Canone romano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Te igitur)
Jump to navigation Jump to search
Messale Romano latino-italiano per le domeniche e le feste (1965).
Messale Romano in lingua italiana, seconda edizione (1983).

«Niente in esso è contenuto che non elevi a Dio l'animo di coloro che offrono il santo sacrificio»

(Decreto dogmatico del Concilio di Trento De sanctissimo sacrificio missae - XXII sessione, 17 settembre 1562.[1])

Il Canone romano è la principale preghiera eucaristica in uso nella Chiesa cattolica di rito romano: nella forma ordinaria (seconda edizione tipica in lingua italiana del 1983, terza edizione tipica in lingua latina del 2002) compare come "Preghiera eucaristica I" (in seguito all'introduzione, dopo il Concilio Vaticano II, di altre preghiere eucaristiche),[2] mentre nella forma straordinaria è la sola preghiera eucaristica in uso.[3]

Il Canone romano, nella forma ordinaria, si può sempre usare, sebbene sia particolarmente indicato per i giorni o memorie di santi con ricordo proprio all'interno della preghiera eucaristica.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Canone romano è probabilmente la più antica anafora in uso nella Chiesa di Roma; venne redatta tra il IV e il VI secolo probabilmente con riferimenti alla tradizione precedente, ed assunse la sua conformazione finale entro il XIII secolo.[5]

Nel corso del Concilio di Trento, del Canone, aspramente criticato dai riformatori e in particolar modo da Lutero, che lo definì «abominevole [...] raccolta di omissioni e di immondezze», venne ribadita l'importanza della sua formulazione e del suo contenuto, incentrati sul sacrificio di Gesù sulla croce; essi rimasero inalterati, nonostante la richiesta di abrogazione da alcuni, in quanto deposito della tradizione, considerata immune da ogni errore.[6]

Nel corso del Concilio Vaticano II, papa Giovanni XXIII decretò che venisse aggiunta, all'interno del Canone romano, la menzione di san Giuseppe, presente per la prima volta nell'edizione del 1962.[7]

Modifiche nella riforma liturgica posteriore al Concilio Vaticano II[modifica | modifica wikitesto]

Il Canone romano ha subito alcune modifiche nel passaggio dall'antico al nuovo rito della messa.[8]

Il Messale di san Pio V presenta una chiara separazione tipografica tra la parte più narrativa della consacrazione e le parole che realizzano la transustanziazione. Ciò è per sottolineare in maniera chiara che al recitare queste ultime il presbitero parla in persona Christi. E, per sottolineare ciò, dopo il "prendete e mangiatene tutti" è posto un punto.[9] Inoltre, le parole della consacrazione sono stampate in lettere molto grandi. Nel nuovo Ordo, invece, le lettere grandi sono usate per un numero maggiore di parole, che anteriormente non erano ritenute essenziali per la transustanziazione.

Messale di San Pio V Messale di Paolo VI

Qui pridie quam pateretur, accepit panem in sanctas ac venerabiles manus suas, et elevatis oculis in caelum ad te Deum Patrem suum omnipotentem, tibi gratias agens, benedixit, fregit, deditque discipulis suis, dicens: Accipite, et manducate ex hoc omnes.

Hoc est enim Corpus meum.

Qui, pridie quam pateretur, accepit panem in sanctas ac venerabiles manus suas, et elevatis oculis in caelum ad te Deum Patrem suum omnipotentem, item tibi gratias agens, benedixit, fregit, deditque discipulis suis, dicens:

Accipite et manducate ex hoc omnes:
hoc est enim Corpus meum,
quod pro vobis tradetur.

Simili modo postquam cenatum est, accipiens et hunc praeclarum calicem in sanctas ac venerabiles manus suas: tibi gratias agens, benedixit, deditque discipulis suis, dicens: Accipite, et bibite ex eo omnes.

Hic est enim Calix Sanguinis mei,
novi et aeterni testamenti:
mysterium fidei:
qui pro vobis et pro multis effundetur
in remissionem peccatorum.

Haec quotiescumque feceritis, in mei memoriam facietis.

Simili modo, postquam cenatum est, accipiens et hunc praeclarum calicem in sanctas ac venerabiles manus suas, item tibi gratias agens benedixit, deditque discipulis suis, dicens:

Accipite et bibite ex eo omnes:
hic est enim calix Sanguinis mei
novi et aeterni testamenti,
qui pro vobis et pro multis effundetur
in remissionem peccatorum.

