Vincenzo Volpe (pittore)

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Vincenzo Volpe

Vincenzo Volpe (Grottaminarda, 14 dicembre 1855Napoli, 9 febbraio 1929) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1855 a Grottaminarda, in provincia di Avellino, Vincenzo Volpe si trasferì a Napoli con la famiglia nel 1863. Nel 1871 si iscrisse all'Istituto di Belle Arti dove in meno di due anni percorse le cinque classi del disegno. La sua vasta produzione viene divisa in tre importanti fasi[1].

Dal 1874 al 1890 si dedicò alla pittura di genere e ai quadri di monacelle; dal 1891 al 1896 dipinse arte sacra mentre il periodo che va dal 1897 al 1929 è segnato da nuove esperienze nella pittura di genere, dall'arte sacra e dalla lunga serie di ritratti. Nel 1873 vinse il Premio Annuale. La sua pittura si fece notare nel 1876 con ritratti e paesaggi durante la contrapposizione fra la nuova scuola Verista (Palizzi e Morelli) alla quale Vincenzo Volpe aderì seppur esprimendo nei dipinti il suo mondo interiore, e il convenzionalismo accademico. Nel 1881 alcune sue opere esposte a Torino e alla Nazionale di Milano riscossero notevoli consensi. Fu allievo di Domenico Morelli - uno dei più importanti artisti napoletani del XIX secolo che fu Senatore del Regno d'Italia nella XVI legislatura - all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 1902 prese il suo posto di docente che tenne fino a pochi giorni prima di morire. Ebbe vari allievi, fra cui Roberto Carignani.

Tra il 1891 e il 1896, quando come detto si dedicò all'arte sacra, espresse la sua massima produzione negli affreschi di Montevergine voluti dall'abate Corvaia per restaurare la cappella della duecentesca Madonna bizantina e tuttora conservati. Per questa opera in un primo momento lavorò insieme con il fratello Angiolo[2] e poi, dopo la morte di quest'ultimo, continuò in solitudine fino al 1896. Nel 1900 re Umberto I lo volle a Palazzo Reale dove gli diede uno studio. Lo stesso monarca volle essere ritratto da Volpe.

Presidente dell'Accademia di Belle Arti a Napoli dal 1915 al 1925, membro del Consiglio Superiore di Antichità e Beni Ambientali, partecipò con le sue opere a tutte le maggiori manifestazioni d'arte in Italia e all'estero. Grottaminarda ricorda Vincenzo Volpe con un busto di bronzo posto all'ingresso del Municipio e a lui sono intestati l'Istituto Tecnico Commerciale del paese natio e una strada del capoluogo di provincia Avellino. Suo figlio Gabriele, noto come Geppino Volpe, è stato pittore.

Principali opere[modifica | modifica wikitesto]

Apparizione del Salvatore a San Guglielmo (1894).

Opere nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Putti di gesso, coll. pr., 20 x 40 cm
  1. ^ Capaldo, pp.105-110 – tavole:pp.115-173
  2. ^ Capaldo, pp. 179 - 186

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tonino Capaldo, Vincenzo Volpe nella pittura del suo tempo. I Volpe. Una famiglia di artisti, Grottaminarda, 1982.
  • Alfredo Schettini, La pittura napoletana dell’800, Napoli, 1967.
  • Anselmo Tranfaglia, V.Volpe e la sua Arte Sacra a Montevergine, 1928.
  • Mattia Limoncelli, Commemorazione di V.Volpe, A.D’Orsi e V.Gemito, Napoli, 1929.
  • Antonio Palomba e Michele D'Ambrosio, Vite di Grottesi. Viaggio a ritroso di mille anni dentro la storia di Grottaminarda, Flumeri, Grafiche Lucarelli, 2002, pp. 96-104, fig. 4-10.

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