Whiteout - Incubo bianco

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Whiteout - Incubo bianco
Whiteout - Incubo bianco.jpg
Una scena del film
Titolo originaleWhiteout
Paese di produzioneStati Uniti d'America, Francia, Canada
Anno2009
Durata101 min
Genereazione, thriller
RegiaDominic Sena
SoggettoGreg Rucka (graphic novel)
SceneggiaturaErich Hoeber, Jon Hoeber, Chad e Carey Hayes
ProduttoreSusan Downey, Joel Silver
Casa di produzioneWarner Bros. Pictures
Dark Castle Entertainment
Distribuzione in italianoWarner Bros. Pictures
FotografiaChristopher Soos
MontaggioStuart Baird, Martin Hunter
MusicheJohn Frizzell
ScenografiaGraham 'Grace' Walker
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Whiteout - Incubo bianco (Whiteout) è un film del 2009 diretto da Dominic Sena, ispirato all'omonimo fumetto del 1999, scritto da Greg Rucka e disegnato da Steve Lieber.

Il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 2 ottobre 2009.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Carrie Stetko è una poliziotta che lavora come sceriffo federale in Antartide, luogo ostile dal freddo glaciale, dove per sei mesi all'anno non sorge il sole. È il luogo perfetto per il suo isolamento volontario da dove cerca di sfuggire ai fantasmi del passato. Ma la sua tranquillità verrà ben presto scossa da un brutale omicidio, che scoprirà essere opera di un feroce killer che si aggira nella sua giurisdizione. Il medico della base e suo vecchio amico John Fury analizzando il cadavere troverà strane cuciture. Carry si ritroverà a collaborare col funzionario ONU Robert Pryce di cui tuttavia la poliziotta fatica a fidarsi. L'uomo si rivela tuttavia affidabile e i due, aiutati anche dal loro pilota Delfy (una figura essenziale per spostarsi in quel territorio impervio) scoprono che il mistero è legato ad un aereo sovietico che molti anni addietro ebbe un incidente sul luogo dovuto ad un vero e proprio massacro svoltasi all'interno dell'abitacolo.

Carrie ha uno scontro fisico con l'assassino: a causa di ciò e del freddo del luogo e essendosi tolta il guanto sinistro, la donna perde l'uso del mignolo e annullare ed è costretta a farseli amputare da John, una volta tornati alla base. Quando l'assassino viene intercettato appena dopo aver ucciso un potenziale testimone, Carrie scopre che si tratta di Russell Haden un dipendente della base che in passato aveva provato ad avere un approccio sessuale con lei. Dopo aver interrogato l'uomo in maniera non proprio ortodossa ed averlo incarcerato, questi riesce a scappare ed a ferire quasi mortalmente Delfy salvato in tempo da John. Carrie e Pryce sono costretti a rinunciare a lasciare la base nell'unico viaggio aereo previsto, riescono a intercettare Haden prima che riesca a scappare in aereo e nel corso di una violenta colluttazione, riescono ad avere la meglio su di lui, a rubargli la borsa e a ucciderlo facendolo trasportare via dalla tempesta tagliando le sue imbracature di sicurezza . Ma i due nella borsa troveranno non trovano nulla di prezioso

Grazie a Doc costretto a rimanere anche lui, Delfy è fuori pericolo, Carrie sospetta la presenza di un collaboratore del criminale che sia partito in aereo portando via il carico prezioso: ma dopo aver contatto tramite radio Sam il capo della base le perquisizioni sul mezzo e i bagagli non danno alcun frutto. Carrie confessa a Pryce che quando era una detective fu tradita dal suo partner Jack che liberò il pericoloso criminale che avevano arrestato e prima di fuggire l'aveva aggredita, convinto di averla uccisa, lei vedendo le chiavi delle manette e sentendo la falsa segnalazione di Jack, lo affrontò finendo per sparargli, motivo per cui la donna oltre a non fidarsi molto degli altri iniziò a dubitare delle sue capacità, ma Joyce riesce a consolarla

