Bristol 409

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Bristol 409
Bristol 409 reg Jan 1966 5211 cc.JPG
Una Bristol 409 del 1966
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Bristol Cars
Tipo principale Berlina
Produzione dal 1965 al 1967
Sostituisce la Bristol 408
Sostituita da Bristol 410
Esemplari prodotti 74
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.915 mm
Larghezza 1.727 mm
Altezza 1.524 mm
Passo 2.896[1] mm
Massa 1.626 kg

La 409 è stata un'autovettura di lusso prodotta dalla Bristol dal 1965 al 1967.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La 409 fu il terzo modello Bristol ad aver montato un motore Chrysler V8. Nello specifico, questo propulsore derivava da quello installato sulla 408, ed aveva una cilindrata di 5.211 cm³. Rispetto a quello della vettura antenata, il motore della 409 era però più potente ed era dotato di una coppia superiore.

Il telaio della 409 derivava da quelli dei precedenti modelli Bristol, ma fu oggetto di parecchie migliorie. Le molle delle sospensioni erano più flessibili di quelle della 408 e della 407, e quindi fornivano al veicolo una migliore guidabilità. A seguito di studi effettuati dalla Chrysler negli anni sessanta, la Bristol installò un alternatore a corrente alternata in luogo di una dinamo a corrente continua, che era montata sui modelli precedenti e che dava però problemi agli alti regimi del motore. Dalla 408 il modello ereditò la leva di comando del cambio automatico a tre rapporti (l’unico disponibile), che sostituì il bottone montato precedentemente. Ciò fu fatto per evitare l’azionamento accidentale della trasmissione. Venne aggiornato anche il differenziale. Il motore era montato anteriormente, mentre la trazione era posteriore.

La linea, rispetto quella della 408, rimase pressoché invariata, anche se la calandra venne modificata. Infatti, da una forma rettangolare (che caratterizzava quella della 408), si passò ad una griglia trapezoidale. La 409 fu la prima Bristol ad offrire il servosterzo. Inizialmente era compreso tra gli optional, ma dal giugno del 1967 fu disponibile di serie[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Basil Cardew, Daily Express Review of the 1966 Motor Show, Beaverbrook Newspapers Ltd, 1966.
  2. ^ (EN) News and Views: Bristol Power Steering in Autocar, vol. 126, nº 3.723, 22 giugno 1967, pp. pag. 52.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael Sedgwick, Mark Gillies, A-Z of cars 1945-1970, Bay View Books, 1986, ISBN 1-870979-39-7.

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