Whitfieldieae

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Whitfieldieae
Gardenology.org-IMG 1745 hunt09oct.jpg
Whitfieldia elongata
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Acanthaceae
Sottofamiglia Acanthoideae
Tribù Whitfieldieae
Reveal, 2012
Classificazione Cronquist
Deletion icon.svg taxon non contemplato
Generi

Whitfieldieae Reveal, 2012 è una tribù di piante spermatofite, dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Acanthaceae.[1][2]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della tribù deriva dal suo genere tipo Whitfieldia Hook., 1845 il cui nome è stato dato in onore di Thomas Whitfield, collezionista naturalista in Sierra Leone e Gambia dal 1843 al 1848.[3]

Il nome scientifico della tribù è stato definito dal botanico contemporaneo James Lauritz Reveal (1941 - 2015) nella pubblicazione "Phytoneuron 2012-37: 220. 23 Apr 2012" del 2012.[4][5]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

  • Il portamento delle specie di questa tribù è arbustivo (fino a 6 metri in Whitfieldia elongata) e anche rampicante. Sono presenti specie sempreverdi. Nelle varie parti vegetative si possono trovare dei glicosidi fenolici spesso in composti iridoidi, alcaloidi e diterpenoidi; sono presenti inoltre cistoliti.[6][7][8][9][10][11][12]
  • Le foglie lungo il caule hanno una disposizione opposta. Il picciolo può essere lungo fino a 3 cm e più. La lamina varia da ovata a ellittica con margini interi (o crenati o debolmente lobati) e apici appuntiti. In alcune specie la base della foglie è decorrente lungo il picciolo. Le venature sono di tipo pennato. In alcune specie la consistenza è coriacea.
  • Le infiorescenze semplici o di tipo racemoso (pannocchie) o cimoso sono terminali con lunghi peduncoli. In alcune specie le pannocchie sono formate da fiori solitari o molto spaziati, in altre le pannocchie sono dense con pubescenze ghiandolari-pelose. I fiori possono essere pedicellati. All'interno dell'infiorescenza sono presenti delle brattee decidue, verdi con forme da lineari a ellittiche e apici appuntiti; quelle basali sono simili alle foglie. Sono presenti anche delle bratteole per lo più filiformi.
  • I fiori sono ermafroditi e zigomorfi; sono inoltre tetraciclici (ossia formati da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (i verticilli del perianzio hanno più o meno 5 elementi ognuno).
  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:[9]
X, K (5), [C (2+3), A 2+2 o 2] G (2/supero), capsula
  • Il calice, gamosepalo, a forma tubulosa, è formato da 5 segmenti più o meno uguali (calice attinomorfo) colorati (petaloidi). Il calice può essere ricoperto da una densa peluria (leggermente vischiosa-pubescente). I segmenti sono dei lobi oblunghi apicalmente appuntiti. I calice può essere biancastro.
  • La corolla, gamopetala e zigomorfa, è formata da un tubo cilindrico, sottile e lungo (a volte piegato) terminante con 5 lobi, lunghi con forme ellittiche, disposti su due labbra. La gola può essere imbutiforme o gonfiata (gibbosa) fin dalla base. I lobi sono patenti o retroflessi e possono essere pubescenti per peli ghiandolosi. I petali della corolla possono avere la tendenza alla contorsione. Il colore della corolla è bianco, crema con righe marroni, lilla, rosa con gole gialle.
  • I frutti sono delle capsule glabre ma anche densamente pustoloso-rugose. Il frutto contiene 2 - 4 semi. I semi più o meno discoidi (da subsferici a globosi o cordiformi) sono glabri o quasi lisci (possono avere degli anelli concentrici di creste). I semi sono provvisti di un funicolo persistente (il retinacolo è uncinato). L'endosperma in genere è assente. La deiscenza dei frutti è elastica (derivata dalla particolare placentazione dell'ovario).

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama) quali api, vespe, falene e farfalle, mentre ai tropici anche tramite uccelli quali colibrì (impollinazione ornitogama).[8][9]
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo (dopo aver eventualmente percorso alcuni metri a causa del vento - dispersione anemocora) a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). Sono possibili anche dispersioni tramite animali (disseminazione zoocora).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione delle specie di questa tribù e quasi unicamente africana (Madagascar) con habitat tropicali e caldi.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza di questa tribù (Acanthaceae) comprende, secondo i vari Autori, 256 generi con 2.770 specie[9] oppure 220 generi con 4.000 specie[14] o infine 221 generi con 3.510 specie[1]. È soprattutto una famiglia con specie a distribuzione tropicale o subtropicale molte delle quali sono usate come piante ornamentali. Dal punto di vista tassonomico la famiglia è suddivisa in 4 sottofamiglie (compreso il recente inserimento delle Avicennioideae); la tribù di questa voce appartiene alla sottofamiglia Acanthoideae caratterizzata soprattutto dalla presenza di cistoliti nelle foglie e del retinacolo nei semi.[15]

