Aerfer Ariete

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Aerfer Ariete
Il prototipo custodito presso il Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle
Descrizione
Tipo aereo da caccia
Equipaggio 1
Progettista Sergio Stefanutti
Costruttore Italia Aerfer
Data primo volo 27 marzo 1958
Data entrata in servizio mai
Utilizzatore principale Italia Aeronautica Militare
Esemplari 2 prototipi
Sviluppato dal Aerfer Sagittario 2
Altre varianti Aerfer Leone
Dimensioni e pesi
Lunghezza 9,60 m
Apertura alare 7,32 m[1]
Altezza 3,35 m[1]
Superficie alare 14,62 [1]
Peso a vuoto 2 400 kg
Peso carico 3 535 kg
Propulsione
Motore un turbogetto Rolls-Royce Derwent IX ed un Rolls-Royce Soar R.Sr2 ausiliario
Spinta rispettivamente 16,2 e 8,025 kN
Prestazioni
Velocità max 1 125 km/h
Autonomia 780 km
Tangenza 12 000 m
Armamento
Cannoni 2 da 30 mm

Dati ricavati da Aerei Italiani.net[2] e sito ufficiale dell'Aeronautica Militare

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L'Aerfer Ariete era un prototipo di aereo da caccia bireattore ad ala bassa costruito in Italia nel 1958; progettato dall'ingegner Sergio Stefanutti, era l'evoluzione di una serie di prototipi che però non vennero mai prodotti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

L'Ariete era un ulteriore sviluppo migliorato del precedente progetto di Stefanutti, l'Aerfer Sagittario 2, di cui ne conservava la maggior parte delle specifiche, realizzata nel tentativo di portare quel prototipo agli standard industriali per la successiva produzione di massa e per farne un utile aereo da combattimento.

Una caratteristica inusuale fu l'aggiunta di un turbogetto Rolls-Royce Soar ausiliario per fornire all'occorrenza una spinta aggiuntiva in fase di decollo, salita o durante il combattimento. Il turbogetto era alimentato da una presa d'aria supplementare retrattile, ricavata sul dorso della fusoliera, situata dietro l'abitacolo.

Il prototipo fu realizzato presso lo stabilimento Aerfer di Pomigliano d'Arco, presso Napoli. Il 27 marzo 1958 presso il Reparto Sperimentale di Volo, con matricola MM 568, effettuò il primo volo di collaudo a Pratica di Mare (RM). I risultati dei vari collaudi risultarono però al di sotto delle aspettative ed indussero l'Aeronautica Militare a rinunciare all'acquisizione del velivolo.[3]

Vennero completati solo due prototipi per sviluppare un ulteriore derivato: l'intercettore supersonico Leone, che rimase solo in forma di progetto dal momento che la realizzazione del prototipo fu interrotta, a causa del taglio dei finanziamenti, quando essa era ormai completa all'80% circa.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Italia Italia
il prototipo venne utilizzato durante una campagna di test ma non ebbe mai impiego operativo.

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica sorgente]

Il secondo prototipo costruito, matricola MM 569 ovvero l'esemplare di preserie, venne inizialmente esposto presso il Palazzo a Vela di Torino rimanendo nel capoluogo piemontese fino al suo trasferimento nel comune di Bracciano, in provincia di Roma, dov'è attualmente esposto al pubblico nelle strutture del Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle, più precisamente nell'Hangar Skema dedicato ai velivoli più recenti.

Modellismo[modifica | modifica sorgente]

  • Dujin resin kits scala 1/72
  • Sem Model scala 1/72

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Aerfer Ariete (PDF), Aeronautica Militare. URL consultato il 24 settembre 2008.
  2. ^ Aerfer Ariete, Aerei Italiani. URL consultato il 24 settembre 2008.
  3. ^ Aerfer Ariete in Il portale dell'Aeronautica Militare.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Ciampaglia, Dal SAI Ambrosini Sagittario All'AERFER Leone. A History of the first Italian supersonic fighters created by Sergio Stefanutti, IBN Editore, 2004, p. 158, ISBN 88-7565-000-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Immagini[modifica | modifica sorgente]