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Saggio alla fiamma

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In chimica, il saggio alla fiamma è una semplice tecnica di analisi qualitativa o quantitativa per verificare la presenza o la quantità di ioni di metalli alcalini, alcalino-terrosi e alcuni metalli di transizione.

Si basa sull'emissione di luce a determinate frequenze da parte degli atomi di un campione, eccitati per via termica. Sullo stesso principio si basano i fuochi d'artificio.

Una piccola quantità di campione – o di una sua soluzione in acido cloridrico o acido nitrico viene posta su un filo di platino o di nichel-cromo, solitamente tenuto tramite una bacchetta di vetro, e immersa nella fiamma ossidante di un bruciatore a gas, ad esempio il becco di Bunsen. L'utilizzo dell'acido cloridrico per diluire la sostanza da analizzare oppure semplicemente per ripulire il filo dopo ogni analisi permette la reazione di doppio scambio con il campione, portando alla formazione di cloruri che si osservano meglio durante lo svolgimento della colorazione alla fiamma.
Si parte dalla base della fiamma, caratterizzata da una temperatura minore (circa 300 °C) e che permette di osservare i cationi, che necessitano di energia minore per essere osservati, fino ad arrivare alla zona di fusione (caratterizzata da temperatura di circa 1400 °C) dove si osservano i cationi restanti, del II gruppo e dei metalli di transizione, che necessitano di energia maggiore.

Gli atomi del metallo presenti nel campione, che grazie all'energia termica sono passati a uno stato eccitato, conferiscono alla fiamma un colore tipico, dal quale se ne deduce la presenza. Il colore è dato dallo spettro di emissione dello ione.

Il fenomeno è dovuto infatti ad eccitazioni elettroniche e alle relative riemissioni radiative da e per orbitali atomici, che essendo ad energia quantizzata, corrispondono a salti di energia discreti ben precisi e dipendenti dall'elemento considerato, secondo la nota equazione di Planck: E = hf, in cui h è la costante di Planck ed f è la frequenza corrispondente al salto elettronico di energia E. Ogni elemento emetterà più radiazioni elettromagnetiche che sommate tra loro daranno alla fiamma la colorazione tipica percepita dall'occhio umano.

ElementoSimboloColoreImmagineImmagine attraverso un vetro al cobaltoNote
ArgentoAg+bianco giallastro
AntimonioSb3−bianco
ArsenicoAs3−indacoassociato ad un caratteristico odore di aglio
BarioBa2+verde pallidomolto persistente; carbonati e solfati colorano la fiamma e diventano alcalini dopo il test, silicati e fosfati no
BoroB3+verde brillantei composti raramente mostrano una reazione alcalina dopo il test; il colore è dovuto alla contemporanea presenza di blu e arancione nello spettro
CalcioCa2+da arancione a rossoa sprazzi; alcune sostanze a base di calcio colorano la fiamma anche senza reagire con HCl
CesioCs+viola chiarospesso mascherato dal più invadente giallo del sodio
EuropioEu3+rosso
Ferro (III)Fe3+dorato
FosforoP3−turchesenon è molto indicativo, ma può aiutare a identificare i fosfati
GallioGa3+blu
IndioIn2+blu
λ=410 nm
le linee blu sullo spettro sono molto nitide
LitioLi+rosso carminio
λ=670 nm
intenso e persistente; i minerali che lo contengono non diventano alcalini dopo il test
MagnesioMg2+bianco brillante
Manganese (II)Mn2+verde oliva
MolibdenoMo+verde olivaspecialmente nel caso di ossidi e solfuri
Piombo (II)Pb2+bianco-azzurropoco persistente
PotassioK+lilla
λ=760 nm
poco persistente; spesso mascherato dal più invadente giallo del sodio
RadioRa2+carminio
Rame (I)Cu+blu chiaroi bordi esterni della fiamma sono colorati di verde smeraldo
Rame (II), alogenuriCu2+blu-verde (foglia di tè)
Rame (II), non alogenuriCu2+verde acquaintenso ma non persistente, con scintille
RubidioRb+viola chiaro
λ=780 nm
spesso mascherato dal più invadente giallo del sodio
SelenioSe2−azzurroè associato al caratteristico odore di verdure marce
SodioNa+giallo-arancione
λ=589 nm
intenso e persistente, può mascherare la presenza di altri colori: è consigliabile usare degli schermi a base di vetri al cobalto per osservare la presenza di altri colori e pulire molto bene il filo metallico dopo il test
StagnoSnblu/viola
StronzioSr2+rosso scarlatto
λ=460 nm
persistente; carbonati e solfati colorano la fiamma e diventano alcalini dopo il test, silicati e fosfati no
TellurioTe2−verde chiaro
Tallio (III)Tl3+verde scuroraramente osservato
ZincoZn2+blu-verde (foglia di tè)appare come una striscia nitida tra le fiamme
ossido di zincoZnOverde
i colori collegati alla tabella hanno solo un valore indicativo

Qualora nel campione siano presenti sia sodio che potassio, il colore lilla di quest'ultimo risulta coperto dal giallo del primo. In questo caso, per verificare la presenza del potassio si osserva la fiamma attraverso un vetro blu al cobalto. Il giallo del sodio viene oscurato, se è presente potassio la fiamma appare color violetto.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • Saggi alla fiamma, su itchiavari.org.
  • LABORATORIO DI PATOLOGIA VEGETALE[collegamento interrotto] (PDF), su farmacia.cdc.unict.it.
  Portale Chimica: il portale della scienza della composizione, delle proprietà e delle trasformazioni della materia