Artemisinina

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Artemisinina
Artemisinin skeletal.svg
Artemisinin - 3D - Stick Model.png
Nome IUPAC
(3R,5aS,6R,8aS,9R,12S,12aR)-
octahydro-3,6,9-trimethyl-3,12-
epoxy-12H-pyrano[4,3-j]-
1,2-benzodioxepin-10(3H)-one
Nomi alternativi
arteannuina
qinghaosu
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C15H22O5
Massa molecolare (u) 282,332 g/mol
Numero CAS [63968-64-9]
Codice ATC P01BE01
PubChem 68827
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,24 ± 0.1
Temperatura di fusione 152-157 °C
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Orale
Indicazioni di sicurezza
Frasi H ---
Consigli P --- [1]

L'artemisinina è un principio attivo estratto dalla Artemisia annua impiegato nella lotta alla malaria e pertanto rientra nella categoria degli antimalarici.

L'artemisinina è uno schizonticida ematico molto potente e rapido la cui struttura chimica è diversa da qualsiasi altro farmaco anti-malarico e pertanto non presenta ancora problemi di farmaco-resistenza[senza fonte]. L'artemisinina si trova in compresse o capsule da 250mg e in supposte da 100mg per i bambini. La di-idro-artemisinina è un altro derivato per terapia orale. L'artemetere è un derivato dell'artemisinina che è disponibile per terapia orale e intramuscolo. L'artesunato si trova in formulazione per terapia endovenosa o intramuscolare.

  • La dose totale di artemisinina nell'adulto non deve superare i 2.5g (40mg/kg) che corrisponde a 600mg (10mg/kg) di artemetere orale, di-idro-artemisinina o artesunato di sodio (parenterale, cioè non somministrato per ingestione). L'artemetere intramuscolo non deve superare i 320mg (6mg/kg).
  • La somministrazione parenterale dei derivati dell'artemisinina dovrebbe essere limitata al trattamento delle forme di malaria severa.

Malaria grave: artesunato di sodio in terapia parenterale, prima dose 120mg (2mg/kg) seguita da due dosi di 1mg/kg a distanza di 12 ore, poi 1mg/kg/die fino a quando il paziente non sia in grado di passare alla terapia orale per una dose cumulativa successiva di 10mg/kg.

  • Forme non complicate di malaria da Plasmodium falciparum multifarmaco-resistente si trattano con un'associazione artesunato-meflochina: artesunato 2mg/kg al primo giorno, artesunato 1mg/kg + meflochina 15mg/kg al secondo giorno, artesunato 1mg/kg + meflochina 10mg/kg al terzo giorno.

Il principale problema di artemisinina e derivati è dato dal fatto che spesso non consegue una cura definitiva e, per prevenire le recrudescenze, va eseguito un trattamento associato o supplementare con altri farmaci anti-malarici (meflochina). Sono farmaci generalmente ben tollerati: possono dare episodi di febbre iatrogena. Possono essere tossici per il feto nel primo trimestre di gravidanza.

L'Artemisinina e i suoi derivati stanno riscuotendo molto interesse nel campo della ricerca, in particolare all'Università di Washington, per la loro capacità di eliminare selettivamente le cellule tumorali. I ricercatori hanno visto che all'Artemisinina, liberando radicali liberi, colpisce selettivamente le cellule contenenti eccessive quantità di ferro (le cellule tumorali ne contengono molto più della media) portandole all'eliminazione. [2]

È stato inoltre osservato un effetto di inibizione della crescita delle cellule di carcinoma epatocellulare.[3]

Produzione biotecnologica[modifica | modifica sorgente]

L'artemisinina, chimicamente, è un endoperossido sesquiterpene lattone, una molecola con elevata complessità strutturale. Essendo un composto molto utile per il trattamento della malaria, è necessaria una sua massiccia produzione. L'artemisinina è estratta dalla pianta Artemisia annua, più precisamente dai tricomi ghiandolari della stessa. Le quantità sono però estremamente basse. Anche la sintesi chimica è una via tortuosa: difficile e molto costosa. Per questo negli ultimi anni ci si sta affidando al sempre più emergente campo delle biotecnologie. Recenti approcci sono basati sostanzialmente sulla biologia molecolare e sull'ingegneria metabolica:

  • azione su enzimi e fattori di trascrizione in modo da portare ad una iperproduzione del composto
  • inserimento dei geni per la via metabolica corrispondente (per la produzione del precursore isopentenil pirofosfato) e per il citocromo P450 in lieviti Saccharomyces cerevisiae o in altri generi e specie vegetali.

Note[modifica | modifica sorgente]

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