Superman (film)

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Superman
Suxmanfilm.png
Christopher Reeve nei panni di Superman in una scena del film
Titolo originale Superman
Lingua originale inglese
Paese di produzione Regno Unito, USA
Anno 1978
Durata 143 min
  • 127 min (1980 video release)
  • 151 min (2000 edizione restaurata)
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, supereroi
Regia Richard Donner
Soggetto Mario Puzo basato sul personaggio creato da Jerry Siegel e Joe Shuster
Sceneggiatura Mario Puzo, David Newman, Leslie Newman, Robert Benton, Tom Mankiewicz (non accreditato)
Produttore Alexander Salkind, Pierre Spengler
Produttore esecutivo Ilya Salkind
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Geoffrey Unsworth
Montaggio Stuart Baird, Michael Ellis
Effetti speciali Colin Chilvers, John Inglis
Musiche John Williams
Scenografia John Barry
Costumi Yvonne Blake
Trucco Graham Freeborn, Kay Freeborn, Sylvia Croft, Nick Maley, Basil Newall, Connie Reeve, Phil Rhodes
Sfondi Peter Howitt
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Edizione originale

Ridoppiaggio (2001)

Superman (Superman o Superman: The Movie in originale) è un film di fantascienza del 1978 diretto da Richard Donner, e interpretato da Christopher Reeve, Marlon Brando e Gene Hackman. Il soggetto è tratto dall'omonimo personaggio dei fumetti della DC Comics ideato da Jerry Siegel e Joe Shuster. Il film fu distribuito nelle sale statunitensi il 10 dicembre 1978; nelle sale italiane giunse il 9 febbraio 1979.

La pellicola ebbe un grandissimo successo, prima presso il pubblico americano poi nel resto del mondo. Ha avuto tre seguiti: Superman II, girato contemporaneamente al primo e con cast praticamente invariato, Superman III, e Superman IV. Di questi tre, solo il primo seguito ottenne un successo pari se non superiore al primo film, mentre gli altri due ebbero scarso successo sia di pubblico e di critica e lasciarono molti fan delusi, motivo per il quale la serie cinematografica dedicata a Superman fu interrotta almeno fino all'uscita di Superman Returns nel 2006.

Benché preceduto da alcuni altri film di questo filone, il primo Superman è considerato il padre dei film di supereroi, essendo il primo film di successo girato con larghi mezzi di questo genere. Il successo di Superman convinse i produttori, anni dopo, a realizzare altri adattamenti basati sui supereroi dei fumetti, tra i quali Batman di Tim Burton nel 1989.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Pianeta Krypton. Jor-El, uno degli uomini più influenti del pianeta, accusa davanti al Consiglio di Governo tre pericolosi ribelli, il generale Zod, Ursa e Non, di avere complottato per rovesciare l'ordine costituito, facendoli condannare all'esilio perpetuo nella Zona fantasma, una dimensione parallela in cui i prigionieri esistono in una sorta di limbo, alienati dal mondo reale.

Geniale scienziato, Jor-El successivamente informa le autorità che il mondo kryptoniano è condannato a venire risucchiato nel proprio sole rosso nel giro di soli trenta giorni, e che pertanto è indispensabile iniziare a trasferire l'intero popolo su un altro mondo abitabile. Il Consiglio di Governo teme che Jor-El voglia scatenare il panico e le sue teorie vengono respinte: la comunità scientifica è infatti convinta che Krypton stia soltanto cambiando la propria orbita e che non sussista alcun vero pericolo per la popolazione. Jor-El allora, in accordo con la moglie Lara, costruisce una piccola astronave con la quale salvare almeno il piccolo figlio Kal-El verso un mondo incredibilmente lontano, che i nativi chiamano Terra, illuminato da un sole giallo, lo stesso che, data l'insolita biologia genetica e molecolare dei kryptoniani, gli conferirà poteri superumani. Il veicolo viene lanciato nell'iperspazio appena in tempo, e il pianeta esplode violentemente insieme al proprio sole, esattamente come lo sventurato Jor-El aveva previsto. Il viaggio, che avviene a velocità della luce, per il veicolo durerà tre anni, mentre per il resto dell'universo trascorreranno molti secoli.

