Agenzia Ebraica

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L'Agenzia Ebraica (הסוכנות היהודית) o per esteso Agenzia Ebraica per la Palestina durante il Mandato britannico della Palestina, fu l'organismo creato per agevolare l'immigrazione degli ebrei in Palestina prima della Dichiarazione d'indipendenza del 1948.

Oggi è diventata Agenzia Ebraica per Israele (הסוכנות היהודית לארץ ישראל, HaSochnut HaYehudit L'Eretz Yisra'el), o Sochnut (Agenzia), o JAFI (dall'acronimo inglese Jewish Agency for Israel). È un'organizzazione israeliana che sostiene l'ebraicità di Israele, e opera a tal fine in stretto collegamento con la United Jewish Communities (UJC) in Nord America e col Keren Hayesod (United Israel Appeal) in tutto il mondo.

Nascita[modifica | modifica sorgente]

Organizzazione sionista, fu originariamente istituita nel 1923 per rappresentare la comunità ebraica in Palestina nell'epoca precedente il governo mandatario. Ricevuto il riconoscimento ufficiale per le sue attività nel 1929, l'Agenzia Ebraica fu incaricata di facilitare l'immigrazione ebraica in Palestina, dell'acquisto di terre dai proprietari arabi e di pianificare le politiche generali della leadership sionista. Durante il periodo mandatario, l'Agenzia Ebraica per la Palestina fu un'organizzazione quasi-governativa che si prese cura delle necessità amministrative della comunità ebraica. La sua leadership fu eletta da ebrei di tutto il mondo, su una base proporzionale rispetto alla consistenza numerica delle loro comunità.

Costruì scuole e ospedali, oltre a formare l'Haganah che divenne il nucleo delle forze armate regolari israeliane dopo il 1948. Le autorità britanniche proposero di dar vita a un'Agenzia Araba con fini similari ma l'idea fu respinta dai leader arabi.

L'Agenzia Ebraica fu fatta oggetto di rappresaglie da parte delle truppe britanniche nel 1946 nell'Operazione Agatha, in risposta a un certo numero di attacchi condotti contro le forze britanniche ma occorre ricordare che l'Haganah non attaccò direttamente le forze britanniche, mentre ciò accadde spesso ad opera dell'Etzel, meglio noto come l'Irgun. Il quartier generale dell'Agenzia a Gerusalemme fu bombardato ai primi del 1948 dalle forze che riconoscevano come propria guida, non solo morale, il Gran Mufti Hajji Muhammad Amin al-Husayni, con grande perdita di vite umane. Durante l'assedio seguente l'Agenzia decise di trasferire i propri uffici a Tel Aviv.

L'Agenzia Ebraica e lo Stato d'Israele[modifica | modifica sorgente]

Il 14 maggio 1948, l'Agenzia Ebraica per la Palestina, sotto la guida del suo leader David Ben Gurion, divenne il governo provvisorio dello Stato d'Israele.

A seguito della costituzione di un governo stabile, l'Agenzia fu rinominata Agenzia Ebraica per Israele, occupandosi di facilitare lo sviluppo economico del Paese e l'accoglienza e l'inserimento sociale degli immigrati ebrei da tutto il mondo.

Dopo la Guerra dei sei giorni nel 1967, è stata istituita una nuova divisione all'interno dell'Agenzia perché si occupasse delle attività dei coloni israeliani insediatisi nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza palestinesi, come pure nelle Alture del Golan siriane.

Guida dell'Agenzia Ebraica[modifica | modifica sorgente]

Ze'ev Bielski è l'attuale Presidente dell'esecutivo dell'Agenzia Ebraica. Precedentemente tale ufficio era stato svolto da Sallai Meridor, diventato ambasciatore a Washington. Dal giugno 2007, Richard Pearlstone è diventato Presidente del Consiglio d'Amministrazione dell'Agenzia Ebraica (Board of Governors, BOG), succedendo a Carole Solomon.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]