Ente nazionale cinofilia italiana

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Ente nazionale cinofilia italiana
Abbreviazione ENCI
Affiliazione internazionale Fédération cynologique internationale
Fondazione 1882
Scopo associazione italiana per la gestione della cinofilia italiana
Sede centrale Italia Milano
Presidente Italia Francesco Balducci
Sito web

L'Ente nazionale cinofilia italiana, in acronimo ENCI, è un’associazione italiana per la gestione della cinofilia italiana che si occupa della catalogazione delle razze canine, di tutti i cani presenti in Italia e dell'organizzazione e gestione di eventi nazionali e internazionali di sport cinofili.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le sue origini risalgono al 1882 anno in cui viene fondata la "Società per il miglioramento delle razze canine in Italia" da un gruppo di appassionati: il conte Carlo Borromeo, il principe Emilio Belgioioso d'Este, Ferdinando Delor, Carlo Biffi e Luigi Radice. Poco dopo nasce il Kennel club italiano con 31 soci fondatori. Viene anche istituito il Libro delle Origini (LOI) il cui primo soggetto iscritto è un bracco italiano di nome Falco, nato nel 1875. Negli anni tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, viene ratificato lo statuto dell'associazione, vengono organizzate le primi esposizioni canine (a Milano e Torino), ed inizia la pubblicazione della rivista ufficiale del club. Nel 1904 si superano i 1000 soggetti iscritti al Libro delle Origini. Nel 1926 l'ente ottiene il riconoscimento ministeriale della personalità giuridica, e nel 1940 il riconoscimento da parte del Ministero dell'Agricoltura. A partire dal 1970 le associazioni cinofile dei paesi membri della Fédération cynologique internationale (FCI) nel corso della assemblea generale di Budapest, decidono il riconoscimento reciproco dei certificati genealogici emessi nelle diverse Nazioni, e stabiliscono che i relativi documenti portino un comune contrassegno. Attualmente (2009) i soggetti iscritti ai libri genealogici nazionali sono circa 160.000, le manifestazioni organizzate dall'ENCI sono più di 2.000 di cui circa 1.200 prove di lavoro e oltre 400 esposizioni cui partecipano oltre 100.000 cani.

Progetti[modifica | modifica sorgente]

Oltre all'indirizzo zootecnico, i principali progetti che l'ENCI sta portando avanti sono la gestione delle competizioni degli sport cinofili e lo sviluppo di corsi sulla cinofilia e la cinologia. Inoltre porta avanti un processo di selezione in alcune zone italiane chiamate "zone cinofile" dove vengono addestrati e allenati i cani utilizzati nell'attività venatoria e centri di addestramento per i cani di utilità e per la Protezione civile. Inoltre si cerca di lavorare sulla selezione dei cani con attitudini naturali dei cani da gregge o con particolari attitudini ludico-sportivi come per l'agility dog. Si sta anche cercando di sviluppare un centro per la conservazione del germoplasma dei soggetti miglioratori e della fecondazione artificiale.

Razze italiane[modifica | modifica sorgente]

L'ENCI riserva una particolare attenzione alla valorizzazione e promozione delle razze italiane. Le razze autoctone e di antica origine sono 14 (cane da pastore bergamasco, maltese, bolognese, pastore maremmano-abruzzese, bracco italiano, mastino napoletano, cirneco dell'Etna, segugio italiano a pelo raso, segugio italiano a pelo forte, cane corso, lagotto romagnolo, spinone, piccolo levriero italiano, volpino italiano) mentre altre sono in via di riconoscimento. La selezione ed il loro miglioramento assumono un carattere preminente nell'attività tecnica dell'ente che ne vuole favorire la conoscenza e la diffusione sia in Italia che all'estero.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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