Il piccolo Kal-El raggiunge la Terra e si schianta in un campo di grano a Smallville, in Kansas, dove viene trovato e adottato dai coniugi Jonathan e Martha Kent, che lo chiameranno Clark. Quando compie i diciotto anni, Clark Kent ha già sviluppato moltissimi dei suoi poteri: può correre più veloce di un treno, può vedere attraverso gli oggetti e addirittura sollevare a mani nude degli autoveicoli. L'unico tormento che lo insegue è la curiosità circa le sue vere origini e il motivo per cui dispone di questi straordinari poteri, che lo rendono diverso dagli altri.

Alla morte del padre adottivo Jonathan, Clark ritrova un misterioso cristallo verde luminoso e percepisce di doversi recare nell'Artide. Giunto tra le nevi e i ghiacci perenni, lancia il cristallo nel mezzo di una calotta, da cui emerge una struttura cristallina monumentale, la Fortezza della solitudine. Clark accede alle memorie custodite in essa, frutto del lavoro di suo padre Jor-El, la cui proiezione gli riferisce che egli è l'unico superstite di un pianeta esploso ormai da centinaia di anni. Sotto la guida paterna, Clark comprende chi è in realtà, e che cosa deve fare: aiutare l'umanità a evolversi senza però interferire nella sua storia.

Giunto a trent'anni, Clark inizia a lavorare come redattore presso il Daily Planet, la principale testata giornalistica della città di Metropolis, dove recita la parte del ragazzetto imbranato, timido e ridicolmente goffo. Al suo fianco lavorano la giornalista Lois Lane, il fotografo Jimmy Olsen e il redattore capo Perry White. Proprio in quei giorni, nei sotterranei di Metropolis, il criminale Lex Luthor sta tirando i fili per completare una folle e complessa macchinazione che gli frutterebbe miliardi di dollari: da tempo, infatti, sta comprando a prezzi stracciati molti terreni brulli e desertici in California, e tra breve il governo statunitense lancerà due missili atomici sperimentali. Il suo intento è riprogrammarli perché esplodano sulla Faglia di Sant'Andrea, facendo sprofondare la California in mare e provocando un enorme rialzo del prezzo dei terreni acquistati.

Clark fa la sua prima apparizione in costume, blu e rosso con un grande mantello, per salvare la vita a Lois, in pericolo su un elicottero, sventando poi due rapine e salvando l' Air Force One del Presidente degli Stati Uniti da un temporale devastante. Tornato alla Fortezza della Solitudine, Kal-El chiede al padre Jor-El consiglio sul da farsi. Il padre gli suggerisce di mantenere la sua identità terrestre e di continuare ad aiutare i bisognosi, ricordandogli di non interferire con la storia umana per alcun motivo.

Lois Lane intervista lo sconosciuto eroe, che le riferisce di arrivare dal pianeta Krypton e di essersi messo a disposizione per servire la giustizia. È proprio lei a coniare il nome con cui l'insolito paladino della giustizia diverrà famoso: Superman. Lex Luthor, frattanto, si rende conto che, per evitare impedimenti nella realizzazione del suo piano, deve eliminare il nuovo eroe. Indagando sulle origini del nemico, scopre che alcuni frammenti del pianeta esploso, composti di kryptonite, sono arrivati in massa sulla Terra, e che questo minerale avrebbe effetti letali su qualunque kryptoniano.

Parlando tramite ultrasuoni, Luthor invita Superman nel suo rifugio, facendogli credere con l'inganno che sta per uccidere il popolo di Metropolis con del gas letale. Quando i due finalmente si incontrano, il folle criminale lo espone alle radiazioni di un frammento di kryptonite, che in pochi istanti indebolisce Superman fino quasi a ucciderlo. Intanto, i due missili riprogrammati vengono lanciati su due traiettorie opposte: uno diretto in California e l'altro nel New Jersey. La bella collaboratrice di Lex Luthor, MIss Teschmacher, temendo per le sorti della propria madre che abita nella zona che verrà colpita dall'impatto dell'esplosione (Hackensack nel New Jersey appunto), libera Superman dal meteorite mortale. Riacquistata la propria forza il supereroe tenta di fermare i due missili, ma riesce a deviarne solo uno. L'altro, esploso nel punto voluto da Luthor, causa una catastrofe e la faglia di Sant'Andrea inizia a spostarsi. Superman fa l'impossibile in pochi minuti: salva uno scuolabus mentre il Golden Gate sta per crollare, si sostituisce alle rotaie ormai divelte per far passare indenne un treno, raggiunge il sottosuolo e rialza il poco terreno finito in mare e blocca la piena proveniente dalla diga ormai distrutta. Tuttavia una sciagura lo sorprende.

