Taille

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La Taille (nome nativo taille), in pronuncia IPA francese (taj) era una imposta fondiaria diretta che colpiva i contadini francesi e i non nobili in Francia durante l'Ancien Régime. La tassa è stata imposta su ogni casa e in base alla superficie dei terreni di pertinenza circostanti.

Il nome deriva dall'antica abitudine di contabilizzare le riscossioni in denaro tagliando tacche di intaglio su bastoni, che sono consegnati per certificarne il pagamento. Questa modalità di conteggio è un residuo dei tempi antichi. In Inghilterra si è protratta fino al 1826.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente era solo una "tassa eccezionale" (imposta e riscossa nei momenti di necessità, in quanto il Re avrebbe dovuto far conto solo sui ricavi del "domaine", o sulle terre che appartenevano a lui direttamente), la "taille" divenne a regime annuale nel 1439, quando fu concesso da Carlo VII il diritto di riscuotere tasse a sostegno di un esercito in servizio permanente durante la guerra dei Cent'Anni.

Il 2 novembre 1439, gli Stati Generali, riuniti dal mese di ottobre a Orléans, decidono il mantenimento di un esercito permanente per scacciare definitivamente gli inglesi dal suolo della Francia. Questa decisione innesca una rivolta dei nobili: la Praguerie (contro Carlo VII nel 1440). Per finanziare lo sforzo bellico gli Stati generali decidono di stabilire una nuova tassa, che verrà pagata da ogni famiglia del Regno: la «taille». I delegati concedono a Carlo VII permesso di aumentare l'entità ogni anno. A differenza delle moderne imposte sul reddito, la quantità totale della "taille" fu determinata a priori (dopo che gli Stati Generali l'avevano sospesa nel 1484) dal Re di Francia di anno in anno e questo importo è stato poi diviso tra le varie province reali per la riscossione. Questa nuova tassa annua sarà abolita durante la Rivoluzione francese.

Originariamente, il termine si riferisce a un bâton de taille (o bastone di conteggio): un bastone di legno intagliato e graduato, per tenere traccia dei valori rappresentati. È un sistema di conteggio accessibile alle persone che non sanno né leggere né scrivere. Era usato in primo luogo per i pagamenti a credito e successivamente viene applicato alla tassazione.

La "taille signoriale" appare nella seconda metà dell'XI secolo. È progettata allo scopo di far contribuire le comunità dei villaggi agli oneri e responsabilità della signoria feudale, come compenso per la protezione ricevuta dal Signore del Feudo. È un segno del suo potere sugli uomini, di solito seduti attorno al focolare della casa. Ben presto però perde qualsiasi giustificazione, il che solleva un elevato numero di controversie tra i signori del feudo e gli obbligati alla "taille".

Nel XII secolo, a causa dell'aumento della produzione agricola, la tendenza generale è la concessione di "chartes de franchises" (carte di franchigia o di affrancamento) concessi dal Signore feudale ai coloni e braccianti agricoli[2]. Questi statuti spesso trasformano la "taille" in abbuono fiscale, cioè una carta resa annuale e di importo fisso. Generalmente c'è una tassa per capo di bestiame o per colture, per lo più pagata in denaro.

La "taille" reale può prendere due forme:

  • Taille personale (nella maggior parte dei pays d'élection), essa riguarda i capi famiglia roturier[3], ripartita tra tutti i componenti, secondo le loro possibilità. È la formula più comune.
  • Taille effettiva (nella maggior parte dei pays d'État), essa riguarda i beni fondiari, i terreni coltivabili. Essa è determinata a partire dal catasto (dal compoix in Languedoc) che indica la superficie ed il valore dei terreni di ciascuna comunità. Un nobile sarà tassato sui suoi beni dei popolani (roturier), un contadino sarà esentato sui beni di proprietà dei nobili.

L'imposizione personale si basa sul focolare fiscale, o Focatico, il luogo attorno al quale sono radunati il capo di famiglia e i suoi figli. Solo il nome del capo di famiglia è indicato nei registri. Il suo ammontare è determinato arbitrariamente in funzione dei bisogni del signorotto feudale e delle capacità della popolazione.

La riscossione è assicurata da uomini scelti tra la popolazione della parrocchia. Questi incaricati ne rispondono con le loro proprietà.

Esentati dall'imposta erano clero e nobili (ad eccezione di terre non dei nobili nei "pays d'état"), gli ufficiali della corona, militari, magistrati, professori universitari e studenti e le franchigie (città franche) come Parigi. Numerose altre città sono esentate, come Dieppe dal 1463. La Bretagna è interamente esente da "Taille". Si tratta in generale di privilegi locali che non sono revocabili dal Re.

La "Taille" sotto Enrico IV rappresenta circa il 60% delle risorse del Regno, il 25% alla fine del Regno di Luigi XIV. Lo Stato si finanzia molto coi prestiti e le imposte indirette.

La "Taille" effettiva sulla terra e la "Taille" personale hanno colpito i ricavi. Nei pays d'État, era lo Stato che distribuiva la "Taille" tra le parrocchie della provincia; nei pays d'élection, è stato l'intendente. La "taille", ripartite tra i contribuenti sulla base del loro reddito presunto, è stata riscossa da esattori, nominati dall'"Assemblea dei contadini". Per garantire la ricezione dell'imposta, tutti i ricchi abitanti di un villaggio erano responsabili in solido di fronte al Tesoro. La capitation, istituita nel 1695, è stata pagata pro capite.

Suddivisioni territoriali[modifica | modifica wikitesto]

Généralité in Francia nel 1789. Le aree in rosso sono pays d'état; in bianco, pays d'élection; in giallo, pays d'imposition.

