Eduardo Giacomo Boner

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Edoardo Giacomo Boner (Messina, 29 febbraio 1864[1]Messina, 28 dicembre 1908) è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Messina il 29 febbraio 1864, da Federico Boner, cittadino svizzero, e da Anna Larini.

Poeta, scrittore, critico, rappresenta il vendicatore, fra tanti amici del "Momento" amanti della letteratura francese. Professore titolare di letteratura italiana nel R. Liceo Maurolico di Messina, ed in seguito titolare della cattedra di letteratura tedesca all'Università di Roma. Profondo conoscitore di varie lingue (traduzione dal danese di alcune novelle di Hans Christian Andersen, Novelle scelte, Messina, Tip. dell' "Imparziale", 1887), va ricordato per un volume di Saggi di letterature straniere (Messina, Principato, 1896), nel quale si disserta sul pessimismo nel romanzo russo, sul tema del Natale e del Capodanno nelle letterature nordiche (danese, islandese, russa, tedesca, inglese, etc,..), sul finnico Kalevala, intorno all'influenza italiana sulla lingua tedesca, con tale competenza e documentazione da farlo apparire come uno dei primi comparatisti della storia culturale. Collaborò alla "Nuova Antologia" con due lunghi saggi su Il pessimismo nel romanzo russo (cfr., in merito, "Nuova Antologia", 1895, nn. 15 - 16, 1º agosto e 16 agosto, pp.546 - 566 e 735 - 757; i saggi furono poi rifusi nel volume sopra ricordato).

Morì tragicamente nel corso del terremoto messinese del 1908. La sua salma venne recuperata sotto un'enorme montagna di macerie più di nove mesi dopo la catastrofe.

«..Edoardo Boner era stato travolto sotto il peso di due piani. La sua casa era spiombata per largo tratto sulla strada arrovesciandosi tutta e accomunando le sue con le macerie di altre case. Il cumulo delle rovine giungeva all'altezza del secondo piano, fino alla dimora di Edoardo. Qua e là carte, documenti, lettere, frammenti di libri, fradici di piova e di fango, attestavano lo scempio brutale che nella furia delle ruine e dei predoni avean patito le cose più care di quell'anima innamorata. Tra i rottami stava, mezza nascosta, una cassetta di zinco scoperchiata in mezzo a un fascio di bigliettini rosei e azzurri, di mano femminile. Eran documenti di amori lontani che l'acerbo rimpianto del poeta non aveva voluto disperdere e che ora stavano su in alto ad accertare il viandante che il poeta si sfaceva là sotto. Della suppellettile domestica, della casa, nessuna traccia; solo poco più in alto, fra due muri squarciati, l'angolo di uno stanzino, intatto. Mi arrampicai fin lassù e vi trovai, poiché piovigginava, un rifugio. Che pace là dentro, in mezzo a quell enorme silenzio di devastazione!. Quell'angolo pareva aspettasse anzi che l'ultimo colpo di piccone, il compimento della mano dell'uomo. Conteneva ancora il lavabo con il catino dell'acqua bianca di sapone, lo spazzolino pei denti, la bottiglia dell'acqua Magone che odorava di lavanda e un asciugamano ancor umido e arrotolato, attaccato al muro. Quel luogo, tutto pieno di una suggestione di vita, mi dava l'impressione certa di un'attesa. Qualcuno dovea là ritornare, fra poco. E l'allucinazione si coloriva, si arricchiva, sin che m'avvenne di chiamare con impazienza: Edoardo! Scosso dalla paura balzai fuori inciampando e barcollando come se tutte le midolla si dissolvessero nel sudore che mi colava abbondante...»

(Commemorazione - Rivista d'Italia - ottobre 1909. Concetto Marchesi,)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Novilunio. Versi, Milano, Emilio Quadrio Editore, 1884.
  • Leggende boreali, Milano : Emilio Quadrio Editore, 1886.
  • L'Italia nell'antica letteratura tedesca, in Nuova Antologia di scienze, lettere ed arti, Terza serie, Vol. IX, maggio-giugno, 1887, pp. 424-450.
  • Plenilunio. Versi, Milano, Emilio Quadrio Editore, 1888.
  • Racconti peloritani, Torino, L. Roux e C., 1890.
  • Versi (1880-1892), Girgenti, S. Montes, 1893.
  • Sui miti delle acque, Messina, Libreria internazionale A. Trimarchi, 1895.
  • Saggi di letterature straniere, Messina, G. Principato, 1896.
  • La poesia del cielo negli antichi, Roma, Forzani e C. tipografi del Senato, 1897.
  • Musa crociata. Versi, Torino, Roux Frassati e Co, 1897.
  • Sul Bosforo d'Italia. Novelle, Torino, Roux Frassati e C., 1899.
  • Le siciliane. Versi, Catania, N. Giannotta, 1900.
  • La poesia del cielo da Guittone a Petrarca. Appunti, Messina, Tipografia F. Nicastro, 1904.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Zagari nel Dizionario Biografico degli Italiani (riferimenti in Collegamenti esterni) indica nel 29 febbraio 1864 il giorno di nascita di Boner. Scrive: "Nacque a Messina il 29 febbr. 1864 (così risulta da un registro di atti di stato civile conservato nel locale Archivio di Stato), da Federico, cittadino svizzero, e da Anna Larini. Nel 1866 nacqua il fratello Federico Teodoro (8 aprile)"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Zagari, «BONER, Edoardo Giacomo» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 11, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1969.
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