Rudbeckia
Rudbeckia L. 1753[1] è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Heliantheae, sottotribù Rudbeckiinae.[2][3]
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]L'etimologia del nome del genere (Rudbeckia) deriva dal cognome di due botanici svedesi (padre e figlio) Olaus Johannis Rudbeck (1630-1702) e Olaus Olai Rudbeck (1660-1740).[4]
Il nome scientifico attualmente accettato (Rudbeckia) è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum (Sp. Pl. 2: 906) del 1753.[5]
Descrizione
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Rudbeckia fulgida

Rudbeckia laciniata
Rudbeckia triloba
Rudbeckia hirta
Portamento. Le piante di questo genere non hanno una forma biologica prevalente: possono essere sia emicriptofite che geofite, alcune specie sono anche annuali. L'habitus può essere sia glabro che coperto di peli irti. In alcune specie si possono avere da 1 a 15 fusti fioriti per pianta.[6][7][8][9][10]
Radici. Le radici in genere sono secondarie da rizoma.
Fusto.
- Parte ipogea: la parte sotterranea è di tipo rizomatoso (a volte ingrossato e simile ad un bulbo).
- Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta, scaposa e ascendente non molto fogliosa e poco ramificata. La superficie può essere glabra o pelosa (peli irti). Altezza media: 0,5-3 metri.
Foglie. Le foglie possono essere sia intere che composte, a disposizione alterna o opposta. Quelle composte sono divise in 3 o più segmenti. La forma (sia delle foglie che dei segmenti) è da ampiamente ovata a lanceolata (ma anche oblanceolata o spatolata) con apice appuntito. I margini sono in genere dentati. Quelle basali sono picciolate, mentre quelle cauline possono essere sub- sessili. Anche la superficie fogliare può essere glabra o pelosa (peli irti); in alcune specie la colorazione è glauca.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da medio-grandi capolini alla sommità di lunghi peduncoli terminali; sono raggruppati in forme panicolate. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino di tipo radiato (raramente discoide) con fiori eterogami. I capolini sono formati da un involucro con forme da piatte a riflesse (ripiegato all'indietro), raramente è emisferico o comunque è emisferico solo all'inizio dell'antesi; è composto da 5-20 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio ligulati e fiori del disco tubulosi. Le brattee hanno una forma triangolare o lanceolata; sono inoltre disposte in modo più o meno embricato su 3-4 serie. Il ricettacolo ha una forma da conica a colonnare ed è provvisto di pagliette più o meno persistenti, queste ultime talvolta svolgono una funzione di protezione degli acheni. Diametro dell'involucro: 15–30 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
- fiori del raggio (esterni): assenti oppure da 5 a 25; sono femminili, sterili o neutri e sono disposti su una serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
- fiori del disco (centrali): sono più numerosi (50-800) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[11]
- fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; le ligule molto più lunghe dell'involucro sono disposte in modo patente con forma ellittica o oblanceolata e a disposizione raggiante (a volte dirette verso il terreno); l'apice è bi o tri-dentato; il colore è giallo o arancione; a volte sono bicolore;
- fiori del disco: la gola del tubo varia da urceolata a campanulata, talvolta è tubulosa e si apre gradualmente o improvvisamente all'infuori in 5 lobi terminali; i lobi sono brevi e a forma triangolare e sono papillosi sulla superficie interna; il colore è bruno-purpureo scuro (o anche verde giallastro).
- Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; i filamenti sono glabri, raramente papillosi. Le antere, di colore bruno scuro, sono connate e formano un manicotto circondante lo stilo; alla base sono ottuse. L'endotecio è provvisto di ispessimenti radiali. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
- Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli (sincarpici) formanti un ovario infero uniloculare. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale; possiede inoltre due fasci vascolari. Le superfici stigmatiche degli stigmi sono divise ma ampie e quasi si toccano. Qualche volta sono presenti delle lunghe appendici papillose.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono glabri a forma tetragona o prismatica con o senza pappo. In tutti i casi il pappo è formato da una coroncina di piccoli denti. La superficie dell'achenio può essere glabra o pelosa.
Biologia
[modifica | modifica wikitesto]Riproduzione. Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama).
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]La distribuzione di questo genere è essenzialmente americana e in particolare nella parte boreale (le poche specie spontanee italiane sono considerate esotiche naturalizzate[12]).
Entrambe le due specie spontanee della flora italiana vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine.[13]
| Specie | Comunità vegetali | Piani vegetazionali | Substrato | pH | Livello trofico | H2O | Ambiente | Zona alpina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| R. hirta | 5 | collinare | Ca – Si | neutro | alto | umido | B2 B9 | AO VC BG BZ BL UD |
| R. laciniata | 11 | collinare | Ca – Si | neutro | alto | umido | B2 B5 B9 G2 | NO VC CO TN BZ BL UD |
Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). | ||||||||
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi.[14] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[2][8][9]
Specie
[modifica | modifica wikitesto]Il genere comprende 31 specie:[3]
- Rudbeckia alismifolia Torr. & A.Gray[15]
- Rudbeckia alpicola Piper[16]
- Rudbeckia amplexicaulis Vahl
- Rudbeckia auriculata (Perdue) Kral
- Rudbeckia californica A.Gray
- Rudbeckia deamii S.F.Blake
- Rudbeckia fulgida Aiton
- Rudbeckia glaucescens Eastw.
- Rudbeckia graminifolia (Torr. & A.Gray) C.L.Boynton & Beadle
- Rudbeckia grandiflora (Sweet) C.C.Gmel. ex DC.
- Rudbeckia heliopsidis Torr. & A.Gray
- Rudbeckia hirta L.
