Aerfer Sagittario 2

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Aerfer Sagittario 2
Ambrosini (Aerfer) Sagittario 2 MM560 LeB 29.05.57.jpg
Descrizione
Tipo aereo da caccia
Equipaggio 1
Progettista Sergio Stefanutti
Costruttore Italia Aerfer
Data primo volo 19 maggio 1956
Data entrata in servizio mai
Esemplari 2
Dimensioni e pesi
Lunghezza 9,50 m
Apertura alare 7,50 m
Altezza 3,17 m
Superficie alare 14,50 [1]
Peso a vuoto 2 300 kg
Peso carico 3 535 kg
Propulsione
Motore un turbogetto Rolls-Royce Derwent IX
Spinta 17,8 kN (1 815 kgf)[1]
Prestazioni
Velocità max 1 050 km/h
Autonomia 780 km[1]
Tangenza 14 000 m[1]
Armamento
Cannoni 2 da 30 mm

i dati sono estratti da Aerei Italiani [1]

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L'Aerfer Sagittario 2 era un aereo da caccia monomotore a getto ad ala bassa a freccia, realizzato dall'azienda italiana Aerfer nel 1958 e rimasto allo stadio di prototipo.

Progettato dall'ingegner Sergio Stefanutti, era l'evoluzione di una serie di prototipi che non raggiunsero mai la produzione in serie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Il Sagittario 2 venne sviluppato da un addestratore biposto ad elica, il SAI Ambrosini S.7, prodotto in un piccolo numero di esemplari ed entrato in servizio presso l'Aeronautica Militare, ma, a differenza di questo, era di costruzione interamente metallica e caratterizzato da una configurazione alare a freccia. Nelle intenzioni, doveva essere un passaggio intermedio per realizzare un caccia pienamente supersonico, ovvero l'Aerfer Leone, il cui prototipo non fu mai completato. Anche il successivo Aerfer Ariete si collocava in questa ambiziosa linea di sviluppo.

Progetto tecnicamente molto avanzato per l'epoca, fu il primo aereo costruito in Italia a raggiungere e superare il muro del suono, il 4 dicembre 1956. Il pilota che compì questa straordinaria impresa fu il tenente colonnello Giovanni Franchini, eroe di guerra, collaudatore che concluse la sua brillante carriera come generale di squadra aerea. Tra le sue particolarità vi era l'ugello di scarico posizionato sotto la fusoliera, mentre la presa d'aria era posta, come in molti aerei dell'epoca e nel Campini-Caproni C.C.2 (il primo aereo a reazione italiano), sul muso. Questa configurazione lasciava libero ampio spazio in fusoliera per il carburante, consentendo così, a differenza di altri modelli coevi, una notevole autonomia.

Il primo esemplare, costruito presso lo stabilimento Aerfer di Pomigliano d'Arco, presso Napoli, ed immatricolato MM 560, venne portato in volo per la prima volta il 19 maggio 1956 dal pilota collaudatore Costantino Petrosellini, dall'aeroporto di Pratica di Mare, sede del Reparto Sperimentale di Volo dell'Aeronautica Militare, confermando con le sue caratteristiche di volo l'ottima base di partenza, superiore in prestazioni ai pari ruolo dell'epoca.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Italia Italia

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica sorgente]

L'unico esemplare di Sagittario 2 conservato in Italia è l'esemplare MM 561, il secondo prototipo realizzato, esposto presso il Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Aerfer Sagittario 2° in Aerei Italiani, http://www.aerei-italiani.net/. URL consultato il 04-04-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Ciampaglia, Dal SAI Ambrosini Sagittario All'AERFER Leone. A History of the first Italian supersonic fighters created by Sergio Stefanutti, IBN Editore, 2004, p. 158. ISBN 88-7565-000-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]