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Cladogramma della tribù

La tribù di questa voce è descritta all'interno del Cystolith clade[16]) che caratterizza la sottofamiglia Acanthoideae ad esclusione della tribù Acantheae. La sottofamiglia Acanthoideae nel suo insieme è contraddistinta dal Retinaculate clade.[16] La tribù Whitfieldieae, al'interno della sottofamiglia, risulta "gruppo fratello" del gruppo Barlerieae+Andrographideae. Mentre all'interno della tribù i due generi Chlamydacanthus e Whitfieldia formano un "gruppo fratello" e sono il "core" del gruppo. A sua volta il genere "Lankesteria" è "gruppo fratello" di questo "core".[17]

Per questo gruppo sono proposte le seguenti sinapomorfie:[17]

  • le ghiandole biancastre su alcune parti delle piante;
  • gli anelli concentrici di creste sui semi;
  • le aree circolari densamente granulate che circondano i pori dei granuli di polline.

Mentre per il gruppo più interno (Chlamydacanthus e Whitfieldia) le sinapomorfie sono:

  • il polline biporato e piatto (lenticolare);
  • le superfici glabre dei semi.

Mentre il genere Whitfieldieae e monofiletico, il genere Chlamydacanthus non lo è in quanto alcune sue specie risultano più collegate ai tre generi minori della tribù (Camarotea+Forcipella+Leandriella). Inoltre la posizione basale del genere Lankesteria è supportata (da un punto di vista filogenetico) debolmente. Per cui alcuni Autori definiscono provvisoriamente il gruppo come "Whitfieldieae s.l.".[18]

Il cladogramma a lato tratto dallo studio citato[19] e semplificato, mostra l'attuale conoscenza filogenetica del gruppo botanico di questa voce.

Composizione della tribù[modifica | modifica wikitesto]

La tribù si compone di 7 generi e circa 30 specie:[1][20]

Genere Specie Distribuzione
Camarotea
Scott Elliot, 1891
1 - 2[21] Madagascar
Chlamydacanthus
Lindau, 1893
4 Africa orientale e Madagascar
Forcipella
Baill., 1891
5 Madagascar
Lankesteria
Lindl., 1845
7 Africa e Madagascar
Leandriella
Benoist, 1939
1 - 2[22] Madagascar
Whitfieldia
Hook., 1845
10 Africa tropicale
Zygoruellia
Baill., 1890
Una specie:
Zygoruellia richardii Baill.
Madagascar

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Olmstead 2012.
  2. ^ Angiosperm Phylogeny Website, su mobot.org. URL consultato il 30 maggio 2018.
  3. ^ David Gledhill 2008, pag. 406.
  4. ^ Indices Nominum Supragenericorum Plantarum Vascularium, su plantsystematics.org. URL consultato il 30 maggio 2018.
  5. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 30 maggio 2018.
  6. ^ Tripp et al. 2013, pag. 115.
  7. ^ Motta 1960, Vol. 1 - pag. 18.
  8. ^ a b Pignatti 1982, Vol. 2 - pag. 618.
  9. ^ a b c d Judd et al 2007, pag. 499.
  10. ^ Flora of Zimbabwe, su zimbabweflora.co.zw, p. 7955.000 Whitfieldia Hook.. URL consultato il 30 maggio 2018.
  11. ^ Photomazza, su photomazza.com, p. Whitfieldia elongata. URL consultato il 30 maggio 2018.
  12. ^ Global Plants JSTOR, su plants.jstor.org, p. Chlamydacanthus lindavianus. URL consultato il 30 maggio 2028.
  13. ^ Musmarra 1996.
  14. ^ Angiosperm Phylogeny Website, su mobot.org. URL consultato il 21 gennaio 2018.
  15. ^ Judd et al 2007, pag. 501.
  16. ^ a b McDade et al. 2008, pag. 1140.
  17. ^ a b Manktelow et al. 2001, pag. 109.
  18. ^ McDade et al. 2008, pag. 1146.
  19. ^ Tripp et al. 2013, pag. 1142.
  20. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 30 maggio 2018.
  21. ^ The Plant List, http://www.theplantlist.org/tpl1.1/search?q=Camarotea. URL consultato il 30 maggio 2018.
  22. ^ The Plant List, http://www.theplantlist.org/tpl1.1/search?q=Leandriella. URL consultato il 31 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]