Ugo Adriano Graziotti

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Ugo Adriano Graziotti (Carpenedolo, 7 maggio 1912Castenedolo, 2000) è stato uno scultore, pittore e matematico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Ugo Graziotti nacque il 7 maggio 1912 a Carpenedolo, in provincia di Brescia, da una famiglia di basso ceto sociale.

Da ragazzo frequentò a Carpenedolo la scuola serale e festiva di disegno "Cesare Deretti" con profitto; in quegli anni ebbe come maestri prima i professori Ruggenini e Ravera, in seguito l'architetto bresciano Umberto Gardelli. Quando i pittori Vittorio e Giuseppe Trainini vennero a Carpenedolo da Brescia per affrescare e decorare il santuario del castello, conobbero Graziotti e lo vollero prender con loro.

Il Consorzio provinciale per l'Istruzione Tecnica di Brescia, su proposta del presidente (il senatore Carlo Bonardi), gli garantì una borsa di studio (ottenuta dopo la convocazione presso il Broletto di Brescia ed elargitagli per dodici anni), inviandolo a Monza affinché potesse iscriversi ai corsi dell'Istituto superiore per l'industria artistica. Qui Graziotti approfondì la tematica del nudo e, grazie all'incontro col famoso pittore Pio Semeghini, apprese la lezione del segno, tratto capace di costruire la figura nella realtà delle sue parti; in questo periodo frequentò anche dei corsi di arte pubblicitaria e di pittura con Raffaele De Grada senior. Nel 1935 conseguì il titolo di maestro d'arte.

Negli anni 1936-1941 si recò a Firenze come allievo della Reale accademia di belle arti, ottenendo la licenza del corso di scultura e la maturità artistica; in questa città conobbe famosi artisti tra cui Giuseppe Graziosi, Italo Griselli, Felice Carena e frequentò il I anno della facoltà di Architettura, che dovette lasciare per l'eccessivo lavoro, nonostante la borsa di studio gli permettesse di proseguire.

Nel 1938 vinse il premio Domenico Trentacoste, concorso nazionale di scultura. Nel 1940, a ventotto anni, si trasferì a Roma, sovvenzionato dalla Reale Accademia d'Italia, per frequentare due corsi di perfezionamento, tra cui quello di nudo all'Accademia di San Luca; questo lavoro di approfondimento gli valse il cosiddetto Premio San Luca, ovvero il premio al concorso nazionale per la figura disegnata presso l'accademia stessa.

Maturità e trasferimento negli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1942 vinse una borsa di studio di reciprocità per corso di specializzazione all'estero. Si trasferì in Slovacchia, e dopo il 1945, finiti gli eventi bellici, tornò a Roma, dove aiutato dai sussidi governativi rinnovati di anno in anno, ottenne in seguito a un difficile concorso, uno studio a Villa Massimo, accanto a Renato Guttuso, Greco, Renato Marino Mazzacurati e altri.

Divenne in seguito professore assistente della Cattedra di figura disegnata all'Accademia di Belle Arti di Roma, e poi professore presso l'Istituto Beato Angelico per gli studi di Arte Sacra della stessa città. Qui lo conobbe una distinta personalità statunitense che gli fece ottenere l'insegnamento presso l'Istituto d'Arte e nella Cooper School of Art di Cleveland nell'Ohio degli Stati Uniti. In Cleveland (Stati Uniti) dal 1949 insegnò e lavorò come scultore per alcuni anni, ottenendo ambiti riconoscimenti. Vinse un premio messo in palio dalla Huntington Foundation in Pacific Palisades, per cui si trasferì in California, dove, dopo essere stato assistente professore al California College of Art and Crafts di Oakland fu professore di anatomia alla Art League of California, e dal 1958 Lettore dell'University of S. Francisco. Qui egli insegnò e lavorò e diresse nel proprio studio una sua Scuola d'Arte. In America egli vinse il Thiell Award per il ritratto nel 1955, e l'Anna Lee Stacey Award di Los Angeles nel 1958.

