Damocle

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Spada di Damocle, dipinto di Richard Westall del 1812. In questa rappresentazione, i ragazzi del racconto di Cicerone sono diventati delle vergini.

Damocle è il protagonista di un racconto aggiunto tardivamente alla cultura greca classica.

La figura appartiene più propriamente alla leggenda che alla mitologia greca. L'aneddoto sembra essere contenuto per la prima volta nell'opera perduta dello storico Timeo di Tauromenio (356 - 260 a.C.), Storia di Sicilia. Ci viene tramandato da Cicerone, nelle sue Tusculanae disputationes (libro V, capitoli 61 - 62), e viene ripreso successivamente anche da altri scrittori quali Orazio, Persio e Boezio[1].

La spada di Damocle[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il racconto di Cicerone, Damocle è un membro della corte di Dionigi I, tiranno di Siracusa. Egli sostiene, in presenza del tiranno, che quest'ultimo sia una persona estremamente fortunata, potendo disporre di un grande potere e di una grande autorità: Dionigi gli propone allora prendere il suo posto per un giorno, così da poter assaporare tale fortuna, e Damocle accetta. La sera si tiene un banchetto, durante il quale Damocle inizia a tastare con mano i piaceri dell'essere un uomo potente; solamente al termine della cena egli nota, sopra la sua testa, la presenza di una spada sostenuta da un esile crine di cavallo. Dionigi l'aveva fatta sospendere sul suo capo perché capisse che la sua posizione di tiranno lo esponeva continuamente a grandi minacce per la sua incolumità. Immediatamente Damocle perde tutto il gusto per i cibi raffinati che sta assumendo, nonché per i bellissimi ragazzi (in latino detti pueri), che gli stanno intorno e chiede al tiranno di poter terminare lo scambio, non volendo più essere "così fortunato"[1].

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Damocle prigioniero di Dionisio, in un dipinto di Thomas Couture

Il termine spada di Damocle è successivamente diventato una metafora rappresentante l'insicurezza e le responsabilità comportate dall'assunzione di un grande potere. Da una parte c'è il timore che il ruolo di potere possa essere portato via all'improvviso da qualcun altro, dall'altra che la sorte avversa ne renda molto difficile il mantenimento. Viene usata anche per indicare un grave pericolo incombente[1].

L'asteroide 5335 Damocles prende il nome dal protagonista di questa storia. La spada di Damocle è citata inoltre in diversi prodotti della cultura di massa (libri, film, fumetti, videogiochi, canzoni e via dicendo).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Damocle, Corriere della Sera - Dizionario dei modi di dire. URL consultato il 16 luglio 2015.

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