Una doppia verità

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Una doppia verità
TheWholeTruth.png
Keanu Reeves in una scena del film
Titolo originaleThe Whole Truth
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2016
Durata93 min
Rapporto2,40:1
Generethriller, drammatico
RegiaCourtney Hunt
SceneggiaturaNicholas Kazan
ProduttoreAnthony Bregman, Elon Dershowitz, Kevin Scott Frakes
Produttore esecutivoScott Fischer, Jamin O'Brien, Buddy Patrick, Eyal Rimmon, Charles Roven, Vishal Rungta, Raj Brinder Singh, Richard Suckle, Gideon Tadmor
Casa di produzionePalmStar Media, Whole Truth Productions
Distribuzione in italianoVidea
FotografiaJules O'Loughlin
MontaggioKate Williams
Effetti specialiMark Hava
MusicheEvgueni Galperine, Sacha Galperine
ScenografiaMara LePere-Schloop
CostumiAbby O'Sullivan
TruccoGloria Belz
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Una doppia verità (The Whole Truth) è un film del 2016 diretto da Courtney Hunt con protagonisti Keanu Reeves e Renée Zellweger.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'avvocato difensore Richard Ramsay lavora su un difficile caso per difendere il diciassettenne Mike Lassiter dall'accusa di omicidio del ricco padre, l'avvocato Boone Lassiter. Ramsay, avendo conosciuto sia in ambito personale sia professionale Boone, sente doppiamente la pressione di trovare le prove per salvare Mike ma ciò si rivela ancora più difficile dal momento che Mike smette completamente di parlare dopo l'accaduto. Ramsay assume un giovane talento dell'avvocatura, Janelle Brady, figlia di un altro collega professionale, come sua assistente dopo che questa aveva lasciato il diritto societario per intraprendere invece una carriera come avvocato difensore.

Il primo testimone, l'attendente di un volo charter, dichiara di aver assistito ad una certa tensione tra padre e figlio al ritorno di un viaggio a Stanford. In un flashback si vede Mike che vuole andare alla Reeds ma Boone che lo costringe a frequentare Stanford. La poliziotta che aveva risposto per prima alla chiamata testimonia che sulla scena del crimine, Mike aveva mormorato "Avrei dovuto farlo tempo fa," e sia lei sia il detective capo affermano che le sue impronte digitali erano state trovate sull'arma del delitto.

I vicini dei Lassiters' testimoniano che Mike volesse molto bene a Boone quando era piccolo ma che era diventato distante gradualmente nell'adolescenza, e inoltre riportano l'atteggiamento arrogante di Boone verso la sua famiglia e i vicini. Una serie di flashback mostrano le varie relazioni di Boone e i suoi comportamenti autoritari e sminuenti nei confronti della moglie, Loretta, sia in pubblico sia in privato. Loretta testimonia e conferma di aver davvero sopportato degli abusi emotivi e fisici per anni, incluso il giorno della morte dell'uomo. Testimonia di essere andata a fare una doccia dopo la lite e di aver trovato il corpo al suo ritorno. In lacrime, dice che Mike le aveva ammesso di averlo fatto. Ramsay presenta delle foto del corpo pieno di lividi della donna, scattate il giorno dopo la morte del marito, come prova della crudeltà di Boone verso di lei.

Dopo questo, Mike decide finalmente di parlare e vuole presentarsi alla sbarra per spiegare il proprio caso, minaccia anche di licenziare Ramsey quando lui obietta. Supporta la storia della madre e dei vicini sull'arroganza e la crudeltà del padre, e improvvisamente ammette di averlo ucciso, non per salvare la madre ma per salvare se stesso poiché il padre lo molestava sin dall'età di dodici anni. L'abuso si era interrotto per un po', ma il padre aveva ricominciato nel volo di ritorno da Stanford e Mike lo aveva ucciso quando questi aveva tentato ancora nel giorno dell'omicidio.

L'accusa chiama a deporre l'assistente di volo che prima insiste che nulla fosse successo sul volo ma poi, grazie ad una linea di domande alquanto sottile posta da Janelle e per nascondere una propria relazione extra-coniugale con il co-pilota, la donna ammette la possibilità di essere stata troppo a lungo nella cabina di pilotaggio per negare con certezza una qualsiasi interazione inusuale tra padre e figlio. Janelle più tardi si insospettisce della storia di Mike e incontra Loretta fuori dall'aula; lentamente deduce che Mike si sia preso la colpa per proteggere la madre. Affronta quindi Ramsey ma lui dice che il suo dovere è di salvare Mike, non di interrogarsi troppo a fondo sul caso. La donna se ne va arrabbiata, facendo temere a Ramsey per la reazione della giuria in caso di un'assenza, ma alla fine Janelle decide di continuare con il caso.

Nonostante la mancanza di prove effettive dei maltrattamenti di Boone sul figlio, la giuria decide di assolvere Mike. Mentre aspetta i propri oggetti personali in una stanza privata, Mike affronta Ramsey, dicendo di aver visto il suo orologio da polso accanto al cadavere del padre e che questo era poi stato rimosso di nascosto da sua madre mentre questa convinceva Mike ad allontanarsi dal corpo. Mike dice di essersi preso la colpa per salvare la madre ma che ora, certo del coinvolgimento di Ramsey, vuole riaprire il caso. Ramsey nega i suoi sospetti e gli dice che il caso non reggerà ma anzi semplicemente nuocerà alla credibilità di Mike.

Mike non gli crede ma, riluttante, decide di non continuare per mancanza di altre prove. Mentre tutti lasciano il tribunale, Ramsey ripensa al vero svolgimento dei fatti. Lui e Loretta avevano una relazione e quando Boone si era insospettito dell'infedeltà della moglie, Ramsey gli aveva consigliato di divorziare ma Boone aveva ripetuto ciò che diceva sempre: che l'avrebbe uccisa se mai lei l'avesse lasciato. Aveva anche implicato di sapere che la relazione fosse con Ramsey ma non aveva detto niente di esplicito. Loretta e Ramsey avevano ordito un piano per ucciderlo e presentare il caso come legittima difesa da parte di Loretta ma Mike era arrivato in anticipo e si era preso la colpa per proteggerla confessando l'omicidio prima che loro potessero disporre le prove.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente il protagonista avrebbe dovuto essere Daniel Craig, che ha abbandonato il progetto pochi giorni prima dell'inizio delle riprese, nell'aprile 2014, senza dare motivazioni.[1] Craig venne poi sostituito da Keanu Reeves nel giugno seguente.

Le riprese del film sono iniziate il 7 luglio 2014 a New Orleans.[2]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer del film viene diffuso il 20 settembre 2016.[3]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 21 ottobre 2016,[4] mentre in Italia è arrivato a partire dal 15 giugno 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Rebecca Ford, Daniel Craig Abruptly Drops Out of 'The Whole Truth', The Hollywood Reporter, 8 aprile 2014. URL consultato il 21 settembre 2016.
  2. ^ (EN) On The Set For 7/07/14: Owen Wilson & Kristen Wiig Start Relativity Armored Car Project, Mel Gibson Wraps on Blood Father, ssninsider.com, 7 luglio 2014. URL consultato il 21 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2016).
  3. ^ Filmato audio Lionsgate Movies, The Whole Truth (2016 Movie) – Official Trailer, su YouTube, 20 settembre 2016. URL consultato il 21 settembre 2016.
  4. ^ Luca Ceccotti, The Whole Truth: Keanu Reeves avvocato difensore nel primo trailer ufficiale, Best Movie, 20 settembre 2016. URL consultato il 21 settembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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