Tram STEFER: motrici napoletane

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Tram STEFER extraurbano
Vettura tranviaria a due assi
La motrice 7, prima del gruppo, in una foto di fabbrica
La motrice 7, prima del gruppo, in una foto di fabbrica
Anni di costruzione 1927
Anni di esercizio 1927-1965
Quantità prodotta 8 motrici
8 rimorchi
Costruttore Officine Ferroviarie Meridionali
Dimensioni 8 050 mm
Scartamento 1 445 mm
Massa vuoto 10 t
Rodiggio B (motrici)
2 (rimorchi)
Potenza oraria 2×50 CV
Tipo di motore GE216
Dati tratti da:
tramroma.com.

Le vetture napoletane della STEFER di Roma sono state un gruppo di motrici a due assi, entrate in servizio nel 1927 con relativi rimorchi. Il soprannome napoletane fu dato dal personale per l'ubicazione del costruttore a Napoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927 la STFER dispone per i servizi a carattere locale di quattordici motrici (le 30 del 1906 e le 40 del 1912), e sette rimorchi (i 105-112 del 1906) a due assi. Di questo materiale tre vetture del gruppo 40 in epoca imprecisata sono state adattate a vetture urbane, coi nuovi numeri 4-6, eliminando la suddivisione in classi. Nell'ultimo periodo di gestione privata, con l'aumento del traffico urbano di Roma, la società (che non prevede i potenziamenti urbani che saranno invece decisi dalla gestione pubblica) decide di acquistare un ulteriore gruppo di vetture a due assi, motrici e rimorchi, che pur presentando l'allestimento extraurbano sono destinate alle relazioni di tipo locale.

Meccanica ed equipaggiamento[modifica | modifica wikitesto]

Le casse sono rivestite inizialmente in doghe di legno e sono prive di lucernario. Le motrici poggiano su un truck Brill 21-e dotato due motori GE 216 da 50 CV ed hanno presa di corrente con trolley a rotella. I rimorchi sono del tipo ad assi radiali.

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

Motrice 10 e rimorchio 119 trasformato in carro serbatoio

Circa un anno dopo l'arrivo delle napoletane la STFER diventa azienda pubblica. Programmando servizi urbani con vetture a carrelli simili a quelle di ATAG ha un minore fabbisogno di materiale a due assi, parte del quale viene trasformato in motrici e rimorchi di servizio. Delle napoletane sopravvivono nel dopoguerra le motrici 10 e 11 per trasporto operai e i rimorchi 117-120 trasformati, in carro pianale, in serbatoio e in carro scala (sembra che i 117 e 118 fossero stati precedentemente utilizzati anch'essi come carri scala)

Numerazione[modifica | modifica wikitesto]

Essendo vetture a due assi le motrici devono essere comprese in decine basse. Rinumerate le imperiali da 10-21 a 41-52 sarebbero in teoria liberi i numeri delle decine 1 e 2, ma in realtà i numeri 20, 21 e 22 sembra siano stati occupati in fase transitoria, cioè dopo la rinumerazione delle imperiali, dalle motrici 40 non adattate a vetture urbane (le 4-6). Pur potendo stare tutte nella decina 1 (ad esempio 10-17 o 11-18), si decide di andare a seguito dell'ultima urbana, la 6, e vengono numerate 7-14. Con tale operazione i numeri da 1 a 40 sono rotabili a due assi, quelli successivi vetture a carrelli. I rimorchi seguono il criterio dei precedenti rimorchi a due assi (numeri in continuazione), e sono numerati 113-120

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Formigari e Piero Muscolino, Le tramvie del Lazio, Calosci, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]