Nel tentativo di riforma del sistema fiscale, sono state create nuove divisioni amministrative nel XVI secolo. Le Recettes générales, comunemente note come Généralité e supervisionate all'inizio da receveurs généraux o généraux conseillers (esattori fiscali), furono inizialmente solo distretti di tassazione. Il loro ruolo è stato costantemente aumentato; verso la metà del XVII secolo le Généralité erano sotto l'autorità di un Intendant e divennero un veicolo per l'espansione del potere reale in materia di giustizia, fiscalità e polizia. Allo scoppio della rivoluzione francese, c'erano 36 Généralité; le ultime due sono state create poco prima, nel 1784.

Fino alla fine del XVII secolo, gli esattori erano chiamati receveurs royaux. Nel 1680, è stato istituito il sistema della Ferme Générale, un'operazione di concessione in appalto della riscossione in cui dei privati ricchi acquistano il diritto di riscuotere la "taille" a nome del Re, attraverso una concessione che dura sei anni (alcune tasse, tra cui l'aides e la gabelle, erano state riscosse in questo modo già dal 1604). I grandi concessionari della riscossione in quel sistema erano conosciuti come i fermiers généraux ("gli agricoltori generali" - i possidenti terrieri della Generalitè).

Riscossione[modifica | modifica wikitesto]

L'esazione fiscale efficiente fu una delle cause principali dell'accentramento amministrativo e reale della Francia nella Storia moderna. La "taille" divenne delle principali fonti del tesoro reale (all'incirca sino alla metà nel 1570), l'imposta diretta più importante del periodo precedente la rivoluzione francese, che ha sostenuto il costo crescente delle guerre nei secoli XV e XVI. Le documentazioni dimostrano l'incremento della "taille" da 2,5 milioni di Livre nel 1515 a sei milioni dopo il 1551; nel 1589, la "taille" ha raggiunto un record di 21 milioni di Livre, prima dell'abolizione.

La taille era solo una di una serie di tasse. Esisteva anche la "taillon" (una tassa per le spese militari), una tassa reale sul sale (la gabella), le tariffe reali ("aides") su vari prodotti (compreso il vino), le tariffe locali su prodotti particolari ("douane") o riscossa su merci all'ingresso nella città ("octroi") o venduti nelle fiere e tasse locali. Infine, la Chiesa ha beneficiato di una tassa obbligatoria chiamata "dîme" (la decima).

Luigi XIV ha creato diversi sistemi di tassazione supplementari, tra cui la "capitation" (dal 1695) che ha colpito ogni persona compresi nobili e clero (anche se si poteva acquistare l'esenzione con una grossa somma una tantum) e la "dixième" (dal 1710 al 1717, ripristinata nel 1733), che era una vera imposta sul reddito e sul valore della proprietà e aveva lo scopo di sostenere i militari.

Nel 1749, sotto Luigi XV, una nuova imposta basata su "la dixième", la "vingtième" (o "un ventesimo"), è stata emanata per ridurre il disavanzo reale e questa tassa perdurò tutto il periodo dell'Ancien Régime. Questa tassa era basata esclusivamente sui ricavi (5% dell'utile netto da terreni, proprietà, commercio, industria e dagli incarichi ufficiali - cariche pubbliche) e aveva lo scopo di colpire tutti i cittadini, indipendentemente dalla condizione. Ma il clero, le regioni che appartenevano ai "pays d'état" e i Parlement si opposero; il clero ha avuto l'esenzione, i "pays d'état" hanno ottenuto aliquote ridotte, e i Parlement fermarono i nuovi proclami in materia di reddito, facendo della "vingtième" una tassa molto meno efficiente rispetto a quella che era stato progettata. Le esigenze finanziarie della Guerra dei sette anni portarono ad una seconda (1756–1780) e poi ad una terza (1760–1763) creazione della "vingtième". Nel 1754, la "vingtième" aveva prodotto una raccolta di 11,7 milioni di "livre". La "taille" alla fine divenne una delle tasse più odiate dell'Ancien Régime.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Georges Ifrah, Historia universal de las cifras, pág. 175.
  2. ^ dissodare = défricheur
  3. ^ roturier è una persona che non è un nobile o ecclesiastico.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bluche, François. L'Ancien régime: Institutions et société. Collection: Livre de poche. Paris: Editions de Fallois, 1993. ISBN 2-253-06423-8
  • Salmon, J.H.M. Society in Crisis: France in the Sixteenth Century. Methuen: London, 1975. ISBN 0-416-73050-7
  • Bernard Barbiche, Les Institutions de la monarchie française à l'époque moderne, Paris: PUF, collection "Premier Cycle", 1999.
  • Daniel Dessert, Argent, pouvoir et société au grand siècle, Paris: Fayard, 1984.
  • Arlette Jouanna, Philippe Hamon, Dominique Biloghi, Guy Le Thiec, "Finances", La France de la Renaissance: Histoire et Dictionnaire, Paris: Laffont, 2001.
  • Jean Favier:
    • Finance et fiscalité au bas Moyen Âge, SEDES, coll. «Regards sur l'histoire», Paris, 1971 (ASIN 2718136995),
    • q.v. Dictionnaire du Moyen Âge, s. dir. Michel Zink, Alain de Libera et Claude Gauvard, PUF, coll. «Quadrige», 2004 (ISBN 2-13-054339-1).
  • Chronique métrique de Philippe-le-Bel suivie de la taille de Paris, en 1313 , Godefroy de Paris,Jean Alexandre C. Buchon, su books.google.fr.
  • Parte del presente testo proviene dall'undicesima edizione della Encyclopædia Britannica, oggi di pubblico dominio.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]