Toto (album)

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Toto
ArtistaToto
Tipo albumStudio
Pubblicazione15 ottobre 1978
Durata40:46
Dischi1
Tracce10
GenerePop rock
Rock progressivo
Rhythm and blues
Album-oriented rock
EtichettaColumbia
ProduttoreToto
Registrazionemaggio-settembre 1978
FormatiLP, CD, MC
Certificazioni
Dischi d'oroGermania Germania[1]
(vendite: 250 000+)
Dischi di platinoAustralia Australia[2]
(vendite: 70 000+)
Canada Canada (2)[3]
(vendite: 200 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (2)[4]
(vendite: 2 000 000+)
Toto - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1979)
Singoli
  1. Hold the Line
    Pubblicato: 2 ottobre 1978
  2. I'll Supply the Love
    Pubblicato: 11 marzo 1979
  3. Georgy Porgy
    Pubblicato: 1979
  4. Rockmaker
    Pubblicato: 1979
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[5] 4/5 stelle

Toto è il primo album in studio del gruppo musicale statunitense Toto, pubblicato il 15 ottobre 1978 dalla Columbia Records. L'album è stato accompagnato dai singoli di successo Hold the Line, I'll Supply the Love e Georgy Porgy, tutti e tre entrati nella top 50 della Billboard Hot 100 negli Stati Uniti.[6] Hold the Line in particolare arrivò fino al sesto posto in classifica.[6]

Anche se all'inizio fu accolto in maniera tiepida dalla critica specializzata, l'album ottenne rapidamente un grande successo commerciale e rese famoso il gruppo per il suo stile caratteristico, mescolando vari generi musicali diversi tra loro. Nel 1979 i Toto ottennero la nomination per il Grammy Award nella categoria "Best New Artist".

Riscontro di critica e pubblico[modifica | modifica wikitesto]

La rivista Rolling Stone giudicò negativamente l'album e sottolineò come il tentativo di passare da turnisti a musicisti in carriera era del tutto fallimentare, aggiungendo inoltre che le canzoni di David Paich altro non erano che "scuse per assoli e parti strumentali" e che fra lui, Steve Lukather, Bobby Kimball e Steve Porcaro, nessuno dei quattro era vocalmente eccezionale.[7]

Un giudizio retrospettivo sul portale AllMusic ha sostenuto che l'album al suo tempo ricevette una reazione negativa da parte della critica solo perché gli esperti musicali si sentivano minacciati dalla capacità dimostrata dai Toto di comporre canzoni di qualsiasi genere; al tempo infatti era difficile che un singolo artista potesse tentare di allargarsi su più generi come i Toto avevano fatto.[5] Sempre AllMusic ha ironizzato sui critici di allora, riguardo alla storia dei generi, in quanto fu proprio questa diversità che ha reso l'album così ben voluto dagli ascoltatori del tempo.[5] Infatti se da una parte ci fu la negatività della critica, dall'altra ci fu un'ottima risposta di pubblico, permettendo all'album di ottenere due dischi di platino sia in patria che in Canada e il disco d'oro in Germania.

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

L'artista Philip Garris, meglio noto per aver realizzato diverse copertine dei Grateful Dead, ideò l'emblema dell'album dopo aver ascoltato un verso del brano Manuela Run ("You better watch that sword that's hanging over you" - "Faresti meglio a guardare quella spada che è appesa sopra di te") facente riferimento alla Spada di Damocle. La spada rappresenta anche il potente sound della band e la loro capacità di cimentarsi con vari generi. Garris disegnò la spada a doppio taglio proprio per indicare questa versatilità musicale. I nastri intorno all'anello di ferro indicavano invece l'Anno internazionale del bambino che cadeva il 1979.[8]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di David Paich eccetto dove indicato.

  1. Child's Anthem – 2:46 – strumentale
  2. I'll Supply the Love – 3:46 – Voce: Bobby Kimball
  3. Georgy Porgy – 4:09 – Voce: Steve Lukather
  4. Manuela Run – 3:54 – Voce: David Paich
  5. You are the Flower – 4:11 (Bobby Kimball) – Voce: Bobby Kimball
  6. Girl Goodbye – 6:13 – Voce: Bobby Kimball
  7. Takin' It Back – 3:47 (Steve Porcaro) – Voce: Steve Porcaro
  8. Rockmaker – 3:19 – Voce: David Paich
  9. Hold the Line – 3:56 – Voce: Bobby Kimball
  10. Angela – 4:45 – Voce: Steve Lukather

Child's Anthem[modifica | modifica wikitesto]

Primo brano dell'album, si tratta di uno strumentale eseguito in quasi tutti i tour della band. Divenne il lato B di alcuni dei singoli estratti.