Lois Lane, infatti, è in California, nei pressi della Diga di Hoover, per riportare al Planet un colossale scoop giornalistico proprio sul grosso magnate che sta comprando ad un prezzo molto alto dei terreni praticamente senza valore. Mentre sta guidando su una strada in mezzo al deserto, la giornalista cade con la sua auto in una voragine causata dal terremoto. Superman ode la chiamata di aiuto della ragazza con il super udito, ma il terremoto è più veloce. Giunto sul posto, può solo rendersi conto della morte dell'amata. Fuori di sé, violando il comando del padre che gli impone di non interferire nella storia degli uomini, Superman torna indietro nel tempo di alcuni minuti (volando a velocità superluminale intorno alla Terra), così da salvare la donna. Alla fine, Superman consegna in carcere Lex Luthor, infuriato per la sconfitta e il denaro perduto.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Richard Donner decise di realizzare il film come se si trattasse di una storia vera. Per questo motivo realizzò dei cartelloni che riportavano la scritta "Verisimilitude" (lett. verosimiglianza).[2]

Il produttore Ilya Salkind fu il primo ad interessarsi all'adattamento cinematografico sull'Uomo d'acciaio.[3] Nel 1974, dopo aver negoziato a lungo con la DC Comics, Salkind acquistò i diritti del fumetto insieme a suo padre Alexander Salkind e a Pierre Spengler con l'intenzione di realizzare due film girati contemporaneamente.[4] Salkind contattò William Goldman e Leigh Brackett rispettivamente per scrivere la sceneggiatura e dirigere il film, ma entrambi rifiutarono. Allora fu assunto Alfred Bester come sceneggiatore. Bester cominciò a scrivere una prima bozza di sceneggiatura, ma fu licenziato poco dopo da Alexander Salkind che voleva uno sceneggiatore più famoso per la pellicola. Al posto di Bester, dunque, fu assunto Mario Puzo, famoso per aver scritto la sceneggiatura de Il Padrino.[5][6]

In lista per dirigere la pellicola c'erano Francis Ford Coppola, William Friedkin, Richard Lester, Peter Yates, John Guillermin, Ronald Neame e Sam Peckinpah. Anche George Lucas venne contattato dai produttori per dirigere la pellicola, ma il regista fu costretto a rinunciare poiché impegnato all'epoca con Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza.[3][7] Ilya voleva assumere Steven Spielberg come regista, ma anche quest'ultimo era già impegnato in altri progetti.[3] I produttori, alla fine, decisero di affidare la regia a Guy Hamilton e, contemporaneamente, Puzo completò la sceneggiatura di Superman e Superman II a luglio 1975.[4] Nella prima stesura compariva anche Jax-Ur, uno scagnozzo del Generale Zod, mentre Clark lavorava in televisione.[5][8] La sceneggiatura di Puzo, tuttavia, venne definita troppo lunga dai produttori, i quali assunsero Robert Benton e David Newman per riscriverla.[7] Benton fu, però, costretto ad abbandonare il progetto a causa di altri impegni legati al film The Late Show e al suo posto arrivò la moglie di Newman, la quale si offrì di aiutare il marito nella scrittura della sceneggiatura dei due film.[7]

