Giovanni Pennacchio

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Giovanni Pennacchio (Napoli, 1878Messina, 1978) è stato un direttore d'orchestra e compositore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studia alla scuola musicale napoletana (Regio albergo) con Nicola D’Arienza, Pietro Platania e Camillo De Nardis, diplomandosi al Conservatorio di Napoli.

Divenuto a soli 19 anni maestro della Banda del 77° Reggimento Fanteria, nel 1908 è chiamato a far parte con Alessandro Vessella della commissione ministeriale per la riforma del regolamento delle Bande Militari. Negli anni precedenti la prima guerra mondiale è maestro del 70° Reggimento Fanteria di stanza a Firenze. Chiude la sua carriera militare con la direzione delle Bande presidiarie di Pistoia e Arezzo.

Nel 1914, riprendendo un lavoro lasciato incompiuto, partecipa al concorso “Max Cormick” per un'opera lirica italiana, indetto dalla città di Parma e risulta vincitore con l’opera in 3 atti Erica. Per cause belliche la rappresentazione è però rimandata e la partitura, che, si trovava negli archivi del Teatro Rinach, rimane distrutta.

Dal 1903 al 1912 dirige la collana “Repertorio di musica per grande e piccola banda” dell’editore Sonzogno e successivamente è direttore artistico presso l’editore Ricordi per le collane di musica bandistica. Nel 1920 viene rappresentata al Politeama Giacosa di Napoli la sua opera Redenzione, atto unico su libretto di Giovanni Bizzarri e Ruggero Leoncavallo.

Proprio con quest’ultimo musicista Pennacchio ha un lungo rapporto di amicizia e collaborazione, tanto, che gli viene affidata la strumentazione di vari brani di opere leoncavalliane e l’incarico, per espressa disposizione testamentaria dell’autore, di portare a termine l’opera Edipo Re.

Ulteriori amicizie lo legarono al grande tenore M° Enrico Caruso, al M° Giacomo Puccini, di cui trascrisse per Banda le sue opere per conto della Casa Editrice Ricordi, al M° Achille Longo, al M° A. Vessella e altri ancora. Dal 1926 al 1951 dirige la Banda Civica di Catania.

Alla guida di quest’ultimo complesso diffonde la conoscenza di autori contemporanei, quali Igor Stravinskij, Ottorino Respighi e Ildebrando Pizzetti. Negli anni Trenta riveste, inoltre, la carica governativa per la provincia di Catania di Responsabile Provinciale degli Spettacoli Musicali,

Ritiratosi poi dall’attività direttoriale, si dedica esclusivamente a quella didattica. Dopo la scomparsa della moglie, soggiorna prima a Taormina (Messina) e dopo a Senigallia (Ancona), infine si trasferisce a Messina in casa dell’ex allievo Salvatore Chillemi. Qui trascorre gli ultimi anni della sua lunga vita circondato dall’affetto dell’intera famiglia Chillemi nonché di amici ed ex strumentisti della banda civica che spesso vanno a trovarlo.

Per il teatro, oltre ai lavori citati, ha scritto la fiaba musicale L’Arcidiavolo (Firenze, politeama, 1923) e l’operetta Il Re dell’aria (Palermo, 1930). È anche autore di brani per orchestra (tra cui la Sinfonia in Mi min., 1° Premio alla “Triennale d’oltremare” del 1941 e il Trittico Michelangiolesco; musica da camera (tra cui un Quartetto per strumenti a fiato), opere didattiche e numerose trascrizioni per banda.

Le sue trascrizioni bandistiche comprendono tutte le opere di Vincenzo Bellini (incluse le sinfonie giovanili inedite), nonché musiche di Claudio Monteverdi, Franco Alfano, Francesco Cilea, Umberto Giordano, Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Richard Wagner.[1]

Proveniente dall'esercito, fu per molto tempo, direttore della Biblioteca Bandistica Sonzogno, negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale collabora con la casa Ricordi, scrivendo innumerevoli trascrizioni per banda.

Autore delle opere Enrica e Redenzione, è anche autore del completamento di un'opera di Ruggero Leoncavallo, Edipo re, rappresentato con successo in molti teatri lirici italiani ed esteri. Dal 1926 al 1950 dirige la banda civica di Catania, memorabili i concerti che teneva al giardino Bellini, le cronache del 1933, riportano la presenza di 15.000 spettatori. Rimasto vedovo e senza figli, lasciò Catania per trasferirsi prima a Taormina e poi a Messina.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Aquila reale : marcia militare per banda, fanfara e tamburi / di Giovanni Pennacchio/Milano: G. Ricordi & C., ca 1900
  • Marte : marcia militare / G. Pennacchio /Milano: G. Ricordi & C., t.s.1900
  • Serenata capriccio per tromba / Giovanni Pennacchio /Roma: Ortipe, [19..]
  • Birichina! : polka-marcia / G. Pennacchio Milano: G. Ricordi & C., t.s.1903
  • Cerve : tre quadri per musica / Gino Civetta; [musica di Giovanni Pennacchio] Ravenna: Tip. lit. ravegnana, 1908
  • Dame e cavalieri : valzer / G. Pennacchio /Milano: G. Ricordi & C., t.s.1903
  • Eva : mazurka elegamte / G. Pennacchio /Milano: G. Ricordi & C., t.s.1903
  • Germania di A. Franchetti : fantasia / composta ed istrumentata da Giovanni Pennacchio maestro capo-musica del 77. Regg.to Fanteria /Milano: G. Ricordi e C, copyr.1903
  • Mademoiselle de Belle-Isle [di] Spiro Samara: fantasia / di Giovanni Pennacchio /Milano: Edoardo Sonzogno, c1905
  • La castellana : Romanza per soprano. Canto e pianoforte /Firenze: S. Tip., 1924

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricordo di un grande musicista, su www.carmelochillemi.it. URL consultato il 13 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enciclopedia di Catania, ed. Tringale