«lI Giornale di Brescia» registra ogni sua vittoria; per es. il 5 luglio 1964 si vede a p. 9 rappresentato vicino a un colossale monumento al compianto presidente statunitense John F. Kennedy, di cui fece una scultura per la città di Sacramento, capitale della California. Il Graziotti è stato nominato delegato degli Stati Uniti del Collegio lombardo dei periti, esperti e consulenti, e l'Istituto internazionale svizzero di scienze ed arti, l'ha voluto suo membro onorario a vita. Nel 1955 rientrato in Italia per una breve visita, ritorna a Carpenedolo a salutare «il suo caro paese» e viene accolto con entusiasmo e affetto dalla popolazione, dagli amici e dalle Autorità. In quell'occasione promise che avrebbe donato a Carpenedolo un suo autoritratto in segno di riconoscenza e di ricordo. Con lettera del 15.11.1959 informava il Sindaco di aver mantenuto la promessa e di avere spedito in apposita cassetta il quadro dal titolo: «Autofigure di U.A.Graziotti» e alla lettera allegava un vaglia di 100 dollari per la cornice e nella stessa spiegava dettagliatamente il significato del quadro.

Ritorno in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno del 1970 giunse alla drastica decisione di abbandonare gli Stati Uniti d'America e far ritorno nella vecchia casa paterna a Carpenedolo. Dal 1972 al 1974 insegna presso il liceo statale di Lovere(BG) da dove si dimetterà perché mal retribuito. Rimane a Carpenedolo fino all'ottobre del '75 quando, a seguito di un matrimonio, trasferisce la residenza a Castenedolo BS. Anni fa egli ha inviato al comune di Carpenedolo e all'Ateneo Bresciano un suo volume di studi sui poliedri Archimedei.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Polyhedra: The Realm of Geometric Beauty, 1962, 37 pagg
  • Disegni di ugno Graziotti, con Giorgio Nicodemie, 1963, 18 pagg
  • A critical Analysis of a Bust Attributed to Benvenuto of Cellini, 1959
  • Hermetica Geometria, Simmetria, 2005

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Icosaedro Stellato
  • Autofigure
  • Hermetica Geometria
  • Busto di J. F. Kennedy
  • Bimbo Assetato

Icosaedro Stellato[modifica | modifica wikitesto]

Veduta spaziale dell'icosaedro stellato solido alla maniera di Adriano Graziotti. Esso è costituito da 20 tetraedri regolari e da 12 piramidi pentagonali rette, ognuna delle quali si compone di cinque triangoli "sublimi" vale a dire costruiti con l'osservanza della sezione aurea (la divina proporzione) tra la lunghezza dello spigolo e quella della base.

Autofigure[modifica | modifica wikitesto]

«In esso son rappresentate alcune soluzioni e scoperte geometriche. Una delle scoperte sui poliedri si trova in alto a sinistra: rappresenta la stereografia d'un poliedro semi regolare che io· chiamo pseudo-rombicosidodecaedro il quale ha 12 facce pentagonali, 30 facce quadrate, 20 facce triangolari, 60 vertici e 120 spigoli Questo solido ha le stesse caratteristiche del rombicosidodecaedro, che è uno dei tredici poliedri semiregolari Archimedei perché ha lo stesso volume, lo stesso numero di facce. lo stesso numero di vertici e le facce fatte con gli stessi poligoni, ma non è uguale, ed è proprio per questa sua ineguaglianza che io lo distinguo col prefisso di «PSEUDO». Alla sinistra, sotto lo specchio, è espressa la mia soluzione geometrica che svela come si può costruire un pentagono regolare nel modo più semplice, rapido, corretto che sia mai stato usato fino ad ora. Alla destra dello specchio è espressa la mia soluzione per costruire il pentagramma applicando lo stesso principio che si trova nel pentagono. Il solido di colar viola (in basso a destra) è lo pseudo-icosidodecaedro, un'altra delle mie scoperte geometriche. Come vedete, in tutto il suo assieme, non è questo il solito autoritratto; si distacca dalla tradizione perché ho pensato che doveva essere in non altri modi che in questo. Spero che vi piacerà»

(Adriano Graziotti)

Hermetica Geometria[modifica | modifica wikitesto]

Le figure geometriche pitagorico-euclidee nella loro generazione, interpenetrazione, combinazione, prospettiva e proporzione. Figure come elementi platonici. Oltre 700 disegni originali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Augusto Giordano, Adriano Graziotti: quando i momenti della vita cambiano l'arte, 1986, p. 118.
  • Wilma Di Palma, Polihedra, catalogo completo dei poliedri della collezione di Adriano Graziotti, Roma, Argos, 1994, p. 144.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]