Sofia di Meclemburgo-Güstrow

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Sofia di Meclemburgo-Güstrow
Sophiemecklenburgdenmark.jpg
La regina Sofia in un ritratto di Hans Knieper
1572 circa, Castello di Rosenborg
Regina consorte di Danimarca e Norvegia
Stemma
In carica 20 luglio 1572 –
4 aprile 1588
Predecessore Dorotea di Sassonia-Lauenburg
Successore Anna Caterina del Brandeburgo
Altri titoli Duchessa consorte di Schleswig-Holstein
Nascita Wismar, 4 settembre 1557
Morte Nyköping, 14 ottobre 1631
Luogo di sepoltura Cattedrale di Roskilde
Padre Ulrico III, duca di Meclemburgo-Güstrow
Madre Elisabetta di Danimarca
Consorte Federico II di Danimarca
Figli Elisabetta
Anna
Cristiano
Ulrico Giovanni
Giovanni Augusto
Augusta
Edvige
Giovanni
Religione Luteranesimo

Sofia di Meclemburgo-Güstrow (Wismar, 4 settembre 1557Nyköping, 14 ottobre 1631) fu regina di Danimarca e di Norvegia e reggente dello Schleswig-Holstein dal 1590 al 1594[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sofia era figlia di Ulrico III di Meclemburgo-Güstrow, e di sua moglie, Elisabetta di Danimarca, figlia di Federico I di Danimarca. Attraverso suo padre, nipote di Elisabetta di Danimarca, discendeva da Giovanni di Danimarca. Come suo padre, aveva un grande amore per la conoscenza. In seguito, sarebbe stata conosciuta come una delle regine più dotte dell'epoca.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 luglio 1572 sposò a Copenaghen il re di Danimarca Federico II. Erano primi cugini, tramite il nonno, Federico I. Si incontrarono al castello di Nykøbing, quando era stato organizzato per il re un incontro con Margherita di Pomerania. Margherita venne accompagnata in Danimarca dai genitori di Sofia, che avevano deciso di portare anche lei[2]. Sofia attirò l'attenzione del re, che la sposò sei mesi dopo[3]. Federico II era innamorato della nobildonna Anne Corfitzdatter Hardenberg da molti anni, ma non poteva sposarla perché non era di sangue reale e il Consiglio privato danese non approvò come Anne stessa[2].

Sofia e Federico ebbero sette figli:

Nonostante la differenza di età, è stato un matrimonio felice. Sofia era una madre amorevole, che si occupava personalmente i suoi figli anche durante le loro malattie. Quando Federico si ammalò di malaria nel 1575, lei rimase al suo capezzale e scrisse molte lettere a suo padre sui suoi progressi[2][4]. Era nota la passione di Federico II per il bere e la caccia[2], ma era un amorevole sposo per Sofia, scrivendo di lei con grande affetto nel suo diario personale e non ci sono prove di relazioni extraconiugali da parte di entrambi[1]. Mostrò un vivo interesse per la scienza e interagì con l'astronomo Tycho Brahe[1]. Si interessò anche alle antiche canzoni del folklore[1].

Si è rivelata una diligente sensale. Sua figlia Anna sposò Giacomo VI di Scozia e divenne regina consorte nel 1589. Organizzò il matrimonio contro la volontà del consiglio. Quando Giacomo VI venne in Danimarca, gli fece un regalo di 10.000 daler[5].

Reggenza[modifica | modifica wikitesto]

Sofia non ebbe un'influenza politica durante la vita del marito[1]. Quando suo figlio minorenne Cristiano IV divenne re nel 1588, non le fu assegnato alcun posto nel consiglio di reggenza nella stessa Danimarca. Dal 1590, tuttavia, agì come reggente per i ducati di Schleswig-Holstein per suo figlio[1].

Organizzò un grande funerale per il coniuge, dispose le doti per le figlie e la propria indennità, il tutto autonomamente e contro la volontà del consiglio[1]. Si impegnò in una lotta per il potere con i reggenti di Danimarca e con il Consiglio di Stato, che aveva dichiarato maggiorenne Cristiano nel 1593[1]. Voleva che i ducati fossero divisi tra i suoi figli minori, cosa che causò un conflitto. Sofia rinunciò alla sua posizione solo l'anno successivo. In quanto tale, entrò in conflitto con il governo, che la esiliò nel palazzo di Nyköbing[1]. Trascorse il suo tempo lì nello studio della chimica, dell'astronomia e delle altre scienze.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

La regina vedova gestiva le sue proprietà a Lolland-Falster così bene che suo figlio poteva prendere in prestito denaro da lei in diverse occasioni per le sue guerre[1]. Si è anche impegnata nel commercio su larga scala e nel prestito di denaro[1]. Visitò spesso il Meclemburgo e partecipò al matrimonio di sua figlia a Dresda nel 1602. Nel 1603 fu coinvolta in una disputa sull'eredità con suo zio, che rimase irrisolta alla sua morte nel 1610.

Sofia morì a Nykøbing Falster il 14 ottobre 1631 come la donna più ricca del Nord Europa.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Magnus II di Meclemburgo-Schwerin Enrico IV di Meclemburgo-Schwerin  
 
Dorotea di Brandeburgo  
Alberto VII di Meclemburgo-Güstrow  
Sofia di Pomerania-Wolgast Eric II di Pomerania-Wolgast  
 
Sofia di Pomerania-Stolp  
Ulrico III di Meclemburgo-Güstrow  
Gioacchino I di Brandeburgo Giovanni I di Brandeburgo  
 
Margherita di Sassonia  
Anna di Brandeburgo  
Elisabetta di Danimarca Giovanni di Danimarca  
 
Cristina di Sassonia  
Sofia di Meclemburgo-Güstrow  
Cristiano I di Danimarca Dietrich di Oldenburg  
 
Edvige di Schauenburg  
Federico I di Danimarca  
Dorotea di Brandeburgo-Kulmbach Giovanni l'Alchimista  
 
Barbara di Sassonia-Wittenberg  
Elisabetta di Danimarca  
Boghislao X di Pomerania Eric II di Pomerania-Wolgast  
 
Sofia di Pomerania-Stolp  
Sofia di Pomerania  
Anna Jagellona Casimiro IV di Polonia  
 
Elisabetta d'Asburgo  
 

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Dansk Kvindebiografisk Leksikon
  2. ^ a b c d Poul Grinder-Hansen, Frederik II - Danmarks Renæssancekonge, Gyldendal, 2013, pp. See Chapter 12, Kærlighed, chapter 24, Private notater, ISBN 978-87-02-13569-5.
  3. ^ Bi Skaarup, Soffye, in Skalk - NYT Fra Fortiden, vol. 5, 1994. Ospitato su Skalk.dk.
  4. ^ J.A. Frederica, Nogle Breve fra Frederik IIs Dronning Sofie til hendes Fader, hertug Ulrich af Meklenborg, in Personalhistorisk Tidsskrift, Tredie Række, 1892, pp. 1–8.
  5. ^ Miles Kerr-Peterson & Michael Pearce, 'James VI's English Subsidy and Danish Dowry Accounts, 1588-1596', Scottish History Society Miscellany XVI (Woodbridge, 2020), p. 35.

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Controllo di autoritàVIAF (EN261055644 · ISNI (EN0000 0003 8147 1500 · CERL cnp01034696 · LCCN (ENn97113621 · GND (DE124970826 · WorldCat Identities (ENlccn-n97113621