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Tartus

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Tartus
città
in arabo: طرطوس, Ṭarṭūs
Tartus – Veduta
Localizzazione
StatoSiria Siria
GovernatoratoTartus
DistrettoTartus
Sottodistretto
Territorio
Coordinate34°53′N 35°53′E / 34.883333°N 35.883333°E34.883333; 35.883333 (Tartus)Coordinate: 34°53′N 35°53′E / 34.883333°N 35.883333°E34.883333; 35.883333 (Tartus)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti115 769 (2004)
Altre informazioni
Prefisso43
Fuso orarioUTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Siria
Tartus
Tartus
Sito istituzionale

Tartus o Tartous (in arabo: طرطوس‎- al tempo delle Crociate Tortosa) è una città e, per importanza, il secondo porto della Siria, capoluogo del Governatorato di Tartus. Conta circa 150 000 abitanti ed è un luogo di grande interesse per il turismo, soprattutto per la presenza di importanti reperti archeologici.

Nell'antichità fece parte dei possedimenti d'oltremare della Repubblica di Genova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città, circondata da mura erette dai cavalieri crociati, è antichissima; sono state molte le trasformazioni che la riguardano, soprattutto a causa dell'opera dei molti popoli che, nel corso dei secoli, l'hanno abitata.

Non esistono reperti del suo passato di città fenicia, quando si chiamava Antaradus, colonia di Arados (a sud della città si trova il sito di Amrit, anticamente Marathus). Ben poco rimane anche del suo passato di città romana (dell'epoca di Costantino).

È possibile, invece, ritrovare, qualche testimonianza del periodo cristiano, quando divenne un centro di pellegrinaggi: secondo la tradizione, san Pietro, durante il suo viaggio da Gerusalemme ad Antiochia, edificò una cappella in onore della Vergine Maria e che conteneva un'immagine miracolosa della madre del Cristo portata in questo luogo da san Luca.

Nel corso dei secoli il nome della città fu cambiato da Antaradus in Tortosa (da non confondersi con l'omonima Tortosa, città della Catalogna in Spagna): al tempo delle crociate, la città era una postazione fondamentale lungo la linea difensiva predisposta dai Cristiani contro i Musulmani e soprattutto uno dei porti per i collegamenti via mare con l'occidente.

Dal 1183 fu una base logistica per i rifornimenti militari gestita dall'ordine dei Templari che rimasero in città per più di un secolo. Nel 1188, dopo la Battaglia di Hattin, il Saladino assediò anche Tortosa, ma dovette cessare e in cambio della resa di Gaza liberò i prigionieri di Hattin (tra i quali il gran maestro Gérard de Ridefort e il re di Gerusalemme Guido di Lusignano). Restò nelle mani dei Templari resistendo anche a due attacchi del sultano Baybars nel 1270 e 1276[1], fino a poco dopo la Caduta di Acri, fino al 1291, quando fu assoggettata in via definitiva dal sultano Qalawun.[2]

Di grande aspetto storico-archeologico è la cattedrale gotica di Notre-Dame di Tortosa risalente al XII secolo e nel tempo trasformata in un museo che custodisce sarcofagi in pietra.

Di particolare interesse sono i resti - in parte ora adibiti ad abitazione privata - della fortezza dei Templari che si affaccia sul mare.

Nel 1971 un accordo col governo siriano permise la creazione di una base navale sovietica, la base è, al 2018, ancora in possesso della flotta russa ed è l'unica base russa fuori dai territori dell'ex-URSS e l'unica nei mari caldi.

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Planimetria del castello

La fortezza di Tartus era situata a nord-ovest della città, affacciato al mare. Era costituito da due cinte murarie, precedute entrambe da un fossato di acqua proveniente dal mare. La prima era alta 30 m e spessa 3; la seconda era come la prima intervallata da torri quadrangolari, ma ancora più alta per arrivare a difenderla. Alle spalle della seconda si ergevano gli altri edifici attorno alla piazza d'armi, tra i quali una cappella a quattro campate, ma senza abside, e la grande sala, lunga 44 e larga 15 m, divisa da una fila di cinque colonne e illuminata da sei grandi finestre. Infine, sul lato del mare, c'era l'imponente maschio, con alla base il magazzino per le armi e la cisterna di raccolta per l'acqua.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ templiers.net, http://www.templiers.net/Orient-Chateaux/index.php?page=Chateau-Forteresse-de-Tortose-Tartus#CHO.
  2. ^ a b templiers.org, http://www.templiers.org/tortose-eng.php.

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