La nuova sceneggiatura contava 400 pagine e fu presentata ai produttori a luglio del 1976.[4][9][10] Nella sceneggiatura era presente anche un cameo di Telly Savalas.[9] La pre-produzione del film cominciò a Roma, ma qui venne avviata un'azione legale contro Brando e Bernardo Bertolucci per Ultimo tango a Parigi, ritenuto osceno. Nonostante i 2 milioni di dollari spesi in Italia per costruire diversi set e per provare le sequenze di volo, la produzione fu costretta a spostarsi in Inghilterra.[3] Guy Hamilton era un esule fiscale e poteva trascorrere solo un mese all'anno in patria e per questo fu costretto ad abbandonare la regia del film.[10]

Mark Robson fu considerato per sostituire Hamilton, ma alla fine venne assunto Richard Donner.[11] Al regista furono offerti un milione di dollari per dirigere sia il primo film che il suo sequel.[11] Donner decise di ricominciare la produzione da zero e bocciò le precedenti sceneggiature, giudicandole irrealistiche.[11] Assunse, così, lo scrittore e consulente Tom Mankiewicz che rielaborò tutta la sceneggiatura. Secondo Mankiewicz, "nessuna parola dello script di Puzo venne utilizzata nel film".[10] Mankiewicz apportò diverse modifiche e aggiunse l'origine della "S" presente sul costume del protagonista che nel film viene giustificata come un geroglifico kryptoniano che simboleggia la famiglia del protagonista.[11] In realtà questo particolare venne in mente a Marlon Brando, che la suggerì al regista Richard Donner, allo scopo di rendere evidente agli occhi degli spettatori il legame tra Superman, i suoi genitori e il suo pianeta natale.[12]

Cast[modifica | modifica sorgente]

Gene Hackman in una foto recente. Christopher Reeve riferisce il seguente aneddoto nella sua autobiografia: il giovane e idealista Reeve chiese al maturo veterano Gene Hackman quale fosse la sua motivazione nell'interpretare il ruolo di Lex Luthor; Hackman rispose «Intendi oltre al milione di dollari?».[12]

La DC Comics aveva in mente alcuni attori per il ruolo di Superman: Muhammad Ali, Al Pacino, James Caan, Steve McQueen, Clint Eastwood e Dustin Hoffman.[8] Hoffman venne preso in considerazione anche per il ruolo di Lex Luthor, ma rifiutò il ruolo.[5][8]

All'inizio del 1975, Marlon Brando venne assunto per interpretare il padre biologico di Superman: Jor-El[3]. Per la sua partecipazione al film, Brando si accordò con i produttori ed ottenne un faraonico cachet per recitare in soli pochi minuti di film, consistente in circa 19 milioni di dollari (di cui 3,7 milioni di dollari per la sua interpretazione e circa l'11,75% dei profitti del botteghino). Attraverso questo enorme profitto, Brando aveva in programma di realizzare una serie sui nativi americani.[13] Poco tempo dopo, i produttori assunsero Gene Hackman, vincitore pochi anni prima del Premio Oscar per la sua interpretazione in Il braccio violento della legge, per il ruolo della nemesi del protagonista: Lex Luthor. I produttori dovettero girare immediatamente le scene con Brando e Hackman, in quanto entrambi sarebbero stati impegnati in altri progetti poco tempo dopo.[3][4]

Prima della scelta di Richard Donner come regista, i produttori volevano un attore noto per interpretare Superman. Robert Redford e Burt Reynolds furono avvicinati per la parte, mentre Sylvester Stallone si offrì spontaneamente di interpreatare il personaggio, non ottenendo, però, alcuna risposta dalla produzione. Paul Newman venne considerato per interpretare Superman, Lex Luthor o Jor-El, ma rifiutò tutte e tre le parti nonostante la produzione gli avesse offerto una cifra di quattro milioni di dollari.[7] Con l'arrivo di Donner, quest'ultimo volle un attore sconosciuto per il ruolo di Superman, e provinò circa 200 attori prima di scegliare definitivamente Christopher Reeve.[14] L'attore venne, inizialmente, scartato dal regista poiché troppo giovane e magro.[15][16] Dopo gli allenamenti, Reeve aumentò da 170 libbre iniziali a 212.[17]

« Non interpretava Superman, era Superman »
(Richard Donner parlando di Christopher Reeve[2])