Hoc facite in meam commemorationem.

Dopo la consacrazione del vino, l'espressione biblica sulla ripetizione del gesto è stata sostituita: "Tutte le volte che farete questo, lo farete in memoria di me" (1 Corinzi 11,25) ha ceduto il posto a "Fate questo in memoria di me" (Luca 22,19; 1 Corinzi 11,24).

Il nuovo Ordo aggiunge l'espressione "offerto in sacrificio per voi" alle parole della consacrazione del pane, per esprimere in maniera più completa il significato del verbo greco e del suo substrato ebraico o aramaico.

Il Messale di Paolo VI abolisce i ventiquattro segni di croce fatti dal celebrante; le inclinazioni del corpo sono ridotte da cinque a tre; le genuflessioni da sei a due; l'altare non viene più baciato, mentre nel precedente Messale veniva baciato due volte.

L'invocazione della maggior parte degli apostoli e dei martiri è divenuta facoltativa, restando obbligatoria quella di Pietro, Paolo e Andrea prima del memoriale, Giovanni, Stefano, Mattia e Barnaba prima della dossologia.[10]

Il nuovo Ordo prescrive che immediatamente dopo la consacrazione i fedeli recitino un'acclamazione, anche in canto, per la quale sono proposti tre testi, introdotta dal celebrante con le parole: "Mistero della fede". In origine, conformemente al testo approvato il 3 febbraio 1969 dalla Conferenza Episcopale Italiana e reso obbligatorio dal 16 marzo dello stesso anno, tale acclamazione era presente soltanto nelle altre tre preghiere eucaristiche, e non nel Canone;[11] venne estesa anche a quest'ultimo con la prima edizione tipica del Messale romano, del 1970.[12]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Sia nella forma ordinaria, che in quella straordinaria, il Canone è composto da: una preghiera per la Chiesa militante; una preghiera per i vivi; una preghiera per la Chiesa trionfante, nella quale si fa memoria di Maria,[13] san Giuseppe[14] , dei dodici apostoli, dei primi papi e dei martiri (papa Lino, papa Anacleto, papa Clemente I, papa Cornelio, san Cipriano, san Lorenzo martire, san Crisogono, i santi Giovanni e Paolo e i santi Cosma e Damiano); segue una preghiera preparatoria alla consacrazione; l'epíclesi consacratoria, che è una preghiera rivolta a Dio affinché conceda l'effetto desiderato che in questo caso è la transustanziazione; il racconto dell'istituzione dell'Eucaristica; l'anamnesi, cioè il ricordo che il sacrificio della messa rappresenta e ripresenta la morte di Gesù; segue poi una preghiera per la memoria dei defunti, nella quale vengono ricordati i primi martiri; e infine il canone conclude con la dossologia, cioè glorificazione.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Canon missae (Missale Romanum 1962) Preghiera Eucaristica I o Canone Romano (Messale Romano in lingua italiana 1983)
Te ígitur, clementíssime Pater, per
Iesum Christum Fílium tuum
Dóminum nostrum, súpplices
rogámus, ac pétimus
uti accépta hábeas, et benedícas
hæc †[15] dona, hæc † múnera,
hæc † sancta sacrifícia illibáta
Per la Chiesa militante
in primis, quæ tibi offérimus pro
Ecclésia tua sancta cathólica: quam
pacificáre, custodíre, adunáre et régere
dignéris toto orbe terrárum: una cum
fámulo tuo Papa nostro N., et
Antístite nostro N. (quod Romæ non dicitur), et ómnibus
orthodóxis, atque cathólicæ, et
apostólicæ fidei cultóribus.
Memento per i vivi
Meménto, Dómine, famulórum,
famularúmque tuárum N. et N.
et ómnium circumstántium, quorum
tibi fides cógnita est, et nota devótio,
pro quibus tibi offérimus vel qui tibi ófferunt:
hoc sacrifícium láudis, pro se, suisque ómnibus:
pro redemptióne animárum suárum, pro spe salútis,
et incolumitátis suæ: tibíque reddunt vota sua
ætérno Deo, vivo et vero.
Per la Chiesa trionfante
Communicántes, et memóriam
venerántes, in prímis gloriósæ
semper Vírginis Mariæ, Genitrícis
Dei et Dómini nostri Iesu Christi:
