Bolognese (cane)
| Bolognese | |
|---|---|
| Classificazione FCI - N. 196 | |
| Gruppo | 9 Cani da compagnia |
| Sezione | 1 Bichons e affini |
| Standard N. | 196 del 27/11/1989 (en ) |
| Nome originale | Bolognese |
| Tipo | Compagnia-Guardia Casa |
| Origine | |
| Altezza al garrese | Maschio 27-30 cm Femmina 25-28 cm |
| Peso ideale | Maschio 3-4 kg Femmina 2.5-3.5 kg |
| Lista di razze canine | |
La razza Bolognese è una delle 14 razze di cani di origini italiane.
Indice |
[modifica] Storia
Il famoso cinologo Angelo Vecchio nel1912 definì i Bolognesi, "Bichon italiani"; la parola Bichons deriva da "barbicon" e cioè "piccolo barbet", minuscoli cani di lusso bianchi dalla forma nana del barbet e anche imparentati con i barboncini come afferma Stefano Letard in I CANI (tradotto dal Dott. Alberto Peyrot a pg 123 paragrafo con titolo Bichons dell'ediz. S.A.I.E.). Il Bolognese fa parte di questa grande famiglia che comprende Coton de Tuléar, cane del Madagascar dal pelo estremamente lungo e morbido simile al cotone (bianco o bianco e nero), Bichon di Tenerife vecchio nome del Bichon à poil frisé, cane bianco dal pelo riccio a forma di cavatappi (secondo il Kennel Club francese anni '30 e poi quello inglese e americano anni '70 - CANI di W. Boorer - Avallardi pg 75), Bichon di Giava (probabilmente estinto) e Maltese, cane dal pelo lunghissimo e liscio (bianco),in generale, tutti piccoli cani bianchi originari del bacino del Mediterraneo dal 500 a. C. chiamati da Aristotele "melitensi", di cui il Bolognese ripete lo standard dell'ultimo nominato con poca differenza e che si diffuse per mezzo del commercio marittimo su navi greche e fenicie. Si narra infatti che alcuni esemplari di questa antica razza siano stati utilizzati sulle navi mercantili per la caccia a pericolosi roditori, quasi a sostituire i gatti. È una razza di origine molto antica, nota già al tempo dei Romani e più nello specifico delle matrone come mostrano molte immagini su vasi, terrecotte e documenti scritti di Cicerone, Plinio il Vecchio e di Strabone. Razza ancor più famosa nell'XI secolo per la sua ineguagliabile bellezza e regalità a discapito del fatto di non essere molto popolare. Bisogna però ricordare che le fonti dell'epoca antica sono purtroppo rare e contradditorie, come del resto accade per tante altre razze. Si conoscono varie rappresentazioni pittoriche del Rinascimento (342 cani di razza - edizioni De Vecchi) accanto a nobildonne e dame di Bologna e Ferrara (P. Scanziani - Enciclopedia del cane Pg 164) in atteggiamenti affettuosi con il piccolo peluche, tra cui lo splendido quadro esposto al Museo Nazionale di Napoli di Pieter Brueguel e in quadri dei grandi Tiziano, Goya, Vatteau, Durer(1471 - 1528) e Abrham Bosse(1604 - 1676) (da: Solo Cane - 58 razze da conoscere n1 Bimestrale). La razza si diffuse in Italia e non necessariamente a Bologna (Francia in particolare a Boulogne e Spagna ne rivendicano le origini) e, intorno al 1200, fu adottata dalle corti italiane ed europee, che ne decretarono il meritato successo. Il Filippini di Bologna, verso la fine del 1600, portò alcuni esemplari alla corte del Re Sole e, nel 1700, li fece giungere in Russia dove furono e sono ancora oggi, allevati con grande devozione. Amato da Cosimo III de' Medici (1398 - 1464) che, addirittura ne donò 8 ai potenti di Bruxelles (P. Scanziani - Enciclopedia del cane Pg 164), idolatrato dalla