Tomba François

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Coordinate: 42°25′03.04″N 11°38′20.72″E / 42.41751°N 11.63909°E42.41751; 11.63909[1]

Tomba François
Tombafracoisgatti1931.JPG
Sacrificio dei prigionieri troiani. Tra Vanth e Charun è raffigurato Achille (Acle) che affonda la spada nel collo di uno dei prigionieri
Civiltà etrusca
Utilizzo funerario
Epoca 340 - 330 a.C.
Localizzazione
Stato ITA Parco Naturalistico ed Archeologico di Vulci
Scavi
Data scoperta 1857
Amministrazione
Visitabile Biglietteria Parco Naturalistico ed Archeologico di Vulci 0766870179

La tomba François è uno dei più importanti monumenti etruschi (340 - 330 a.C.[2]), soprattutto per la sua ricchissima decorazione ad affresco che ne fa una delle più straordinarie manifestazioni della pittura etrusca. Si trova nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci e fu scoperta nell'aprile 1857 dall'archeologo e Commissario regio di Guerra e Marina del Granducato di Toscana Alessandro François a cui fu intitolata. Il ciclo di affreschi, staccato dalle pareti e suddiviso in pannelli su ordine del Principe Alessandro Torlonia, fu trasportato nel 1863 a Roma, presso Villa Albani.[3] Il sepolcro appartenne alla famiglia etrusca dei Saties di Vulci, una delle più grandi famiglie aristocratiche della città. La tomba François, con i suoi affreschi, contrappone temi troiani a temi di storia eroica vulcente all'interno di un contesto volutamente antiromano.[4] Attualmente è visitabile rivolgendosi presso la biglietteria del Parco Naturalistico ed Archeologico di Vulci.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

È formata da sette camere raccolte attorno a un atrio e ad un tablino, in un ipogeo scavato nella siltite.[4]

Ciclo pittorico[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un'antica tradizione, di cui veniamo a conoscenza grazie a un famoso discorso tenuto dall'imperatore etruscologo Claudio in Senato (riportato nelle tavole di bronzo di Lione),[5] parte della rappresentazione si identificherebbe con la figura leggendaria del sesto re di Roma, Servio Tullio-Mastarna (o anche Macstarna), sodale di Celio Vibenna,condottiero etrusco impegnato in spedizioni di conquista in Etruria e nei territori circostanti, e rifugiatisi, al termine di alterne vicende belliche, sul Monte Celio a Roma.[5] Mastarna avrebbe poi ottenuto il regno e cambiato il proprio nome etrusco, assumendo quello latino di Servio Tullio.

La pittura rappresenta quindi la liberazione di Caile Vipinas. Da sinistra:Caile Vipinas liberato da Macstrna (identificato con Servio Tullio); Larth Ulthes uccide Laris Papathnas Velznach (= di Velzn, ossia Volsinii); Pesna Aremsnas Sveamach (= di Sveam, ossia Sovana) viene ucciso da Rasce; Venthical [...] Plsachs è, invece, ucciso da Aule Vipienas (Aulo Vibenna). L'ultima scena a destra, sulla parete successiva, raffigura Marce Camitlnas che minaccia Cnaeve Tarchunies Rumach (=verosimilmente Roma).

Copia Ruspi (1861) dall'originale della tomba Tomba François.

Si può tuttavia giungere anche alla conclusione che il nome Mastarna (Macstrna) fosse soltanto il titolo con il quale Servio Tullio veniva chiamato in battaglia: non sarebbe impossibile infatti intravedere nella parola mastarna la radice di magister ("maestro"), cioè, in questo caso, comandante della cavalleria etrusca. Secondo Massimo Pallottino (Origini e storia primitiva di Roma) Mastarna sarebbe il "sodale" di Celio Vibenna (Caile Vipinas), perché il suffisso -na indica appartenenza (Macstrna significherebbe quindi "appartenente al magister" se vera la corrispondenza macstr = magister). Dopo la conquista di Roma e la morte di Celio Vibenna, Mastarna entrò in contrasto con Aulo Vibenna, fratello di Celio, e infine lo uccise, restando unico padrone della città..

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coordinate prese da OpenStreetMap.
  2. ^ Pallottino, op. cit., p.238.
  3. ^ Per un quadro complessivo sulla tomba François, i dati archeologici e relativa letteratura si vedano: F. Messerschmidt, A. von Gerkan, Nekropolen von Vulci, Berlino, 1930; M.Cristofani, Ricerche sulle pitture della tomba François di Vulci. I fregi decorativi,in DialA,1, 1967, pp. 189-219; S. Steingräber, Catalogo ragionato della pittura etrusca, Milano, 1984, pp. 380-387; P.J. Holliday, Narrative structures in the François tomb, in Narrative and event in ancient art, Cambridge, 1988, pp. 175-197; F. Coarelli, Revixit Ars. Arte e Ideologia a Roma. Dai modelli ellenistici alla tradizione repubblicana, Roma, 1996, pp. 138-178; S. Steingräber, Affreschi etruschi, dal periodo geometrico all'età ellenistica, San Giovanni Lupatoto, 2006, pp. 68 e ss; E. La Rocca, S. Tortorella (a cura di), Trionfi Romani: Catalogo della mostra (Roma, 5 marzo-14 settembre 2008), 2008, Roma, p. 167.
  4. ^ a b Miscellanea a cura di Sandro Caranzano, Vulci e il ciclo della Tomba François (PDF), corsoarcheologia.org. URL consultato il 18 marzo 2013.
  5. ^ a b Da un discorso dell'Imperatore Claudio rinvenuto a Lugdunum: si confronti l'iscrizione CIL XIII, 1668.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.A. V.V., La grande Roma dei Tarquini, Roma, L'Erma di Bretschneider, 1990, ISBN 88-7062-684-9.
  • Paolo Giannini, Centri etruschi e romani dell'Etruria meridionale, Grotte di Castro (VT), Ceccarelli.
  • Werner Keller, La civiltà etrusca, Milano, Garzanti, 1984, ISBN 88-11-76418-1.
  • Massimo Pallottino, Origini e storia primitiva di Roma, Milano, Rusconi, 1993, ISBN 88-18-88033-0.
  • Romolo A. Staccioli, Storia e civiltà degli Etruschi, Roma, Newton Compton, 1984.
  • Mario Torelli, Storia degli Etruschi, Bari, Laterza, 1997, ISBN 88-420-5222-1.
  • F. Messerschmidt, A. von Gerkan, Nekropolen von Vulci, Berlino, 1930.
  • M. Cristofani, Ricerche sulle pitture della tomba François di Vulci. I fregi decorativi, in Dialoghi di Archeologia,1, 1967, pp. 189-219.
  • S. Steingräber, Catalogo ragionato della pittura etrusca, Milano, 1984, pp. 380-387. ISBN 88-16-60046-2
  • P. J. Holliday, Narrative structures in the François tomb, in Narrative and event in ancient art, Cambridge, 1988, pp. 175-197.
  • F. Coarelli, Revixit Ars. Arte e Ideologia a Roma. Dai modelli ellenistici alla tradizione repubblicana, Roma, 1996, pp. 138-178.
  • S. Steingräber, Affreschi etruschi, dal periodo geometrico all'età ellenistica, San Giovanni Lupatoto, 2006, pp. 68 e ss.
  • E. La Rocca, S. Tortorella (a cura di), Trionfi Romani: Catalogo della mostra (Roma, 5 marzo-14 settembre 2008), 2008, Roma, p. 167.

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