Jeff East interpretò il protagonista da adolescente. La voce di East, nella versione originale, è doppiata dallo stesso Christopher Reeve. East, all'epoca della produzione del film, non era a conoscenza che sarebbe stato doppiato e, quando lo scoprì, rimase molto deluso dal comportamento dei produttori.[18] Nel corso della scena in cui Clark insegue il treno di corsa, East si strappò diversi muscoli della coscia.[18] Inoltre, l'attore venne sottoposto a 3-4 ore di trucco ogni giorno affinché potesse assomigliare a Reeve.[18]

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese iniziarono il 24 marzo 1977 presso i Pinewood Studios dove la produzione girò le scene ambientate su Krypton. Dal momento che Superman venne girato in contemporanea con Superman II, le riprese durarono 19 mesi, per concludersi ad ottobre 1978. Originariamente le riprese dovevano svolgersi in un arco di tempo compreso tra i sette e gli otto mesi, ma a causa dei problemi di budget la produzione si bloccò per un certo periodo. La squadra produttiva del film era composta da volti nomi del panorama cinematografico, come lo scenografo John Barry e i direttori artistici Stuart Craig e Norman Reynolds. Derek Meddings e Les Bowie vennero accreditati come supervisori degli effetti visivi. Stuart Freeborn si occupò del make-up, mentre il già citato Barry, David Tomblin, John Glen, David Lane e Robert Lynn vennero assunti come registi di seconda unità. Vic Armstrong fu il coordinatore degli stunt e la controfigura Reeve, mentre sua moglie si occupò di sostituire in alcune scene l'attrice Margot Kidder. Per la fotografia venne assunto Geoffrey Unsworth (2001: Odissea nello spazio e premio Oscar nel 1972 per Cabaret). A quest'ultimo, morto nell'ottobre del 1978 a causa di un attacco di cuore, venne dedicato il film. Nei Shepperton Studios e allo stadio 007 di Pinewood venne costruita la fortezza della solitudine.[19][20] Dopo aver mostrato l'anteprima delle scene su Krypton, la Warner Bros. decise di distribuire il film non solo in Nord America, ma anche nel resto del mondo e acquistò per 20 milioni di dollari i diritti televisivi del film.[6][19]

La città di New York e la redazione del News furono perfetti per rappresentare rispettivamente Metropolis e il Daily Planet. Fu utilizzato anche il Brooklyn Heights per rappresentare il Planet in alcune sequenze.[21] Le riprese a New York durarono cinque settimane, dopodiché la produzione si spostò in Alberta, Canada, per girare le scene a Smallville, luogo d'infanzia del protagonista.[22] Breve sequenze, invece, si svolsero a Gallup, Nuovo Messico, sul lago Mead e alla Grand Central Terminal.[23] Il ritardo della produzione e l'incremento notevole del budget, portò i Salkind ad avere frequenti litigi con Donner. Richard Lester, che aveva lavorato con i Salkinds al film I tre moschettieri e Milady - I quattro moschettieri, girati anch'essi in contemporanea, venne assunto come co-produttore della pellicola e per placare i contrasti tra Donner e le Salkinds,[3] che ormai rifiutavano persino di parlarsi.[19]

Lester, quindi, coadiuvò Donner a mantenere il più possibile la distensione con i produttori, ma anche questo non sembrò migliorare le sorti del film. Infatti, dopo quattro anni di lavorazione, la produzione del film stava esaurendo il budget e così si decise di interrompere la produzione del secondo film e di portare a termine il primo per verificarne il successo. Donner aveva già completato l'80% del sequel in quel periodo, ma fu licenziato poco dopo dai produttori e sostituito con Lester.[24]

Effetti speciali e musica[modifica | modifica sorgente]

Superman è ben noto per i suoi effetti speciali. Per rappresentare alcuni luoghi del film, come la diga di Hoover e l'edificio su Krypton dove Jor-El condanna il Generale Zod e i suoi complici, la troupe utilizzò vari modellini lunghi e larghi rispettivamente 70 e 20 metri. Contrariamente a questi edifici, invece, la fortezza della solitudine fu davvero costruita dalla troupe. Per le scene di volo, il supervisore degli effetti visivi, Roy Field adoperò qualsiasi espediente artigianale: imbracature di cavi per le scene in cui Superman atterra e decolla e moltissime riprese in blue screen. Inizialmente il costume di Superman doveva essere più scuro, ma l'uso della schermata blu degli effetti speciali lo mutò completamente rendendolo più chiaro e trasparente.[25]