famiglia Gonzaga, gioiello aristocratico adorato dalla marchesa di Pompadour (la favorita di re Luigi XV), da Caterina di Russia (1684 - 1727), dono alla futura regina Maria Josè da parte di Umberto di Savoia e regalo del duca d'Este a Filippo II (re di Spagna dal 1556 al 1598) che meravigliato dichiarò la comune constazione: il Bolognese è "quanto di più regale potesse offrirsi in dono a un imperatore". Secondo P. Scanziani nella sua Enciclopedia del cane, nel 1640 fu persino scritto un romanzo dedicato al Bolognese (della sorella dello scrittore) dal poeta burlesco, antiaccademico e antipreziosista francese Paul Scarron(Parigi 1610 - ivi 1660). Dopo la Seconda guerra mondiale questo piccolo cane rischiò di scomparire in quanto, come simbolo della monarchia, veniva considerato con diffidenza; solo a metà del '900 la razza è stata recuperata dagli allevatori italiani, i due più meritevoli, secondo Enciclopedia del cane di P. Scanziani (I.G. De Agostini Novara 1981 pg 164), furono nel 1950 l'allevamento di F.C. Casabella e nel 1970 quello di M. Persichi. [1]
[modifica] Descrizione
È un cane di piccola taglia di colore bianco candido. Si distingue dal Bichon Frisé perché il lungo pelo si solleva dal corpo terminando nelle punte a "fiammella" le quali, similmente alla lana, dopo il lavaggio possono tendere all'infeltrimento.
[modifica] Carattere
È un cagnolino pacifico e brillante nell'apprendimento, il compagno ideale per gli anziani ma anche per tutta la famiglia, un vero camminatore sia al guinzaglio che in borsetta. Allegro, docile, solo in apparenza poco vivace, mai impertinente, giocherellone, furbo e intelligentissimo, adatto all'addestramento, eccezionalmente affettuoso, dolce e paziente, molto attaccato a tutti i membri della famiglia, non abbaia molto e non da alcun fastidio se vive in appartamento anche perché troppo freddoloso per vivere all'aperto. È un cane molto dosato che non soffoca il padrone essendo capace di accontentarsi della sua sola compagnia, del tempo che gli dedica ed è pronto a fermarsi se si stanca. il Bolognese non esita a dimostrare costantemente uno struggente amore per il proprio padrone,suo importante punto di riferimento, infatti non si allontana da lui neppure per un possibile inseguimento di una preda dato che il suo istinto di caccia è molto limitato. Grazie ad un udito particolarmente sviluppato è però ottimo per la guardia in casa e, pur abbaiando di rado, si fa sentire se incontra estranei nel suo territorio (peraltro non tanto amati essendo molto diffidente).
[modifica] Sviluppo
Esistono ben pochi allevamenti di Bolognesi al di fuori dell'Italia e questo crea dei problemi per lo sviluppo ed il mantenimento della razza, dato anche che le poche migliaia di esemplari esistenti sono spesso consanguinee.
[modifica] Standard
STANDARD DEL BOLOGNESE
Aspetto generale del cane
Di piccolo formato, con tronco raccolto e compatto ricoperto da pelo bianco puro, lungo e sollevato.
Proporzioni importanti
Cane costruito nel quadrato, per cui l'altezza al garrese è pari alla lunghezza del tronco, con la testa è piuttosto corta rispetto al tronco.
Comportamento e carattere
Piuttosto serio ed apparentemente poco vivace, ma in realtà molto creativo e docilmente attaccato ai suoi compagni sino all'abnegazione.
Testa
Mesocefala, la sua lunghezza totale raggiunge 1/3 dell'altezza al garrese ed appare larga alle arcate zigomatiche.
