di protospatharios). Tra l'VIII e l'XI secolo si ebbe anche l'ascesa di diverse famiglie destinate a rimanere al centro della vita politica anche dopo la conquista latina di Costantinopoli. Al suo interno è possibile distinguere tra l'aristocrazia civile della capitale, comprendente i più alti livelli della burocrazia imperiale, che traeva la sua importanza dal commercio e l'aristocrazia provinciale militare, la cui potenza si basava sul possesso di enormi proprietà fondiarie e sul prestigio acquisito come generali dell'Impero. Nella nobiltà provinciale era possibile essere ammessi per speciale benevolenza dell'Imperatore, che era solito elargire terre ad ufficiali che si erano distinti in guerra (non a caso l'aristocrazia militare aumentò notevolmente durante la fase di riconquista delle provincie dell'Asia Minore e dell'Europa avvenuta tra il IX e il X secolo). Diversi membri di questa classe sociale divennero imperatori approfittando delle situazioni periodiche di caos appoggiandosi alle schiere personali reclutate nei propri possedimenti. La problematicità di questa aristocrazia militare venne ben percepita dai più accorti imperatori, che cercarono a più riprese di arginare il loro crescente potere incentivando la piccola proprietà terriera. Uno dei motivi della crisi dello Stato bizantino fu il fallimento di queste misure e la definitiva istituzionalizzazione delle forme feudali volute dai grandi proprietari terrieri attraverso la pronoia, adottata dai Comneni. La centralità dell'esercito e dell'aristocrazia militare continuò anche dopo i Comneni con i Paleologi. Si stima che nel XII secolo il potere effettivo venisse detenuto da non più di 150 famiglie, legate tra di loro attraverso vincoli matrimoniali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvia Ronchey, Lo stato bizantino, Einaudi, Torino, 2002.
  • (EN) Mark C. Bartusis, The Late Byzantine Army: Arms and Society 1204–1453, University of Pennsylvania Press, 1997
  • (FR) Louis Bréhier, Les institutions de l'empire byzantin, Albin Michel, 2000, Paris
  • (EN) John B. Bury, The Imperial Administrative System of the Ninth Century - With a Revised Text of the Kletorologion of Philotheos, 1911, Oxford University Publishing
  • (EN) Michael Angold, The Byzantine Aristocracy: IX to XIII Centuries, BAR International Series, 1984
  • (EN) John F. Haldon, Byzantium in the Seventh Century: The Transformation of a Culture, 1997, Cambridge University Press
  • (EN) John F. Haldon, Warfare, State and Society in the Byzantine World, London, UCL Press, 1999
  • (EN) Alexander Kazhdan, 1991, Oxford Dictionary of Byzantium, Oxford University Press
  • (EN) Ruling the later Roman Empire, Christopher Kelly, Harvard University Press, 2004
  • (FR) Nicolas Oikonomides, Les listes de préséance byzantines des IXe et Xe siècles, Éditions Centre national de la recherche scientifique, Paris, 1972
  • (EN) Warren Treadgold, A History of the Byzantine State and Society, Stanford University Press, 1997
Bisanzio Portale Bisanzio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Bisanzio