Tragedia della torre dei piloti di Genova

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Tragedia della torre dei piloti di Genova
Cedimento strutturale
Torre di controllo porto di Genova 2006.jpg
La torre di controllo del porto di Genova come appariva prima dell'incidente e crollo del 7 maggio 2013.
TipoScontro tra nave e torre con conseguente crollo della torre
Data7 maggio 2013
23:05
LuogoGenova
StatoItalia Italia
Motivazioneurto contro la torre di controllo portuale
Conseguenze
Morti9
Feriti4

La tragedia della torre dei piloti di Genova è avvenuta alle 23:05 del 7 maggio 2013[1] ed è dovuta all'impatto tra la moto nave Jolly Nero e la torre dei piloti del porto di Genova.

Dinamica dell'incidente[modifica | modifica wikitesto]

La nave era intenta a effettuare la manovra di uscita dal porto di Genova con destinazione Napoli e altri porti del Mediterraneo quando collise violentemente con la Torre dei piloti di Genova, causandone il crollo immediato. La torre era in quel momento occupata da circa 10 persone.[2]

I soccorsi sono tempestivi, arrivano subito: Vigili del fuoco, personale del 118, Guardia di finanza che aveva le proprie imbarcazioni subito sul luogo dell'incidente e Guardia Costiera le ricerche dei superstiti hanno esiti sin da subito drammatici, vengono ritrovate solo 4 persone ancora in vita. La nona salma viene ritrovata solo svariati giorni dopo. Vengono immediatamente indagati il comandante della nave, Roberto Paoloni, e il pilota Antonio Anfossi. Nel giugno 2013 vengono indagati Andrea Gais, presidente del gruppo Messina (in quanto legale rappresentante della società), il primo ufficiale Lorenzo Repetto, il direttore di macchina Franco Giammoro e il terzo ufficiale Cristina Vaccaro che erano sulla nave da carico insieme a Paoloni. A seguito di varie denunce della famiglia di una delle vittime la procura apre altri due filoni di inchiesta a carico dei progettisti e collaudatori della torre e nei confronti di capitaneria di porto e autorità portuale.

Processo[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente è iniziato un processo a Genova, nell'udienza del 16 gennaio 2017 il pubblico ministero chiede la condanna a 20 anni e 7 mesi di reclusione per il comandante Paoloni (omicidio colposo plurimo, crollo di costruzioni, attentato alla sicurezza dei trasporti e falso) e 17 anni per Giampaolo Olmetti, delegato all'armamento della società (stessi capi di imputazione salvo il falso).

Una perizia del 18 luglio 2013 ha provato che la nave, con alcuni strumenti guasti, stava andando eccessivamente veloce nel porto.[3]

Il 17 maggio 2017 il tribunale monocratico di Genova ha condannato a 10 anni il Comandante Paoloni, otto anni e sette mesi per Repetto, sette per il direttore di macchina Giammoro, il pilota Anfossi, concesse le attenuanti generiche, condannato a quattro anni e due mesi. Assoluzione per Olmetti, responsabile armamento per la compagnia Messina. Questa ultima condannata ad 1.050.000,00 € di sanzione amministrativa. La decisione è attualmente in fase di appello.[senza fonte]

Il 5 aprile 2018 si è aperta la udienza preliminare sempre presso il tribunale di Genova sul secondo filone processuale nato dalle denunce di Adele Chiello Tusa riguardo la costruzione e collocazione della torre piloti a cavallo della banchina e senza protezioni. Le persone indagate per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio sono il commissario e i dirigenti tecnici del Consorzio autonomo del porto di Genova – Fabio Capocaccia, Angelo Spaggiari, Paolo Grimaldi, Edoardo Praino, che avevano redatto il progetto precontrattuale per la costruzione; il presidente e i membri della sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici che espressero parere favorevole al progetto – Ugo Tomasicchio, Mario Como, Giuseppe Parise, il progettista Bruno Ballerini, il collaudatore Giorgio Mozzo, oltre ai datori di lavoro delle nove vittime e i responsabili della sicurezza – l’ammiraglio Felicio Angrisano e l’ufficiale Paolo Tallonedella della Capitaneria di Porto; Giovanni Lettich e Sergio Morini della corporazione Piloti e Gregorio Gavarone e Roberto Matzedda della società Rimorchiatori riuniti. Uno dei membri del Consiglio superiore dei lavori pubblici Antonio Rinaldi è nel frattempo deceduto, quindi la sua posizione è archiviata.[senza fonte]

Vittime[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'incidente della torre piloti di Genova, in Corriere della sera. URL consultato il 3 giugno 2017.
  2. ^ Massimo Calandri, Giuseppe Filetto, Bruno Persano, Alberto Puppo e Wanda Valli, Genova, la tragedia in porto: 7 morti - Indagati il comandante e il pilota, in la Repubblica, 8 maggio 2013. URL consultato il 4 giugno 2017.
  3. ^ Strage porto di Genova, consegnata perizia sulla Jolly nero: gli strumenti erano guasti, in tgcom24.
  4. ^ a b c d e f g h i La tragedia del porto di Genova: i funerali delle vittime del crollo Jacoviello, ricerche non si fermano, su lanazione.it, 15 maggio 2013. URL consultato il 3 giugno 2017.
  5. ^ Giulio Corsi, Michele Robazza e quel sogno di comandare una nave, su iltirreno.gelocal.it, 8 maggio 2013. URL consultato il 3 giugno 2017.
  6. ^ LUCCA La tragedia di Genova, la moglie di De Candussio in lacrime: "Come posso accettare la morte di Marco?", su lanazione.it, 9 maggio 2013. URL consultato il 3 giugno 2017.
  7. ^ Ermanno Pasolini, Abitava a Savignano per amore della moglie, su ilrestodelcarlino.it, 9 maggio 2013. URL consultato il 3 giugno 2017.
  8. ^ Jolly Nero, storia dei sette morti: il dj, il pendolare, il padre..., su blitzquotidiano.it, 9 maggio 2013. URL consultato il 3 giugno 2017.