Regione cranica
Il cranio di forma poco ovoidale in senso sagittale e piatto nella parte superiore, ha le pareti convesse ed i seni frontali ben sviluppati. Gli assi cranio-facciali sono fra di loro paralleli, la sutura metopica è poco accentuata e l'apofisi occipitale poco marcata. La lunghezza del cranio è leggermente superiore a quella del muso mentre la larghezza, misurata alle arcate zigomatiche, è uguale alla sua lunghezza.
Stop
Abbastanza accentuato
Regione facciale
Tartufo Sulla medesima linea della canna nasale, dal profilo la sua faccia anteriore si risulta trovarsi sulla verticale. E' voluminoso, assolutamente di colore nero.
Muso
La sua lunghezza è pari ai 2/5 della lunghezza totale della testa, la canna nasale è rettilinea, le facce laterali sono fra di loro parallele e la faccia anteriore del muso è dunque abbastanza quadrata. La regione sottorbitale è ben cesellata.
Labbra
Quelle superiori sono poco sviluppate in altezza, per cui non ricoprono le inferiori, ed il profilo inferiore del muso è dato dalla mandibola.
Mascelle
Di normale sviluppo, con arcate che combaciano perfettamente.
Denti
Bianchi, regolarmente allineati, completi per sviluppo e numero con chiusura degli incisivi a forbice (tollerata quella a tenaglia).
Occhi
In posizione subfrontale, ben aperti, di grandezza superiore alla normale. La rima palpebrale è rotonda il globo oculare non deve essere prominente, né la sclerosa visibile. I margini palpebrali sono di rigore neri ed il colore dell'iride è ocra scuro.
Orecchie
Inserite alte al di sopra dell'arcata zigomatica, sono lunghe e pendenti, ma con base piuttosto rigida, tanto che la parte superiore dei padiglioni auricolari è scostata dal cranio, dando così la sensazione che la testa si mostri più larga di quanto sia in effetti.
Collo
Non ha giogaia ed ha una lunghezza pari a quella totale della testa.
Tronco
Di costruzione quadrata, la lunghezza del tronco, misurata dalla punta della spalla a quella della natica, è pari all'altezza al garrese.
Profilo superiore
Il profilo del dorso è rettilineo e quleoo dei lombi leggermente convesso, fondendosi con armonia alla linea della groppa.
Garrese
È poco elevato sulla linea del dorso a causa della distanza fra le punte delle scapole.
Torace
Ampio, disceso sino al livello dei gomiti e con coste ben cerchiate, ha una profondità che raggiunge quasi la metà dell'altezza al garrese.
Petto
Il manubrio dello sterno è poco evidente.
Groppa
È pochissimo inclinata e molto larga.
Linea inferiore
Il profilo inferiore del ventre, dopo quello dello sterno, rimonta di poco in alto verso l'addome.
Coda
Inserita sulla linea della groppa, è portata ricurva sul dorso.
Arti anteriori
Visti nell'insieme perfettamente in appiombo e paralleli fra di loro rispetto al piano mediano del tronco.
Spalle
Hanno una lunghezza pari a 1/4 dell'altezza al garrese, rispetto alla linea, dell'orizzonte sono abbastanza oblique e rispetto al piano mediano del tronco tendono alla verticale. Sono ben sciolte nei movimenti.
Braccio
Ben saldato al tronco, di lunghezza quasi uguale a quella della spalla, ma meno inclinato di questa.
Gomiti
Si trovano su un piano parallelo a quello mediano del tronco.
Avambraccio Ha una lunghezza pari a quella del braccio e segue una linea perfettamente verticale verso il terreno.
Carpo e metacarpo
Visti di fronte, seguono la linea verticale dell'avambraccio. Visti di lato, i metacarpi sono alquanto flessi.
Piedi
Sono di forma ovale con unghia e suole, molto dure, di colore nero.
Arti posteriori
Visti nell'insieme e guardati da dietro, devono seguire, dalla punta della natica verso terra, una linea perfettamente verticale. Sono inoltre fra di loro paralleli.
Coscia
La sua lunghezza è pari ad 1/3 dell'altezza al garrese. E' obliqua dall'alto in basso e dall'indietro in avanti; rispetto al piano mediano del tronco è perfettamente parallela.