Jerry Goldsmith era stato originariamente assunto per comporre la colonna sonora di Superman. Alcune delle sue composizioni, tratte dal film Capricorn One, furono utilizzate nel primo teaser trailer di Superman. In seguito, a causa di alcuni conflitti con i produttori, Goldsmith fu sostituito da John Williams.[26] L'idea di Williams fu quella di inserire tre note che sembravano scandire la parola “Su-per-man” ad ogni apice del tema. La prima volta che lo ascoltò, Donner ne restò talmente stupefatto che, addirittura, scattò in piedi per applaudire, rovinando la registrazione.[2][7] Inizialmente la canzone "Can You Read My Mind" (scritta da Leslie Bricusse) sarebbe stata cantata da Margot Kidder, ma a Donner non piacque l'idea e decise che a cantarla fossero delle voci fuori campo.[23]

Il tema principale ha vinto il Grammy Award Best Instrumental Composition 1980.

Tematiche[modifica | modifica sorgente]

Superman è diviso in tre atti, ciascuno con un tema e stile visivo diverso. Il primo, ambientato sul pianeta Krypton, presentava toni fantastici, ma presentava anche per la prima volta il rapporto tra Jor-El e Kal-El. La seconda parte, a Smallville, presenta un'atmosfera simile a quella di un quadro di Norman Rockwell. La terza, invece, è un tentativo voluto dal regista di rappresentare la storia dei supereroi come se si trattasse di una storia vera (quello che Donner chiamava Verisimilitude, ovvero verosimiglianza).[23]

Nonostante sia un film di fantascienza, Superman ha delle analogie con la storia di Gesù Cristo. Donner, Tom Mankiewicz e Ilya Salkind hanno commentato l'uso di riferimenti cristiani per discutere i temi di Superman.[7][23] Mankiewicz ha favorito deliberatamente analogie tra Jor-El (Dio) e Kal-El (Gesù)[10]. La trama del film ha infatti molte analogie con il racconto biblico. Ad esempio Jor-El scaccia il Generale Zod dal pianeta Kripton, come Dio scaccia Lucifero sulla Terra dal paradiso, e Martha Kent sembrerebbe una possibile versione moderna della Vergine Maria.[23] Come Cristo che passa quaranta giorni nel deserto in meditazione, Superman parte per un viaggio allo scopo di scoprire chi è in verità.[23]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Première[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« You'll believe a man can fly »
(IT)
« Crederete che un uomo può volare »
(Lo slogan pubblicitario del film)

Superman era originariamente previsto a giugno 1978, ma fu posticipato di alcuni mesi. La Warner Bros. spese almeno 7 milioni di dollari per promuovere il film in tutto il mondo.[6] Il film debuttò presso il Kennedy Center a Washington DC il 10 dicembre 1978. Tre giorni dopo , il 13 dicembre, venne distribuito anche in Europa dove la première si svolse a Londra al cinema Empire. Alla prima furono presenti anche la Regina Elisabetta II e Andrea, duca di York.

Date di uscita[modifica | modifica sorgente]

Le date di uscita internazionali nel corso del 1978-79 furono:[27]