Carrie grazie a un fax spedito da Sam confronta il materiale rimasto alla base e scopre i cadaveri che lei durante l'indagine non ha dato il permesso di farli rientrare e andando a sciogliere delle cuciture del primo cadavere (le stesse fattele da John) la donna trova infatti dei diamanti, capendo che l'amico è coinvolto. John confessa tutto: avendo sacrificato la sua vita per ritrovarsi in un posto isolato aveva accettato il traffico di diamanti e pur di non affrontare le conseguenze del suo gesto decide di suicidarsi consegnandosi al gelo del luogo: questo dopo aver speso anni nell'addestrare gli scienziati della base su come comportarsi per non farsi uccidere dal gelo del luogo. Sei mesi dopo, Carrie, Joyce e Delfy guarito del tutto vivono ancora in armonia nella base, pronti a lasciarla appena si potrà: Carrie chiede finalmente il trasferimento perché pronta ad affrontare la vita normale di poliziotta senza farsi condizionare dai traumi del passato, la donna esce di ricognizione vedendo sorgere finalmente il sole.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo annuncio relativo alla realizzazione dell'opera risale al 1999, anno in cui la Columbia Pictures acquistò i diritti per la trasposizione cinematografica dell'omonima graphic novel.[1] Dopo la scrittura di una prima sceneggiatura ed un primo casting, il film fu messo in stand by per via di carenze di fondi; anni dopo i diritti furono ceduti alla Universal Pictures, che affidò la produzione alla Dark Castle Entertainment.[2] Infine nel 2007 la Warner Bros ha acquisito i diritti per distribuire l'opera, decidendo di affidarne la regia a Dominic Siena, il quale si era precedentemente definito un grande fan della graphic novel.[3] Nello stesso mese fu annunciata anche Kate Beckinsale come attrice protagonista. Il film è stato girato in Canada, tra il Manitoba e a Montréal Québec[4]. Il budget speso è stato di 35 milioni di dollari.[5]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito in USA a partire dall'11 settembre 2009, mentre in Italia è arrivato con circa un mese di ritardo a partire dal 2 ottobre. La pubblicazione nel mercato home video è avvenuta invece nel gennaio 2010, sia nel formato DVD che nel formato blue ray.[6]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante un'ottima performance nel suo primo weekend, il film è successivamente calato a picco nel botteghino internazionale, arrivando ad incassare soli 17,8 milioni di dollari: si tratta di circa metà della cifra spesa per la sua produzione.[7]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato giudicato molto negativamente dalla critica. Il sito web insidemovies.com lo inserì nella sua lista dei 10 film peggiori dell'anno, mentre Rotten Tomatoes gli assegna solo il 7% degli apprezzamenti e un voto di 3,5 su 10 sulla base di ben 113 recensioni.[8][9] Su Metacritic gli viene invece assegnato un punteggio di 28 su 100 sulla base di 19 recensioni.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) CBR - The World's Top Destination For Comic, Movie & TV news., su CBR. URL consultato il 28 ottobre 2020.
  2. ^ (EN) Variety.com - Silver mines coin for pix, su web.archive.org, 16 ottobre 2006. URL consultato il 28 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2006).
  3. ^ (EN) Sena to direct 'Whiteout' - Entertainment News, Film News, Media - Variety, su web.archive.org, 28 ottobre 2007. URL consultato il 28 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2007).
  4. ^ Whiteout - Incubo bianco (2009) - Luoghi delle riprese
  5. ^ (EN) Tyler Perry: The brand that keeps on delivering | Company Town | Los Angeles Times, su web.archive.org, 23 settembre 2009. URL consultato il 28 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2009).
  6. ^ (EN) Exclusive Clip From the Whiteout Blu-ray | Horror Movie, DVD, & Book Reviews, News, Interviews at Dread Central, su web.archive.org, 23 gennaio 2010. URL consultato il 28 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2010).
  7. ^ (EN) Whiteout, su Box Office Mojo. URL consultato il 28 ottobre 2020.
  8. ^ (EN) The worst movies of 2009, su insidemovie.com.
  9. ^ Whiteout (2009) - Rotten Tomatoes, su web.archive.org, 5 marzo 2016. URL consultato il 28 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  10. ^ Whiteout reviews at Metacritic.com, su web.archive.org, 10 settembre 2009. URL consultato il 28 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2009).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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