The Creatures (gruppo musicale italiano)

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The Creatures
Paese d'origineItalia Italia
GenereItalo disco
Periodo di attività musicale1982 – ?
Album pubblicati10
Studio7
Live3

The Creatures sono stati un gruppo musicale italiano, attivo principalmente negli anni '80. Durante la loro carriera hanno pubblicato sette album, i primi tre dei quali sono stati distribuiti anche fuori dall'Italia, come i Paesi Bassi, la Germania ed il Brasile, il quarto è la colonna sonora del film Una donna da scoprire di Riccardo Sesani.

Hanno ottenuto i principali successi nel biennio 1984-1985 con i brani Maybe One Day, che entrò nella top 10 dei singoli più venduti in Italia[1], e Just in the Name of Love. Il gruppo partecipò tra le altre al Festivalbar che ad Azzurro.

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Nacquero ad inizio anno '80 come progetto musicale di Mario Flores. Il loro primo album Expansion - L'Altro Mondo Studios uscì per la Spice 7 nel 1982 (ristampato nel 1983 dalla tedesca ZYX Records, nel 2008 dalla francese Vintage Records e nel 2009 dalla Antibemusic S.R.L.). Seguito nel 1983 dal secondo album intitolato L'Altro Mondo Studios per la Full Time Records di Franco Donato, una importante etichetta della musica dance italiana[2][3]. Entrambi gli album rendevano tributo nel titolo all'omonima discoteca riminese. Da questo album fu il brano Believe in Yourself a conferìre loro popolarità a livello nazionale con le prime apparizioni televisive in programmi come Popcorn[4] e Superclassifica show.

Nel 1984 la band realizzò la colonna sonora del film Jocks di Riccardo Sesani, un B-movie poi divenuto di culto come uno dei pochi film, se non l'unico, a descrivere la scena italodisco[5]. E fu proprio in questo film che apparve per la prima volta quello che divenne poi uno dei loro singoli di maggior successo, Maybe One Day[6][7] che entrò nella top ten dei singoli più venduti in Italia[1]. Il brano fu presentato anche al Festivalbar 1984, che quell'anno vedeva la direzione artistica di Vittorio Salvetti e partecipò alla 3ª edizione di Azzurro nel 1984, nella squadra che comprendeva Mino Reitano, Daniela Goggi, Nik Kershaw e Dobrilla.

Fu poi del 1985 la pubblicazione di Illusion per la Zig Zag Records, il cui omonimo singolo fu stampato dalla tedesca Chic. Sempre in questo album era poi contenuto un secondo e più noto singolo dal titolo Just in the Name of Love.

Nel 1987, il loro quarto album dal titolo Una Donna Da Scoprire (A Woman To Discover), colonna sonora composta per l'omonimo film di Riccardo Sesani con Agostina Belli e Marina Suma[8][9].

Seguirono altri tre album minori: Concerto No. 1 del 1988, White Flame del 1990 e Mutation dell'anno successivo.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

  • 1982 – Expansion - L'Altro Mondo Studios
  • 1983 – L'Altro Mondo Studios
  • 1985 – Illusion
  • 1987 – Una donna da scoprire (colonna sonora)
  • 1988 – Concerto No. 1
  • 1990 – White Flame
  • 1991 – Mutation

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1984 - Maybe One Day

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • 1984 – Booster
  • 1990 – The Best of The Creatures
  • 1990 – Discography Collection (The History of Italian Dance Music Volume III)

Partecipazioni a compilation[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Francesco Cataldo Verrina, The History of Italo Disco, Edizioni Kriterius, 2014.
  2. ^ Francesco Cataldo Verrina, DISCO MUSIC The Whole World's Dancing, Edizioni Kriterius, 2014.
  3. ^ Full Time Records su Discogs
  4. ^ Filmato audio Claudio Cecchetto, The Creatures Believe in yourself complete, su Youtube, 25 settembre 2007, a 1 min 34 s. URL consultato il 12 settembre 2018.
  5. ^ Demented Burrocacao, L'unico film capace di raccontare gli anni d'oro dell'Italo Disco, su vice.com, 4 agosto 2015.
  6. ^ Jocks su IMDB
  7. ^ Original Soundtrack from The Motion Picture "Jocks" su Discogs
  8. ^ Scheda di Una donna da scoprire su Coomingsoon
  9. ^ Album Una donna da scoprire (A Woman To Discover) su discogs

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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