  • USA: 10 dicembre 1978 (Washington, D.C.) (première)
  • USA: 11 dicembre 1978 (New York City, New York)
  • UK: 13 dicembre 1978 (Royal European Charity Premiere)
  • USA: 13 dicembre 1978 (Boston, Massachusetts)
  • UK: 14 dicembre 1978
  • USA: 14 dicembre 1978 (Los Angeles, California)
  • USA: 15 dicembre 1978
  • Australia: 21 dicembre 1978
  • Nuova Zelanda: 22 dicembre 1978
  • Sudafrica: 22 dicembre 1978
  • Thailandia: 23 dicembre 1978
  • Egitto: 25 dicembre 1978
  • Danimarca: 26 dicembre 1978
  • India: 29 dicembre 1978
  • Belgica: 10 gennaio 1979
  • Germania Ovest: 25 gennaio 1979
  • Austria: 26 gennaio 1979
  • Svizzera: 26 gennaio 1979
  • Norvegia: 30 gennaio 1979
  • Francia: 31 gennaio 1979
  • Finlandia: 2 febbraio 1979
  • Italia: 9 febbraio 1979
  • Paesi Bassi: 15 febbraio 1979
  • Svezia: 19 febbraio 1979
  • Spagna: 7 marzo 1979
  • Portogallo: 30 marzo 1979
  • Corea del Sud: 31 marzo 1979
  • Brasile: 2 aprile 1979
  • Islanda: 18 aprile 1979
  • Singapore: 26 aprile 1979
  • Malasia: 2 maggio 1979
  • Hong Kong: 3 maggio 1979
  • Argentina: 24 maggio 1979
  • Colombia: 13 giugno 1979
  • Giappone: 30 giugno 1979
  • Messico: 12 luglio 1979
  • Fillipine: 18 luglio 1979
  • Turchia: 5 novembre 1979

Botteghino[modifica | modifica sorgente]

Il film ottenne un grandissimo successo riuscendo ad incassare in totale 134 milioni di dollari solo in Nord America e 166 milioni di dollari nel resto del mondo, arrivando ad un totale di 300 milioni di dollari.[28] Divenne, all'epoca, il maggiore successo della Warner Bros. e si posizionò al sesto posto nella classifica dei maggiori incassi.[19]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Edizioni in DVD[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato presentato in DVD nel 2001 con quasi 10 minuti di scene aggiunte. L'edizione italiana è stata ridoppiata con voci diverse e diretta da Ludovica Modugno. Nel 2011 è uscito il cofanetto intitolato Superman Motion Pictures Anthology comprendente i film di Superman fino a Superman Returns ed è stato ripristinato il primo doppiaggio di Superman.

Differenze tra film e fumetto[modifica | modifica sorgente]

A differenza del fumetto, Clark Kent inizia la sua carriera come supereroe da adulto, mentre nel fumetto inizia la carriera di paladino della giustizia da adolescente.[29] Questa incarnazione del personaggio viene chiamata nei fumetti "Superboy".

Molti elementi del film sono poi stati riadattati anche nei fumetti:

    • Ursa e Non sono dei personaggi realizzati appositamente per il film e non erano mai apparsi in nessuna storia.[30] In seguito al successo del primo e del secondo film, però, i due personaggi sono stati aggiunti anche nei fumetti.
    • Nonostante sia morto, Jor-El appare nella fortezza della solitudine come una specie di ologramma. Questo elemento è stato poi aggiunto nei fumetti.[31]
    • Nel film è Lois a dare il nomignolo di "Superman" all'eroe, elemento narrativo aggiunto poi anche nei fumetti.[32]

Seguiti[modifica | modifica sorgente]

Superman ebbe tre seguiti.

  • Superman II (1980) venne diretto da Richard Lester e girato contemporaneamente al primo film. Richard Donner aveva diretto l'80% del film, ma fu licenziato nel corso della produzione e sostituito con Lester.[7] Il film ottenne un grandissimo successo pari al suo predecessore, cosa che spinse i produttori a preparare un nuovo episodio.
  • Superman III (1983) venne diretto nuovamente da Richard Lester. La maggior parte degli attori presenti nei primi due film non tornò in questo nuovo capitolo come Gene Hackman, mentre Margot Kidder apparì solo in un breve cameo.[19] Il film non ottenne il successo sperato e questo portò i produttori a vendere i diritti del personaggio alla Cannon Films.[33]
  • Superman IV (1987) venne diretto da Sidney J. Furie ed è considerato il peggior film del franchise, anche a causa dei numerosi errori tecnici, effetti speciali mediocri e del pochissimo budget che la produzione aveva a disposizione. Lo scarso successo del film bloccò tutti i tentativi di realizzare Superman V che avrebbe previsto il ritorno di Christopher Reeve nelle vesti del supereroe.[34]