sed et beáti Ióseph eiúsdem Vírginis
Sponsi,[16] et beatórum Apostolórum ac
Mártyrum tuórum: Petri et Pauli,
Andréæ, Iacóbi, Ioánnis, Thomæ,
Iacóbi, Philíppi, Bartholomæi,
Matthæi, Simónis et Thaddæi, Lini,
Cleti, Cleméntis, Xysti, Cornélii,
Cypriáni, Lauréntii, Chrysógoni,
Ioánnis et Pauli, Cosmæ et Damiáni:
et ómnium Sanctórum tuórum; quorum
méritis, precibúsque concédas,
ut in ómnibus protectiónis tuæ
muniámur auxílio. Per eúmdem
Christum Dóminum nostrum. Amen.
Preghiera preparatoria alla Consacrazione
Hanc ígitur oblatiónem servitútis
nostræ, sed et cunctæ famíliæ tuæ,
quæsumus, Dómine, ut placátus
accípias: diésque nostros in tua
pace dispónas, atque ab ætérna
damnatióne nos éripi, et in
electórum tuórum iúbeas grege
numerári. Per Christum Dóminum
nostrum. Amen.
Epíclesi consacratoria
Quam oblatiónem tu, Deus, in
ómnibus, quæsumus bene † díctam,
ad † scríptam, ra † tam, rationábilem,
acceptabilémque fácere dignéris ut
nobis Cor † pus et San † guis
fiat dilectíssimi Fílii tui Dómini nostri
Iesu Christi.
Racconto dell'istituzione
Qui pridie quam paterétur
accépit panem in sanctas ac venerábiles
manus suas et elevátis óculis in coelum,
ad te Deum Patrem suum omnipoténtem tibi
grátias ágens bene † díxit, fregit, dedítque
discípulis suis, dicens:
Accípite, et manducáte ex hoc ómnes:
HOC EST ENIM CORPUS MEUM.
Símili modo póstquam cœnátum est
accípiens et hunc præclárum cálicem
in sanctas ac venerábiles manus suas:
item tibi grátias ágens bene † díxit,
dedítque discípulis suis, dicens:
Accípite et bibíte ex eo ómnes:
HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS MEI,
NOVI ET ÆTERNI TESTAMENTI,
QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS EFFUNDETUR
IN REMISSIONEM PECCATORUM.
Hæc quotiescúmque fecéritis, in mei memóriam faciétis.
Anàmnesi
Unde et mémores, Dómine, nos servi
tui, sed et plebs tua sancta, eiúsdem
Christi Fílii tui Dómini nostri tam
béatæ Passiónis, nec non et ab ínferis
Resurrectiónis, sed et in coelos
gloriósæ Ascensiónis: offérimus
præcláræ maiestáti tuæ, de tuis donis,
ac datis, hóstiam † puram, hóstiam † sanctam,
hóstiam † immaculátam,
Panem † sanctum vitæ ætérnæ
et Cálicem † salútis perpétuæ.
Supra quæ propítio ac seréno vultu
respícere dignéris, et accépta habére,
sícuti accépta habére dignátus es
múnera púeri tui iusti Abel, et
sacrifícium Patriárchæ nostri Abrahæ:
et quod tibi óbtulit summus sacérdos
tuus Melchísedech, sanctum
sacrifícium, immaculátam hóstiam.
Súpplices te rogámus, omnípotens
Deus: iube hæc perférri per manus
sancti Angeli tui in sublíme altáre
tuum, in conspéctu divinæ maiestátis
tuæ; ut quotquot ex hac altáris
participatióne sacrosánctum Fílii tui
Cór†pus et Sán†guinem sumpsérimus
ómni benedictióne coelésti et grátia
repleámur. Per eúmdem Christum
Dóminum nostrum. Amen
Memento per i morti
Meménto étiam, Dómine, famulórum,
famularúmque tuárum N. et N.
qui nos præcessérunt cum signo fídei
et dórmiunt in somno pacis.
Ipsis, Dómine, et ómnibus in Christo
quiescéntibus, locum refrigérii, lucis
et pacis, ut indúlgeas, deprecámur.
Per eúmdem Christum Dóminum
nostrum. Amen.
Nobis quoque peccatóribus
fámulis tuis, de multitúdine
miseratiónum tuárum sperántibus,
partem áliquam, et societátem donáre
dignéris, cum tuis sanctis Apóstolis et
Martyribus: cum Ioánne, Stéphano,
Matthia, Bárnaba, Ignátio, Alexándro,
Marcellíno, Petro, Felicitáte, Perpétua,
Ágatha, Lúcia, Agnéte, Cæcília,
Anastásia, et ómnibus Sanctis tuis:
intra quorum nos consórtium, non
æstimátor mériti, sed véniæ,
quæsumus, largítor admítte.
Per Christum Dóminum nostrum.
Per quem hæc ómnia, Dómine, semper
bona creas sanctí†ficas, viví†ficas,
bene†dícis, et præstas nobis.
Dossologia
Per ip † sum, et cum ip † so, et in
ip † so, est tibi Deo Patri † omnipoténti,
in unitáte Spíritus † Sancti
ómnis honor et glória.
Per ómnia sæcula sæculórum
Amen
Padre clementissimo,
