Beatus vir (Vivaldi)

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Antonio Vivaldi scrisse vari Beatus vir (Salmo 111). Gli RV 597, in do maggiore, e 598, in si bemolle maggiore, al giorno d'oggi sopravvivono, mentre l'RV 599, anch'esso in si bemolle maggiore, è andato perduto.

RV 597[modifica | modifica sorgente]

Beatus vir RV 597
Compositore Antonio Vivaldi
Tonalità Do maggiore
Tipo di composizione Beatus vir
Numero d'opera RV 597
Epoca di composizione 1719 ca.
Organico

2 cori, 2 orchestre e organo

Questa impostazione di Beatus vir è la più nota fra le tre. Fu originariamente composta attorno al 1719, ma, anche se la composizione originale è andata perduta, giungono sino a noi due rielaborazioni di essa (una fu scritta probabilmente nella seconda metà degli anni venti del settecento, mentre la seconda risulta essere stata venduta dallo stesso Vivaldi all'Ospedale della Pietà nel 1739). Musicalmente molto duro[1], questo Beatus vir fu musicato per due cori e risulta essere un lavoro in grande scala. Tra le composizioni sacre del Prete Rosso che forse quella che più si lega allo stile antico e nella quale, come nel celebre Dixit Dominus in re maggiore, Vivaldi dimostra grande abilità nell'uso del contrappunto[2].

Si apre con un pomposo movimento con ritmo punteggiato, dal quale Vivaldi estrae un ritornello (motto) che ripropone più volte durante l'esecuzione dell'intero lavoro (elemento tipico presente in numerosi Beatus vir a partire da Claudio Monteverdi). Segue il secondo movimento, il strutturalmente più bizzarro[3] tra tutti i lavori sacri vivaldiani, presentando solo due parti contrappuntistiche eseguite dai bassi di ambedue i cori. Il movimento del Gloria et divitiae è scritto per due soprani (nella versione originale era stato composto per un solo soprano il quale usava la tecnica dell'eco) risulta essere sorprendentemente di grande effetto. Nel movimento, Exortum est in tenebris, colpisce molto l'elemento contrappuntisco trattato dai due cori. Il Jucundus homo, dove organo accompagna un soprano solista, anticipa il movimento più espressivo del Beatus vir, il terzetto In memoria aeterna. Dopo il Paratum cor ejus per 2 cori e il Peccator videbit per solo tenore o coro, il salmo si conclude con il Gloria Patri. Il versetto Beatus vir qui timet Dominum che ricorre spesso durante il lavoro sacro è realizzato in forma mottettistica, ossia con due cori uniti e l'orchestra che suona all'unisono con i bassi.

Struttura del Beatus vir RV 597:

  • Beatus vir (in do magg.; allegro; 2 cori e 2 orch.)
  • Potens in terra (in la min.; allegro non molto; i bassi dei 2 cori e 2 orch.)
    • Antifona Beatus vir (in do magg.; allegro; 2 cori e 2 orch.)
  • Gloria et divitiae (in la min.; allegro; 2 soprani soli e 2 orch.)
    • Antifona Beatus vir (in do magg.; allegro; 2 cori e 2 orch.)
  • Exortum est in tenebris (in fa magg.; andante molto; 2 cori e 2 orch.)
  • Jucundus homo (in la min.; allegro; soprano solo e organo)
    • Antifona Beatus vir (in do magg.; allegro; 2 cori e 2 orch.)
  • In memoria aeterna (in do min.; andante molto; coro I, a 3 voci, ossia contralti, tenori e bassi)
    • Antifona Beatus vir (in do magg.; allegro; 2 cori e 2 orch.)
  • Paratum cor ejus (in do magg.; allegro; 2 cori e 2 orch.)
  • Peccator videbit (in fa magg.; largo e spiccato, alternato con presto; tenore solo e orch.)
    • Antifona Beatus vir (in do magg.; allegro; 2 cori e 2 orch.)
  • Gloria Patri, et Filio (in do magg.; allegro; 2 cori e 2 orch.)

RV 598[modifica | modifica sorgente]

Beatus vir RV 598
Compositore Antonio Vivaldi
Tonalità Si bemolle maggiore
Tipo di composizione Beatus vir
Numero d'opera RV 598
Epoca di composizione tra 1713 e il 1719
Organico

soprano, contralto, coro, archi e basso continuo

Questo Beatus vir, impostato per solisti, coro, archi e basso continuo, fu scritto presumibilmente tra il 1713 e il 1719, ossia nel primo periodo d'attività che Vivaldi svolse presso l'Ospedale della Pietà. Il salmo, formato da nove versi, si compone di singolo movimento di 420 battute con tempo Allegro e metro in 2/4, diviso in varie sezioni collegate da un ritornello musicale. Lo stile musicale che il Prete Rosso impiega in questo lavoro è quello tipico del concerto strumentale, ma in scala molto espansa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Talbot, Michael: The sacred vocal music of Antonio Vivaldi
  2. ^ Zanetti, Roberto: La musica italiana nel settecento, pp. 814-815
  3. ^ Talbot, Michael: Op. già citata

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


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