Gamba
Più lunga della coscia.
Garretto
L'angolo tibio-tarsico non è molto chiuso.
Metatarsi
La distanza fra la punta dell'articolazione tibio-tarsica e la pianta del piede è leggermente inferiore ad un terzo dell'altezza al garrese.
Piedi
Con le medesime caratteristiche di quelli anteriori, ma meno ovali.
Andatura
Generalmente ciolta e vigorosa con portamento alto della testa.
Pelle
Ben tesa ed aderente con tutte le mucose esterne e con le sclerose, le quali sono rigorosamente pigmentate nere.
Pelo
Lungo su tutto il corpo, dalla testa alla coda e dalla linea dorsale sino ai piedi. È più corto sulla canna nasale e piuttosto sollevato, quindi non piatto ma a bioccoli. Non forma mai frange ed è di colore bianco puro, senza alcuna macchia ne sfumature.
Taglia e peso
Altezza al garrese: da 27 a 30 cm. nei maschi; da 25 a 28 cm. nelle femmine. Peso: da 2,5 a 4 kg. Tutti i maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.
Difetti generali
Ogni deviazione dalla descrizione delle caratteristiche di ciascuna regione costituisce un difetto, che sarà penalizzato dai giudici a seconda della sua gravità e della sua diffusione (come ad esempio lo strabismo).
Difetti eliminatori
Convergenza o divergenza accentuate degli assi cranio-facciali; canna nasale montonina; prognatismo se deturpa l'aspetto esteriore del muso; altezza inferiore ai 25 cm. e superiore ai 33 cm. nei maschi e inferiore ai 22 ed ai 32 nelle femmine.
Difetti da squalifica
Enognatismo - depigmentazione del tartufo, nonché qualsiasi altro colore che sia diverso dal nero; depigmentazione bilaterale delle palpebre; iride gazzuolo; anurismo, brachiurismo tanto naturale che artificiale; qualsiasi colore diverso dal bianco nel mantello; macchie e moschettature; monorchidismo; criptorchidismo; deficiente sviluppo di uno o dei due testicoli; uno o due testicoli non ben discesi nello scroto.[modifica] Grande galleria immagini
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Note
- ^ Cfr. il mio cane. La rivista del migliore amico dell'uomo, n 125, luglio 2005; Il mio cane. Tutte le razze, n. 15, 2011; "Annuale (gli speciali), il mio cane. Tutte le razze, n. 16, 2012.
- ^ ENCI-Razze italiane: Standard del bolognese. URL consultato il 15 agosto 2010.
[modifica] Bibliografia
- Il mio cane. Tutte le razze, n. 15/2011, pag 28 - 9
- Il mio cane. Tutte le razze, n.16/2012, pag 26 - 7
- I Cani, Stefano Letard Trad. Dott. Alberto Peyrot Tavole a colori di Harald Wiberg Edizioni S.A.I.E. Torino 1965
- Cani, "Dogs" Wendy Boorer, illustr. Doriene McQueen Collins - Avallardi Itascabili della natura 1985 - V Ediz. 1990
- Un cane per tutti - come scegliere un guardiano, un cacciatore, un compagno. Piccoli Manuali Fabbri. Fabbri Editori. 1980 Milano. pg 116
- Solo Cane - 58 razze da conoscere n1 Bimestrale Gennaio/Febbraio 2011 pg 15
- Piccoli Amici Speciale i nostri amici animali n15 2009 trimestrale per Coton de Tulear pg 12
- 342 cani di razza edizioni De Vecchi da pg 562 FCI 196 Gruppo 9 Bolognese
- Cani a cura di V. Manferto De Fabians - testi di Vito Buono - cubebook edizioni white star 2007 (CONSULTAZIONE)
- Enciclopedia del cane Piero Scanziani - I.G. De Agostini Novara - 1981 - pg 164
[modifica] Collegamenti esterni
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