Amphimallon solstitiale

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Amphimallon solstitiale
Amphimallon solstitialis (2007-06-27) 01.jpg
Amphimallon solstitiale, femmina
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Coleopteroidea
Ordine Coleoptera
Sottordine Polyphaga
Infraordine Scarabaeiformia
Superfamiglia Scarabaeoidea
Famiglia Scarabaeidae
Sottofamiglia Melolonthinae
Genere Amphimallon
Specie A. solstitiale
Nomenclatura binomiale
Amphimallon solstitiale
Linnaeus, 1758
Nomi comuni

Surla/Giugnolino

Amphimallon solstitiale Linnaeus, 1758 è un insetto coleottero appartenente alla famiglia Scarabaeidae.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Questo insetto, come tutti i melolonthini, possiede un corpo cilindrico e robusto con le tre sezioni del corpo (capo, torace e addome) ben definite. Il dorso è di un color nocciola, mentre il pronoto è più verso il marrone-rossiccio e nella parte posteriore può presentare una bianca peluria. Nella parte inferiore del corpo invece, l'addome è nero, composto da sei segmenti ben visibili. l'addome è coperto da una lieve peluria bianca, mentre il torace, da dove partono ali e zampe, ne è completamente ricoperto. Il capo possiede due piccole antenne sui lati e due occhi composti sensibili ai raggi UV. L'amphimallon solstitiale non è caratterizzato da un particolare dimorfismo sessuale. La differenza tra maschi e femmine sta nel fatto che le antenne dei maschi presentano l'ultimo segmento molto sviluppato, quasi a formare una sorta di mazza, mentre le femmine no.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Questo coleottero vola da giugno a luglio. È di abitudini crepuscolari, infatti nelle sere di fine primavera e inizio estate si vedono spesso volare quasi a rasoterra nei boschi, campi e giardini europei.

Volo[modifica | modifica sorgente]

Questo coleottero vola molto basso e cambiando spesso direzione seguendo l'odore dei feromoni degli altri esemplari della sua specie. Raggiunge una velocità massima di 15 Km/h. Quelli che volano sono i maschi, mentre solitamente le femmine stanno aggrappate ai fili d'erba appese ad uno stelo d'erba ad attendere l'arrivo del partner.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Accopiamento di Amphimallon solstitiale.

L'accoppiamento avviene, di solito, con il maschio in groppa alla femmina che resta aggrappata ad un filo d'erba per tutta la durata di esso. Dopo l'accoppiamento, la femmina scava un buco nel terreno fondo 10-15 cm dove depone da 20 a 40 uova.

Dopo 15 giorni le uova si schiudono e fuoriescono le larve. Queste sono della classica forma a C (melolontoidi) con la testa e le tre paia di zampe, che la larva usa per muoversi nel terreno, chitinose e di colore arancione. Lungo il corpo la larva presenta dei forellini attraverso i quali respira. La larva continua a mangiare le radici di piante erbacee, moltiplicando più volte le proprie dimensioni compiendo fondamentalmente 3 stati: L1, L2, L3. Nel Settembre del secondo anno è già da tempo nello stato L3 e a quel punto si trasforma in pupa nell'attesa di diventare adulta.

A Giugno la pupa si schiude e fuoriesce l'adulto. Nelle prime ore, l'adulto ha ancora i tessuti corposi e le elitre molli poi perché nello stadio di pupa molte parti del corpo non erano mai usati (esempio: ali e zampe), quando il sangue è affluito in tutto il corpo i tessuti si induriscono e l'adulto può iniziare a volare in cerca di un partner. Esso raggiunge una lunghezza massima di circa 1,5 cm ed è color marroncino chiaro. Gli adulti muoiono dopo una vita libera di circa un mese dove avranno speso tutte le energie accumulate nello stadio larvale, nella ricerca di un partner.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questo coleottero vive in tutta Europa e, con numerose sottospecie, anche in Asia Orientale. Predilige prevalentemente praterie o zone dove la vegetazione sia poco fitta ma non è visibile dove i terreni sono sabbiosi o poco fertili in quanto non vi sono sufficienti radici con cui nutrire le larve e favorirne lo sviluppo.

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