Utente:Pirizz

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« Per monti e per abissi ella correa, / A la mia pace, all'amor mio rubella, / Femmina ad altri, a me regina e dea, / Ingannatrice sempre e sempre bella. / Al gelo, al foco, al sole, a la procella / Dietro a lei d'un suo bacio io mi struggea; / Essa, dal mio languir fatta più fella, / A un vulgo abjetto i baci suoi vendea. / Fermossi un giorno alfin: la disdegnosa / Fronte rivolse, e a me, ch'ansava forte / Fra speranza e timor, fatta pietosa, / Eccomi, disse con parole accorte, / Vieni, son tua, sovra il mio cor ti posa... / M'hai creduto la Gloria e son la Morte. (Le ricordanze di Mario Rapisardi) »
Un Benvenuto da Pietro Rizzo


AVVERTIMENTO[modifica | modifica wikitesto]

".........A me, cui lo studio della letteratura è sempre parso studio di moralità e d'umanità, nel vecchio senso della parola, sia dunque concesso, di quando in quando, esporre alla vostra attenzione alcuni sentimenti, alcune opinioni dei nostri grandi scrittori, perchè voi meditandoli e maturandoli nella vostra mente ne possiate cavare, non frutto d'arida e pomposa erudizione, ma argomento di nobili propositi e di civili virtù. Ben so, che questo mio modo di considerare lo studio letterario farà arricciare il grifo a quanti, sotto lo specioso pretesto di muover guerra alla retorica, vorrebbero, in nome d'una scienza nuovissima e del miracoloso processo realistico, ridurre la letteratura a studio chimico di parole e a riproduzione fotografica del pattume; ben so, che voi, poveretti, condannati ad ascoltarmi uscirete da questa scuola senza la consolazione d'una notizia biografica, senza il tesoro d'una bibliografia su questo o quell'altro argomento, senza conoscere, o disgraziati! quanti centimetri era lungo il naso dell'Alighieri, se Petrarca aveva il piede piccolo, se madonna Laura aveva il seno opulento; voi o miseri, non imparerete da me la storia dell'articolo, la biografia del sostantivo, il matrimonio del punto e virgola; ma se un nobile sentimento, una simpatia generosa, un concetto elevato farà palpitare il vostro cuore, dilargare la vostra mente, corroborare o ingentilire l'indole dell'animo vostro, io non giudicherò affatto inutile il mio insegnamento............."- Università di Catania - tratto dall'introduzione alla lezione "L'odio di F. Petrarca" di Mario Rapisardi

« Spesso, d'un libro vittima,

Su la punta o sul fil d'una sentenza,

Pende, sospesa in bilico,

Un'anima, un destino, un'esistenza!

Giuseppe Aurelio Costanzo, 1880  »

Le voci che ho scritto o a cui ho contribuito in modo (significativo *)[modifica | modifica wikitesto]

il Pedante[modifica | modifica wikitesto]

Riflessioni per gli addetti: « I critici pedanti — dice il Francesco De Sanctis — si contentano d'una semplice esposizione e si ostinano sulle frasi, sui concetti, sulle allegorie, su questo e su quel particolare come uccelli di rapina sur un cadavere . . . Essi si accostano ad una poesia con idee preconcette : chi di essi pensa ad Aristotele e chi ad Hegel. Prima di contemplare il mondo poetico lo hanno giudicato : gl'impongono le loro leggi in luogo di studiar quelle che il poeta gli ha date. .... Critica perfetta è quella in cui i diversi momenti (per i quali è passata l'anima del poeta) si conciliano in una sintesi di armonia. Il critico deve presentare il mondo poetico rifatto ed illuminato da lui con piena coscienza, di modo che la scienza vi presti, sì, la sua forma dottrinale, ma sia però come I'occhio che vede gli oggetti senza però vedere se stesso. La scienza, come scienza, è, forse, filosofia, ma non è critica ». F. De Sanctis - Saggi Critici - Morano - Napoli 1874

Anarchia del Genio[modifica | modifica wikitesto]

"Quando un edificio minaccia rovina, si ricorre provvisoriamente ai puntelli; quando una istituzione è marcia, si ricorre alle leggi.
Le leggi circondate di tanta maestà dall'interesse di chi le manipola e le promulga; le leggi riverite e temute dalla moltitudine, che vede in esse le regole immortali della propria condotta e quasi tanti riflessi della volontà e della potenza divina, non sono per lo più che l'espressione del volere dei più forti a tutela e vantaggio proprio, a danno e spavento dei deboli; la così detta santità delle leggi non è spesso che la sanzione dell'astuzia o della violenza, la tutela del privilegio, la canonizzazione della vendetta.
Un tempo si fece derivare il diritto, che altro non è in sostanza che la maschera della forza, dal seno stesso di Dio; più tardi s'inventò un diritto naturale, quasi che le leggi inculcate dai vincitori ai vinti fossero un riflesso delle leggi che governano l'universo, si trovò poi un ordine morale e un ordine giuridico, esistenti per sé e superiori alla vita umana nello spazio e nel tempo, quasi due metacosmi epicurei inviolati ed eterni, abitati da demiurghi misteriosi che movessero immoti l'organismo politico e morale entro un cerchio adamantino.

Si cominciò finalmente a sospettare che tutti questi ordini e sottordini, quando non servono di reti e di tranelli, siano metafisicherie d'intelletti barcollanti nell'ebrezza dell'orgoglio umano fuori della natura e del vero; che tutte le norme, credute immutabili ed immortali, siano anch'esse soggette ai mutamenti e alla morte, non solo per essere sostituite da altre più razionali e più giuste, ma per lasciar libero il campo a una concezione della natura e della storia scevra di tutto quel meccanismo, che la paura, la metafisica e l’ipocrisia umana hanno sovrapposto in ogni tempo alla realtà delle cose….. ......." Università di Catania - tratto dall'introduzione alla lezione "Anarchia del Genio" di Mario Rapisardi

« Gli Eroi della Soffitta

Chi sono? - Quanti assetano
Di vasto impero e di superba altezza,
Quanti piegar disdegnano
La groppa al basto, il collo a la cavezza.

Come leoni ed aquile
Forti e selvaggi odian la greppia e il branco;
E a corse e a voli agognano,
Ma senza morso in bocca e sprone al fianco…..

Giuseppe Aurelio Costanzo, 1880  »


Ho scritto malissimo lo so; e non per la fretta e la furia con cui ho scritto; ma perchè non so far di meglio. Mi biasimerai? Non m'importa. Non ho nulla da perdere nella fama. Pirizz 00:15, 5 nov 2007 (CET)


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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

« Il futuro appartiene a chi ha la memoria più lunga.

Friedrich Nietzsche »