Nel corso degli anni ci furono altri tentativi di realizzare un quinto film sull'Uomo d'Acciaio che si concretizzarono con l'uscita di Superman Returns (2006) di Bryan Singer che costituisce un ideale seguito di Superman II, dalle cui vicende la trama trae spunto. Sempre in quel periodo uscì anche Superman II - The Richard Donner Cut che costituisce la versione originale del film, con un diverso montaggio voluto dal regista Richard Donner, dal consulente creativo Tom Mankiewicz e da Michael Thau, e uscita direttamente in DVD accompagnando la versione ufficiale.

Nel 2013 è uscito un reboot della saga di Superman intitolato L'uomo d'acciaio, diretto da Zack Snyder e prodotto da Christopher Nolan.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Simone Vacatello, Il cinema dei Comics. Perché i supereroi hanno conquistato Hollywood. Parte I in cultframe.com, marzo 2012. URL consultato il 3 luglio 2012.
  2. ^ a b c Stefano Dell'Unto, Cinecomics n. 1 – Superman in animemovieforever.net, 19 gennaio 2012. URL consultato il 3 luglio 2012.
  3. ^ a b c d e f g (EN) Barry Freiman, One-on-One Interview with Producer Ilya Salkind, Superman Homepage, febbraio 2006. URL consultato il 3 luglio 2012.
  4. ^ a b c d Richard Donner, Tom Mankiewicz, Christopher Reeve, Margot Kidder, Lynn Stalmaster, Marc McClure, Taking Flight: The Development of Superman, 2001, Warner Home Video
  5. ^ a b c Julius Schwartz; Brian M. Thomsen (2000). "B.O.". Man of Two Worlds: My Life In Science Fiction and Comics. New York City: HarperCollins. pp. 135–142. ISBN 0-380-81051-4.
  6. ^ a b c (EN) Ivor Davis, Marketing The Man of Steel, Maclean's, dicembre 1978, pp. 22–26.
  7. ^ a b c d e f g Ilya Salkind, Pierre Spengler, DVD commento audio, 2006, Warner Home Video
  8. ^ a b c Richard Donner, Tom Mankiewicz, Ilya Salkind, Pierre Spengler, David Prowse, You Will Believe: The Cinematic Saga of Superman, 2006, Warner Home Video
  9. ^ a b (EN) Jack Kroll, Superman to the Rescue, Newsweek, 1º gennaio 1979, pp. 34–41.
  10. ^ a b c d (EN) Daniel Dickholtz, Steel Dreams: Interview with Tom Mankiewicz, Starlog, 16 dicembre 1998, pp. 67–71.
  11. ^ a b c d David Hughes (2003). "Superman: The Movie". Comic Book Movies. Virgin Books. pp. 5–23. ISBN 0-7535-0767-6.
  12. ^ a b Superman, L'occhio critico, ottobre 2010. URL consultato il 10 febbraio 2010.
  13. ^ Peter Manso (Novembre 1995). "The Way It's Never Been Done Before". Brando the Biography. Hyperion. ISBN 0-7868-8128-3.
  14. ^ (EN) Peter Coutros, Young Actor to Play in Super Role, New York Daily News, 24 febbraio 1977.
  15. ^ Lynn Stalmaster, Superman: Screen Tests, 2001, Warner Home Video
  16. ^ The Making of Superman: The Movie (speciale televisivo), 1980, Film Export, A.G.
  17. ^ David Prowse (giugno 2005). "Capitolo 25". Straight from the Force's Mouth. Filament Publishing. ISBN 978-0-9546531-6-3.
  18. ^ a b c (EN) Steve Younis, Exclusive Jeff East Interview, Superman Homepage, 17 novembre 2004. URL consultato il 3 luglio 2012.
  19. ^ a b c d e Making Superman: Filming The Legend, 2001, Warner Home Video
  20. ^ Look, Up in the Sky: The Amazing Story of Superman, 2006, Warner Home Video
  21. ^ (EN) Peter Coutros, Clark Kent Uses Our Lobby for a Phone Booth, Daily News, giugno 1977.
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