Vevo

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Vevo
Vevo logo.svg
URL www.vevo.com
Tipo di sito Distribuzione videoclip musicali
Proprietario
Creato da Sony Music Entertainment, Universal Music Group, Abu Dhabi Media Company
Lancio 8 dicembre 2009
Stato attuale Attivo in Canada, USA, Regno Unito, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Italia, Francia, Spagna, Messico e Germania[1]

Vevo è un sito internet di proprietà di Sony Music Entertainment, Universal Music Group e Abu Dhabi Media Company[2]. Lanciato ufficialmente l'8 dicembre 2009[3], offre musica e video appartenenti a tre grandi etichette discografiche: Universal Music Group, Sony Music Entertainment ed EMI.[4] I video offerti da VEVO sono oltre 150.000.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

2009: La creazione[modifica | modifica wikitesto]

Dapprima, nell'ottobre del 2009 la "Abu Dhabi Media Company" utilizzò 300 milioni di dollari per operare negli USA e in Canada. Il rilascio definitivo del servizio avvenne durante una festa a New York l'8 dicembre 2009, con la partecipazione del musicista Bono e delle imprese AOL e CBS. In questo mese la discografica EMI Music Group motivò le varie case discografiche a pubblicare i video musicali dei loro cantanti su Vevo.

2010-2014: La diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 aprile 2011 Vevo inaugurò le sue sedi in Regno Unito e Irlanda, essendo le prime sedi al di fuori del nord america. Il 16 aprile 2012 la piattaforma fu lanciata anche in Australia e Nuova Zelanda dalla MCM Entertainment. Il 14 agosto 2012 il Brasile fu il primo Paese del Sud-america a diffondere la piattaforma. La piattaforma fu poi diffusa nel resto d'Europa e dell'America Latina durante l'anno. Vevo si diffuse in Spagna, Italia e Francia il 15 novembre 2012. Il 3 aprile 2013 si diffuse nei Paesi Bassi, e il 17 maggio in Polonia. Il 29 settembre si diffuse in Germania. Il 30 aprile 2014 si diffuse in Messico.

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Funzionalità[modifica | modifica wikitesto]

Vevo presenta delle funzioni simili a YouTube: ha una homepage, si possono impostare preferiti, creare playlist e possiede un motore di ricerca. All'interno si trova una vasta collezione di video musicali, esibizioni dal vivo, backstage dei video e molto altro. Inoltre i videoclip spesso mostrano anche il testo della canzone.

I contenuti di Vevo non sono disponibili in tutte le nazioni[6], principalmente per questioni legate alle differenti regolamentazioni del diritto d'autore e delle relative licenze. Inizialmente era possibile visitare il sito solo da Stati Uniti e Canada, ma dal mese di novembre 2012 Vevo è accessibile anche agli utenti residenti in Irlanda, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Italia, Messico, Francia, Spagna e Polonia. Se si tenta di effettuare l'accesso al sito internet da un Paese al di fuori di questi viene mostrata una schermata di avviso, che rimanda l'utente a YouTube.

Vevo, inoltre, è disponibile anche sotto forma di applicazione per una serie di piattaforme e dispositivi tra cui iOS, Android, Windows Phone, Google TV, Boxee, Xbox 360 e Playstation.[7]

Vevo Certified[modifica | modifica wikitesto]

Paese Data di lancio
CanadaCanada 8 dicembre 2009
Stati UnitiStati Uniti
IrlandaIrlanda 26 aprile 2011
Regno UnitoRegno Unito
Australia 16 aprile 2012
Nuova Zelanda
Brasile 14 agosto 2012
Sud Africa ottobre 2012
FranciaFrancia 15 novembre 2012
ItaliaItalia
Spagna
Paesi Bassi 3 aprile 2013
Polonia 17 maggio 2013
Germania 29 settembre 2013
Messico 30 aprile 2014
Belgio ?
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Vevo Certified.

Vevo Certified (Certificazione VEVO) è un riconoscimento dato ai video musicali che hanno ottenuto più di 100 milioni di visualizzazioni.

[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Germania, arriva Vevo (ma senza YouTube), rockol.it
  2. ^ (EN) Abu Dhabi Media news archive
  3. ^ (EN) Queen Rania calls on music world to support 1GOAL education campaign, 10 dicembre 2009. URL consultato il 6 gennaio 2010.
  4. ^ (EN) VEVO announces agreement with EMI Music, emigroup.com, 7 dicembre 2009.
  5. ^ (EN) VEVO on Mobile and TV, vevo.com. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  6. ^ (EN) Robert Andrews, Vevo Not Global Until 2010, Strains On First Day, paidContent:UK, 9 dicembre 2009. URL consultato il 19 marzo 2010.
  7. ^ (EN) VEVO: Platforms, webcitation.org. URL consultato il 3 ottobre 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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