Tommaso de Bassus

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«L'uomo non può assolutamente rinunziare per sempre al diritto, ch'egli ha, di poter pensar da se stesso»

(Tommaso de Bassus, Riflessioni sopra le società secrete, 1787, p. 7.[1])

Tommaso Francesco Maria de Bassus (Poschiavo, 1742Sandersdorf, 1815) è stato un politico svizzero.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu un ricco possidente nella Repubblica delle Tre Leghe e in Baviera, fu podestà di Poschiavo già all'età di venticinque anni e per ben sei mandati, e di Traona, e assunse importanti cariche politiche nei Grigioni e in Valtellina. Barone, signore di Sandersdorf, Mendorf, Eggersberg, Harlanden e Dachenstein.

Il titolo baronale era stato conferito a Giovanni Giuseppe von Bassus (1683-1726), consigliere di corte, dal principe elettore e duca Massimiliano II Emanuele di Baviera e fu ereditato da Tommaso, che era registrato alla nascita con il cognome Bassi, quando aveva trentotto anni[2] in seguito alla morte senza eredi diretti dell'ultimo rappresentante del ramo bavarese della famiglia , il cugino Francesco Pietro von Bassus (1715-1780), ciambellano di corte, generale di cavalleria e governatore di Dietfurt, presidente del tribunale d'appello di Neuburg e Trento, ciambellano di corte dei principi elettori e Duchi di Baviera Carlo II e Massimiliano IV, diventato poi Massimiliano I, Re di Baviera.

Sposò Cecilia Maria Domenica Massella (1745-1794), figlia secondogenita di Giambernardo Massella, podestà, delegato alla Dieta, presidente della Lega Caddea, che gli diede un figlio, Giammaria, e due figlie, Caterina e Anna Maria.

Massone, fu membro della Loggia San Teodoro del buon consiglio di Monaco di Baviera, amico di Adam Weishaupt, fece parte dell'Ordine degli Illuminati (con il nome Annibale), propagò le idee progressiste del suo tempo e, attraverso la tipografia da lui stesso creata a Poschiavo, gestita dai parenti bergamaschi Giuseppe e Bernardo Ambrosioni (come lui massoni e membri della loggia L'Oriente di Bergamo), mise in contatto la cultura tedesca con quella italiana lombardo-veneta.[3]

La sua storia è narrata in un romanzo storico (o biografia romanzata) di Massimo Lardi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Riflessioni sopra le società secrete, Poschiavo, 1787.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tommaso de Bassus, Riflessioni sopra le società secrete, Poschiavo, 1787 (PDF), su opal.unito.it.
  2. ^ Massimo Lardi, Il barone de Bassus, Poschiavo, L'ora d'oro, 2009, p. 424-425, ISBN 978-88-904405-1-9.
  3. ^ L'Oriente di Bergamo, Rito Simbolico italiano. URL consultato il 19 aprile 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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