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Tre pascià

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I Tre pascià sulla prima pagina di un giornale turco, 1918

Tre pascià (in turco ottomano اوچ پاشلار) noto anche come Giovane Triumvirato Turco fu il nome con cui venne indicato il triumvirato dittatoriale che guidò l'Impero ottomano fra il 1913 e la fine della prima guerra mondiale.[1][2]

Il triumvirato era composto da Mehmed Talat Pascià, Gran Visir e Ministro dell'Interno, Ismail Enver, Ministro della Guerra e Ahmed Cemal, Ministro della Marina. Questi tre uomini furono le figure politiche dominanti dell'ultimo periodo della storia dell'impero ottomano, prima della sua dissoluzione.

Secondo lo storico Hans-Lukas Kieser, il potere di Talat aumentò nel tempo e eclissò gli altri due.[1]

Dopo il golpe del 1913, i tre uomini divennero de facto i gli elementi centrali dell'oligarchia appena insediatasi: alcuni studiosi identificano altri personaggi affiliati ai triumviri come Halil Menteşe, Mehmed Nazım, Bahaeddin Şakir, Mehmed Reshid, Ziya Gökalp e Mithat Şükrü.[1]

Erano tutti membri del Comitato Unione e Progresso, un'organizzazione progressista che alla fine arrivarono a controllare ed a trasformare in un partito politico panturco.

Prima Guerra Mondiale

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I Tre Pascià furono i principali fautori dell'alleanza ottomano-tedesca e dell'ingresso dell'Impero ottomano nella Prima Guerra Mondiale a fianco delle potenze centrali.

Ahmed tentò di imporsi per mantenere l'Impero neutrale, ma sotto pressione dell'Impero Tedesco, autorizzò, il 29 ottobre 1914, l'ammiraglio Wilhelm Souchon ad attaccare preventivamente i porti di Odessa, Sebastopoli e Teodosia, ai danni dell'Impero Russo.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, gran parte della popolazione della neonata Turchia li considerò colpevoli dell'entrata in guerra e della dissoluzione dell'Impero.[3][4]

In quanto governanti de facto, i Tre Pascià sono stati considerati i fautori del genocidio armeno e, nonostante tutti e tre fossero riusciti a fuggire, Talat e Cemal furono assassinati in esilio rispettivamente nel 1921 e nel 1922; Enver morì in un'imboscata dell'Armata Rossa in Tagikistan nel 1922 mentre cercava di sollevare una insurrezione musulmana anti-russa.

  1. ^ a b c Hans-Lukas Kieser, Talaat Pasha : father of modern Turkey, architect of genocide, 2018, ISBN 978-1-4008-8963-1, OCLC 1031214381. URL consultato il 7 luglio 2022.
  2. ^ George S. Jr Yacoubian, Toward Permanent Peace and Stability in Artsakh, in Human Rights Brief, vol. 24, 2020-2021, p. 147. URL consultato il 7 luglio 2022.
  3. ^ (EN) Barry Rubin, Barry M. Rubin e Kemal Kirişci, Turkey in World Politics: An Emerging Multiregional Power, Lynne Rienner Publishers, 2001, ISBN 978-1-55587-954-9. URL consultato il 7 luglio 2022.
  4. ^ Kaylan Muammar, The Kemalists: Islamic Revival And The Fate Of Secular Turkey, Prometheus, 2005.

Voci correlate

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