I'll Supply the Love[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: I'll Supply the Love.

Secondo singolo estratto dall'album, arrivò al 45º posto della Billboard Hot 100, dove rimase per cinque mesi. La stilistica del brano è molto diversa da quella dei soliti pezzi della band a volte aggressivi altre volte molto leggeri, questa canzone rispecchia infatti notevoli influenze della disco music, forse il genere musicale più in voga in quel periodo. Il brano fu eseguito in tutti i tour tranne nel Fahrenheit World Tour e nel Seventh One World Tour.

Georgy Porgy[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Georgy Porgy.

Terzo singolo estratto dall'album, arrivò al 48º posto della Billboard Hot 100. Il brano segue molto la scia del precedente I'll Supply the Love, infatti anche questo risente molto delle influenze della disco music. Nelle registrazioni compare anche la cantante Cheryl Lynn, che interpreta la parte della voce principale nel ritornello del brano. È stato eseguito in tutti i tour della band fino a quello del venticinquesimo anniversario.

Manuela Run[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei brani con influenze più rock all'interno dell'album, fu eseguito durante il Toto Tour, il Tambu World Tour e nel Summer tour del 2012.

You Are the Flower[modifica | modifica wikitesto]

Anche questo brano segue influenze disco. Fu la traccia che Bobby Kimball scrisse e che portò alle audizioni che i Toto stavano facendo per trovare un cantante. Il pezzo piacque così tanto che fu inserito nel primo album. L'assolo di Steve Lukather presente in questo brano è probabilmente uno dei più belli mai scritti dal chitarrista. Fu utilizzato come lato B del singolo I'll Supply the Love. Il gruppo eseguì questo brano dal vivo solo nei medley di varie canzoni passate durante il Reunion 99 World Tour del 1999 e nel successivo Summer Festival Tour del 2000.

Girl Goodbye[modifica | modifica wikitesto]

Altro brano con influenze più rock, anche questo caratterizzato da un altro dei più bei soli di Steve Lukather. Fu il pezzo con cui la band aprì i propri concerti nei primi tour. Durante la metà degli anni ottanta, il brano in scaletta compariva tra gli ultimi. Fu eseguito in tutti i tour della band. Joseph Williams, cantante della band dal 1986 al 1989, dichiarò che Girl Goodbye era il suo brano preferito dei Toto.

Takin' It Back[modifica | modifica wikitesto]

Il brano è uno dei pochi della band scritto e cantato da Steve Porcaro, non fu mai eseguito dal vivo, ma è uno dei pezzi più amati dai fan della band. Fu inoltre il lato B del singolo Hold the Line.

Rockmaker[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rockmaker.

Quarto ed ultimo singolo estratto dall'album, fu distribuito soltanto nei Paesi Bassi. Il testo è riferito alla vita della rockstar che, dopo aver tanto lottato, diventa una celebrità e non ci crede, un po' come era successo alla band stessa. Il brano fu eseguito solo nel Toto Tour e nell'Hydra World Tour.

Hold the Line[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Hold the Line.

Uno dei brani più famosi della band. Primo singolo del gruppo, arrivò al quinto posto della Billboard Hot 100. Il brano è stato eseguito in tutti i tour della band ed è inoltre stato inserito nella colonna sonora di vari videogiochi e film.

Angela[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto a tutti gli altri brani dell'album, questo segue una scia più orientata verso la musica classica. Brano cantato da Steve Lukather, fu eseguito solo durante l'Hydra World Tour e durante il Kingdom Of Desire World Tour.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Toto[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Gold/Platin Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 24 maggio 2015.
  2. ^ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 2018 Albums, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  3. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 24 maggio 2015.
  4. ^ (EN) Toto – Gold & Platinum, Recording Industry Association of America. URL consultato il 24 maggio 2015.
  5. ^ a b c (EN) William Ruhlmann, Toto, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 24 maggio 2015.
  6. ^ a b (EN) Toto - Music Charts - AllMusic, su allmusic.com. URL consultato il 24 maggio 2015.
  7. ^ (EN) Don Shewey, Toto: Music Reviews, Rolling Stone, 25 gennaio 1979. URL consultato il 24 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2007).
  8. ^ (EN) Jeff Porcaro Interview about Toto's Sword, YouTube.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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