Stazione di San Severo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
San Severo
stazione ferroviaria
Stazione di San Severo.jpg
La stazione nel 2013
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàSan Severo
Coordinate41°41′04.56″N 15°23′31.92″E / 41.6846°N 15.3922°E41.6846; 15.3922Coordinate: 41°41′04.56″N 15°23′31.92″E / 41.6846°N 15.3922°E41.6846; 15.3922
LineeAdriatica
San Severo-Peschici
Caratteristiche
Tipostazione in superficie, passante, di diramazione
Stato attualein uso
Attivazione1864
Binari6
Interscambiautolinee urbane e interurbane

La stazione di San Severo è una stazione di media grandezza della linea adriatica. Serve la città di San Severo, l'area del Tavoliere settentrionale e i centri del settore nord del Gargano.

Si trova in Piazza della Costituzione (già Piazzale Dalmazia), in zona di media periferia ed è collegata al centro cittadino mediante il viale Matteotti. Il piazzale della stazione è capolinea di autobus per il trasporto pubblico urbano ed extraurbano.


È stazione di origine della linea per Peschici delle Ferrovie del Gargano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione fu aperta il 25 aprile 1864 con l'inaugurazione del tronco Ortona-Foggia della ferrovia Adriatica[1].

Il 19 giugno 1927 lo scalo merci fu raccordato con la tranvia San Severo-Torremaggiore, il cui capolinea era attivo dal 1925 sul piazzale antistante la stazione. L'impianto funzionò fino al 31 marzo 1962.

La stazione è stata teatro di incidenti ferroviari; il 7 ottobre del 1890[2], con un morto e 17 feriti e il 3 aprile del 1989 con 8 vittime e 20 feriti[3].

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione, di transito, ha sei binari passanti con quattro marciapiedi (1, 2-3, 4-5, 6), ciascuno dei quali è parzialmente coperto da una elegante pensilina d'epoca in ferro verniciato (quella del secondo marciapiede è più lunga delle altre); il terzo marciapiede è rialzato. C'è un solo sottopassaggio. Quattro binari (1-4) sono impiegati da Trenitalia e due (5-6) dalle Ferrovie del Gargano, delle quali la stazione è capolinea. Adiacente al fascio binari viaggiatori c'è il parco rotabili e l'officina della ferrovia garganica, mentre un'ampia zona destinata al carico e scarico delle merci, completa di edifici di servizio (tra cui un magazzino merci), affianca piazza della Costituzione.

Il semplice fabbricato per i viaggiatori, edificato nell'Ottocento, è stato più volte ampliato e profondamente rimodernato, soprattutto dopo il grave incidente avvenuto il 3 aprile 1989, quando alle 16.12 il treno locale Bari Centrale-San Severo, entrando in stazione ad alta velocità, deragliò travolgendo l'edificio e causando la morte di otto persone e il ferimento di oltre venti (la sciagura è ricordata da una lapide coi nomi delle vittime e da un piccolo monumento in pietra, collocato a lato della palazzina). Il fabbricato offre i servizi di biglietteria (normale e automatica), una sala d'attesa, i servizi igienici, un bar e un'edicola.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

La stazione è servita da regionali svolti da Trenitalia e Ferrovie del Gargano nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Puglia e da treni a lunga percorrenza, operati anch'essi da Trenitalia.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

La stazione dispone di:

  • Biglietteria Biglietteria
  • Bar Bar
  • Edicola Edicola
  • WC Servizi igienici

Interscambi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fermata autolinee Fermata autobus

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, in Trenidicarta.it, Alessandro Tuzza, 1927. URL consultato l'8 luglio 2009.
  2. ^ Un altro disastro ferroviario. Un morto e diciassette feriti, in Gazzetta Piemontese, nº 239, 8-9 ottobre 1890, p. 1.
  3. ^ Antonio Blasotta, Oggi, 3 aprile 1989, un treno proveniente da Bari a tutta velocità deraglia nella stazione di San Severo uccidendo 8 persone, in Il Mattino di Foggia e provincia, 3 aprile 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]