Vulcano (astronomia)

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Mappa del sistema solare che riproduce l'ipotetica orbita di Vulcano intorno al Sole, in una litografia del 1846 di E. Jones e G.W. Newman.

Vulcano è un ipotetico pianeta del sistema solare la cui orbita sarebbe interna a quella di Mercurio, ipotizzato dal matematico Urbain Le Verrier nel 1859[1] per spiegare alcune anomalie del moto di Mercurio (rispetto alle previsioni della legge di gravitazione universale di Newton).

Gli indizi sul pianeta[modifica | modifica wikitesto]

Le Verrier aveva applicato pochi anni prima lo stesso metodo ai pianeti esterni, "scoprendo" in modo sensazionale il pianeta Nettuno senza aver bisogno di vederlo.

Le perturbazioni dell'orbita di Mercurio, tuttavia, a differenza di quelle di Urano, non risultarono dovute alla presenza di un pianeta: esse furono in seguito riconosciute come effetti della relatività generale elaborata da Albert Einstein nel 1915, che considerò la corretta previsione della precessione del perielio dell'orbita di Mercurio come l'evidenza principale a supporto della sua teoria.

Nel mezzo secolo trascorso tra l'ipotesi di Le Verrier e la smentita di Einstein i falsi allarmi si susseguirono continuamente, a causa delle grandi difficoltà nelle osservazioni: la ridotta distanza angolare dal Sole costringe ad effettuare le osservazioni praticamente di giorno. I falsi avvistamenti furono compiuti tanto da astronomi professionisti che da dilettanti che osservarono macchie solari scambiandole per il pianeta in transito.

Il dio romano Vulcano nella sua fucina, custode dei segreti del Fuoco

Il nome Vulcano, assegnato secondo una precisa tradizione astrologica che attribuisce ai pianeti del sistema solare le qualità degli Dei della mitologia classica,[2] è quello dell'omonima divinità romana del fuoco e dei metalli, corrispondente al greco Efesto.[3] Vulcano rimane come nome tradizionale di quasi ogni corpo ipotizzato all'interno dell'orbita di Mercurio, pianeta o meno.

Qualcuno ipotizza che anziché un pianeta potrebbero esserci tra Mercurio e il Sole alcuni asteroidi, chiamati vulcanoidi, ma tali corpi finora non sono stati mai osservati.

Astrologia ed esoterismo[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo astrologico di Vulcano.[4]

Vulcano in astrologia è preso raramente in considerazione, ma alcune effemeridi basate sui calcoli di Le Verrier tengono conto della sua orbita. Altre invece, elaborate dal teosofo Douglas Baker,[5] si basano sulle affermazioni fornite dall'esoterista Alice Bailey nel suo Trattato dei 7 Raggi,[6] secondo le quali Vulcano è un pianeta ancora in formazione, dal significato esoterico piuttosto complesso ed arcano, la cui sostanza fisica sarebbe costituita da miriadi di frammenti sparsi tra Venere, Mercurio, e il Sole.[7]

Le sue qualità astrologiche sono poste da Baker in analogia a quelle del fuoco, dalla valenza distruttrice ma anche trasformatrice, dotata del potere alchemico-sacrale di forgiare gli elementi.[8]

Anche l'antroposofo Rudolf Steiner menziona spesso Vulcano, considerandolo un organismo spirituale al pari degli altri pianeti, ma che essendo privo di un corpo materiale vivrebbe tuttora negli spazi del sistema solare che circondano la Terra.[9]

Fantascienza[modifica | modifica wikitesto]

Vulcano fu visitato con l'immaginazione nel romanzo A Thousand Years Hence (1882) di Nunsowe Green.[10]

Vulcano (nell'originale inglese Vulcan) è anche il nome, nella serie televisiva di fantascienza Star Trek, del pianeta d'origine della specie umanoide dei Vulcaniani, a cui appartengono il sig. Spock, Tuvok e T'Pol. Tale pianeta immaginario è però situato in un altro sistema solare (probabilmente 40 Eridani A come suggerito dallo stesso ideatore della serie Gene Roddenberry).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ U. Le Verrier (1859), Lettre de M. Le Verrier à M. Faye sur la théorie de Mercure et sur le mouvement du périhélie de cette planète, Comptes rendus hebdomadaires des séances de l'Académie des sciences (Paris), vol. 49 (1859), pp. 379–383.
  2. ^ Tito Armellini, Cronichetta mensuale delle più importanti moderne scoperte nelle scienze naturali, serie II, tomo primo, pag. 165, Roma, Tipografia delle scienze matematiche e fisiche, n. 211, 1875.
  3. ^ Georges Dumézil, La religione romana arcaica (1964), trad. it., pag. 277 e segg., Milano, Rizzoli, 1977.
  4. ^ Harry Ezekiel Wedeck, Dictionary of astrology, vol. I, pag. XXII, Citadel Press, 1973.
  5. ^ Douglas M. Baker, Astrologia esoterica, trad. it. di Angela Leonetti, Edizioni Crisalide, 1999.
  6. ^ Alice Bailey, Trattato dei sette raggi [1936], trad. it., Roma, Editrice Nuova Era, 1994.
  7. ^ Vulcano pianeta esoterico, su scienze-astratte.it.
  8. ^ Il mistero del pianeta Vulcano, su xoomer.virgilio.it.
  9. ^ La condizione attuale di Vulcano, secondo Steiner, corrisponderebbe profeticamente allo stadio più evoluto in cui si troverà l'umanità in un lontanissimo futuro (Rudolf Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali [1910], trad. it., pagg. 101 e 171, Bari, Laterza, 1947).
  10. ^ (EN) Nunsowe Green, A Thousand Years Hence, su archive.org, 1882. URL consultato il 16 settembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Richard Baum, William Sheehan, In Search of Planet Vulcan, New York, Plenum Press, 1997, ISBN 0-306-45567-6.
  • (EN) William R. Corliss, Mysterious Universe: A handbook of astronomical anomalies, Sourcebook Project, 1979, ISBN 0-915554-05-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul Schlyter, Pianeti Ipotetici, Astrofili trentini. URL consultato il 18 settembre 2009.