noi ti supplichiamo e ti chiediamo
per Gesù Cristo, tuo Figlio e
nostro Signore, di accettare
questi doni, di benedire queste
offerte, questo santo e immacolato
sacrificio.
Per la Chiesa militante
Noi te l'offriamo anzitutto
per la tua Chiesa santa e cattolica,
perché tu le dia pace e la protegga,
la raccolga nell'unità e la governi su
tutta la terra, con il tuo servo il
nostro Papa N., il nostro Vescovo N.
e con tutti quelli che custodiscono
la fede cattolica, trasmessa
dagli Apostoli.
Memento per i vivi
Ricordati, Signore, dei tuoi fedeli [N...].
Ricordati di tutti i presenti,
dei quali conosci la fede e la devozione:
per loro ti offriamo e anch'essi ti
offrono questo sacrificio di lode,
e innalzano la preghiera a te, Dio eterno,
vivo e vero, per ottenere a sé e ai loro cari
redenzione, sicurezza di vita e salute.
Per la Chiesa trionfante
In comunione con tutta la Chiesa,
ricordiamo e veneriamo anzitutto
la gloriosa e sempre vergine Maria,
Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo,
san Giuseppe, suo sposo,
i santi apostoli e martiri:
Pietro e Paolo, Andrea,
Giacomo, Giovanni,
Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo,
Matteo, Simone e Taddeo,
Lino, Cleto, Clemente, Sisto,
Cornelio e Cipriano, Lorenzo, Crisogono,
Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano
e tutti i santi;
per i loro meriti e le loro preghiere
donaci sempre aiuto e protezione.
Preghiera preparatoria alla Consacrazione
Accetta con benevolenza, o Signore,
l'offerta che ti presentiamo
noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia:
disponi nella tua pace i nostri giorni,
salvaci dalla dannazione eterna,
e accoglici nel gregge degli eletti.
Epíclesi consacratoria
Santifica, o Dio, questa offerta
con la potenza della tua benedizione,
e degnati di accettarla a nostro favore,
in sacrificio spirituale e perfetto,
perché diventi per noi il corpo e il sangue
del tuo amatissimo Figlio,
il Signore nostro Gesù Cristo.
Racconto dell'istituzione
La vigilia della sua passione,
egli prese il pane nelle sue mani
sante e venerabili, e alzando gli
occhi al cielo a te Dio Padre
suo onnipotente, rese grazie con
la preghiera di benedizione,
spezzò il pane, lo diede ai
suoi discepoli, e disse:
Prendete, e mangiatene tutti:
questo è il mio Corpo
offerto in sacrificio per voi.
Dopo la cena, allo stesso modo,
prese questo glorioso calice
nelle sue mani sante e venerabili,
ti rese grazie con la preghiera
di benedizione, lo diede ai
suoi discepoli, e disse:
Prendete, e bevetene tutti:
questo è il calice del mio Sangue
per la nuova ed eterna alleanza,
versato per voi e per tutti
in remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede:
Annunziamo la tua morte, Signore,
proclamiamo la tua risurrezione,
nell'attesa della tua venuta.
oppure
Ogni volta che mangiamo di questo pane
e beviamo a questo calice
annunziamo la tua morte, Signore, nell'attesa della tua venuta.
oppure
Tu ci hai redenti con la tua Croce e la tua Risurrezione:
salvaci, o Salvatore del mondo.
Anámnesi
In questo sacrificio, o Padre,
noi tuoi ministri e il tuo
popolo santo celebriamo il
memoriale della beata passione,
della risurrezione dai morti
e della gloriosa ascensione al cielo
del Cristo tuo Figlio e nostro Signore;
e offriamo alla tua maestà divina,
tra i doni che ci hai dato,
la vittima pura, santa e immacolata,
pane santo della vita eterna e
calice dell'eterna salvezza.
Volgi sulla nostra offerta
il tuo sguardo sereno e benigno,
come hai voluto accettare i doni di
Abele, il giusto, il sacrificio di
Abramo, nostro padre nella fede,
e l'oblazione pura e santa di
Melchisedech, tuo sommo sacerdote.
Ti supplichiamo, Dio onnipotente:
fa che questa offerta, per le mani
del tuo angelo santo, sia portata
sull'altare del cielo davanti alla
tua maestà divina, perché su tutti
noi che partecipiamo di questo altare,
