Alonso Fernández de Avellaneda

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Alonso Fernández de Avellaneda (... – ...) è stato uno scrittore spagnolo. È lo pseudonimo dell'autore del Don Chisciotte, apocrifo del XVII secolo.

Indice

Il Segundo tomo del ingenioso hidalgo Don Chisciotte de la Mancha di Avellaneda [modifica]

Quando Cervantes pubblicò la sua prima parte del Don Chisciotte ottenne finalmente l'atteso successo. Ma alla gioia subentrò presto l'amarezza per la pubblicazione, nel 1614 a Tarragona di una continuazione apocrifa della prima parte del romanzo firmato da un certo "Avellaneda" dal titolo Segundo tomo del ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha, che presenta una ricca vena narrativa e un notevole potere di satira. Ancora oggi il problema della critica è quello di scoprire chi si celasse sotto il nome di Alonso Fernández de Avellaneda e le risposte che si sono date non sono soddisfacenti. Si è pensato all'opera di autori celebri come Félix Lope de Vega, Tirso de Molina, Jerónimo de Pasamonte, Juan Ruiz de Alarcón, Francisco de Quevedo e ad altri autori quasi dimenticati.[senza fonte]

Sappiamo che Cervantes non godeva di grande considerazione nell'ambiente letterario[1] e il successo che ebbe il Quijote probabilmente può aver indotto qualche letterato dell'epoca a sfruttare un tema che aveva riscontrato così tanta fortuna.

Trama [modifica]

Il protagonista del libro è don Quijote un cavaliere che si reca a Saragozza per partecipare a una gara e incontra don Alvaro Tarfe che trova subito alloggio nella casa dell'hidalgo.
Don Quijote, che ha rinunciato a Dulcinea ed è perciò chiamato Il Cavaliere desamorado, accompagnato da Sancho, si reca per partecipare al torneo.

Ad Alcalà e Madrid succedono incredibili avventure. Sancho si mette al servizio di un marchese e Tarfe fa rinchiudere in un manicomio di Toledo don Quijote.

Confronto con il Don Chisciotte di Cervantes [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Metaromanzo.

L'opera di Avellaneda dimostra una completa incomprensione per i personaggi cervantini e il suo lavoro non regge il confronto con l'opera originale. In quel periodo Cervantes stava scrivendo il capitolo LIV della seconda parte del Quijote, quando la lettura del libro de Avellaneda e le numerose contraddizioni che trovò nella novella, gli sembrarono in contrasto con il piano della novella stessa, specialmente quando scrive che don Quijote s'incammina verso Barcellona.

Bibliografia [modifica]

  • Alonso Fernandez de Avellaneda, El ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha, Madrid, Biblioteca nueva, 2000. ISBN - 8470307630

Bibliografia critica [modifica]

  • Cesare Segre, Introduzione, in Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, a cura di Cesare Segre e di Donatella Mori Pini, Milano, Mondadori, 1998, pp. XII - XIV in particolare. ISBN 88-04-43048-6

Note [modifica]

  1. ^ Cesare Segre afferma che «queste posizioni della critica sono superate da tempo almeno a livello della coscienza.» e si riferisce in particolare alla visione di Unamuno per cui l'opera varrebbe di gran lunga più del suo autore. Cfr. Cesare Segre, Introduzione, in Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, Milano, Mondadori, 1998, p. XI.

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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