comunicando al santo mistero del corpo
e sangue del tuo Figlio, scenda
la pienezza di ogni grazia e
benedizione del cielo.
Memento per i morti
Ricordati, o Signore, dei tuoi fedeli,
che ci hanno preceduto con il segno
della fede e dormono il sonno
della pace.
Dona loro, Signore, e a tutti quelli
che riposano in Cristo, la beatitudine,
la luce e la pace.
Anche a noi, tuoi ministri, peccatori,
ma fiduciosi nella tua infinita
misericordia, concedi, o Signore,
di aver parte nella comunità
dei tuoi santi apostoli e martiri:
Giovanni, Stefano, Mattia, Barnaba,
Ignazio, Alessandro, Marcellino e Pietro,
Felicita, Perpetua, Agata, Lucia,
Agnese, Cecilia, Anastasia
e tutti i santi:
ammettici a godere della loro sorte beata
non per i nostri meriti,
ma per la ricchezza del tuo perdono.
Per Cristo nostro Signore.
Tu, o Dio, crei e santifichi sempre,
fai vivere, benedici e doni al
mondo ogni bene.
Dossologia
Per Cristo, con Cristo e in Cristo
a te, Dio Padre onnipotente
nell'unità dello Spirito Santo
ogni onore e gloria per tutti i
secoli dei secoli.
Amen.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto conciliare e dottrina sul sacrificio della messa sessione XXII, su concilioditrento.blogspot.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  2. ^ MR (1975), p. 382.
  3. ^ Ivo Cisar, Spiegazione della messa tridentina, su unavoce-ve.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  4. ^ OGMR, n° 365, lett. a.
  5. ^ A. Nocent, p. 236.
  6. ^ Lorenzo Cappelletti, «Niente in esso è contenuto che non elevi a Dio l'animo di coloro che offrono il santo sacrificio», su 30giorni.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  7. ^ Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, Decreto per la menzione di San Giuseppe nelle Preghiere eucaristiche II, III, IV del Messale Romano, su vatican.va, 1º maggio 2013. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  8. ^ Lorenzo Bianchi, Breve nota sulla traduzione italiana del Canone Romano, su 30giorni.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  9. ^ La punteggiatura adottata dal nuovo Ordo si trova anche in alcune liturgie cattoliche orientali.
  10. ^ Preghiera Eucaristica I (Canone romano), su dimensionesperanza.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  11. ^ Ed. Paoline, pp. 26-27.
  12. ^ (ENLA) Eucharistic Prayer I (Roman Canon), su catholicliturgy.com. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  13. ^ Maria nel ‘Communicantes’ del Canone romano, su mariedenazareth.com. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  14. ^ La menzione di san Giuseppe è stata aggiunta con l'edizione del 1962, mentre prima era assente.
  15. ^ La crocetta indica che si deve fare il segno della croce
  16. ^ Questa prima parte varia a seconda del tempo liturgico (in questo caso è riportata quella recitata nel tempo per annum); dal rigo seguente invece resta invariata

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ITLA) Commissione Episcopale per la Santa Liturgia (a cura di), Messale Romano latino-italiano per le domeniche e le feste, Torino, Marietti, 1965, ISBN non esistente.
  • (ITLA) Preghiere Eucaristiche e Prefazi, Paoline, 1969, ISBN non esistente.
  • Conferenza Episcopale Italiana (a cura di), Messale Romano, 2ª edizione, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1983, ISBN 88-209-1445-X.
  • Adrien Nocent, La celebrazione dell'Eucaristia secondo il "Canone Romano", in Anàmnesis. Introduzione storico teologica alla liturgia, Genova, Marietti, 1983, ISBN 88-211-6503-5.
  • Conferenza Episcopale Italiana (a cura di), Ordinamento Generale del Messale Romano, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2004, ISBN 88-209-7584-X.
Cattolicesimo Portale Cattolicesimo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cattolicesimo