- Rudbeckia klamathensis P.B.Cox & Urbatsch
- Rudbeckia laciniata L.
- Rudbeckia maxima Nutt.
- Rudbeckia missouriensis Engelm. ex C.L.Boynton & Beadle
- Rudbeckia mohrii A.Gray
- Rudbeckia mollis Elliott
- Rudbeckia montana A.Gray
- Rudbeckia nitida Nutt.
- Rudbeckia occidentalis Nutt.
- Rudbeckia palustris Eggert ex C.L.Boynton & Beadle
- Rudbeckia scabrifolia L.E.Br.
- Rudbeckia spathulata Michx.
- Rudbeckia speciosa Wender.
- Rudbeckia subtomentosa Pursh
- Rudbeckia sullivantii C.L.Boynton & Beadle
- Rudbeckia terranigrae J.J.N.Campb. & W.R.Seymour
- Rudbeckia texana (Perdue) P.B.Cox & Urbatsch
- Rudbeckia triloba L.
- Rudbeckia umbrosa C.L.Boynton & Beadle
Sinonimi
[modifica | modifica wikitesto]Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[3]
- Centrocarpha D.Don
- Dracopis (Cass.) Cass.
- Obeliscotheca Vaill. ex Adans.
- Peramibus Raf.
Filogenesi
[modifica | modifica wikitesto]La sottoribù Rudbeckiinae, all'interno della tribù, da un punto di vista filogenetico, occupa una posizione più o meno centrale. Caratteristica principale della sottotribù è la conicità del ricettacolo con l'eta.[9]
Anche se il genere non è molto corposo, i botanici comunque lo suddividono tradizionalmente in varie sezioni secondo caratteristiche sia morfologiche che anatomiche più interne al fiore stesso. Questa suddivisione (seguita soprattutto dagli orticultori) segue le seguenti direttive:[17]
- (primo gruppo) la base delle foglie superiori (intere) è cordato-amplessicaule; il disco centrale del capolino è colorato di bruno-scuro ed è ovoide all'inizio della fioritura per poi diventare cilindraceo; le ligule dei fiori del raggio sono gialle maculate di bruno a forma larga e sub-cordifome (R. amplexicaulis).
- (secondo gruppo) le foglie caulinari sono composte e non sono cordiformi-abbraccianti.
- (a) il colore del disco centrale del capolino è bruno-violaceo scuro (e non si allunga dopo la fioritura) (R. hirta e altre specie).
- (b) il colore del disco centrale del capolino è verdognolo o giallastro e si allunga dopo la fioritura (R. laciniata e altre specie).
Alcuni autori (specialmente nel passato) accomunano in uno stesso gruppo sia le specie del genere Rudbeckia che quelle del genere Echinacea. Ma recenti studi filogenetici basati tra l'altro sul DNA nucleare ribosomale[18] indicano che Rudbeckia insieme ai generi Dracopis (ora sinonimo di Rudbeckia) e Ratibida (escluso quindi il genere Echinacea) formano un gruppo monofiletico (corrispondente alla sottotribù Rudbeckiinae sensu H. Robinson).
All'interno del gruppo delle “Rudbeckie” recenti ricerche hanno individuato tre cladi principali. Anche se i rapporti tra queste tre gruppi non sono ancora ben chiari, questi tre cladi vengono trattati come tre nuove sezioni (che comunque confermano le suddivisioni più tradizionali – vedi il paragrafo precedente):[10]
- sect. Dracopis (Cassini) A. Gray (1884): comprende il “primo gruppo” della suddivisione tradizionale;
- sect. Rudbeckia L.: comprende il secondo gruppo – a della suddivisione tradizionale;
- sect. Macroline Torrey & A. Gray (1842): comprende il secondo gruppo – b della suddivisione tradizionale.
Il cladogramma a lato (tratto dalla ricerca citata sopra e semplificato) visualizza chiaramente la situazione filogenetica del genere: i due cladi monofiletici principali (sect. Rudbeckia e sect. Macroline); l'inserimento della specie Dracopis amplexicaulis (= Rudbeckia amplexicaulis) nel genere Rudbeckia sect. Dracopis; e la posizione “sister”, al resto del gruppo, della specie Ratibida pinnata (=Rudbeckia pinnata) non ancora riconosciuta da tutti i botanici come appartenente al genere Rudbeckia.
Alcuni caratteri distintivi del genere:[9]
- la lamina fogliare è per lo più da intera a trilobata; raramente si trovano piante con foglie pennatifide;
- le brattee dell'involucro, subuguali, sono disposte su più di 2 serie;
- le pagliette del ricettacolo non sono decidue.
Il numero cromosomico delle specie di Rudbeckia è: 2n = 32, 36 e 38.[9]
Specie spontanee italiane
[modifica | modifica wikitesto]Nella flora spontanea italiana sono presenti due specie naturalizzate:[3][19]
- Rudbeckia laciniata L.[20] - Rudbeckia comune: le foglie sono profondamente incise; altezza media 5 – 25 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è geofita rizomatosa (G rhiz); il tipo corologico è Nord Americano; l'habitat tipico sono le sponde dei corsi d'acqua e i lati dei fossi umidi; è rara e la distribuzione sul territorio italiano è relativa al nord-centro fino ad una altitudine di 300 m s.l.m..
- Rudbeckia hirta L. - Rudbeckia irta: le foglie sono intere e dentate sui bordi; altezza media 3 – 10 dm; il ciclo biologico è bienne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Nord Americano; l'habitat tipico sono le zone umide e abbandonate; la distribuzione sul territorio italiano è relativa al nord fino ad una altitudine di 800 m s.l.m..
Generi simili
[modifica | modifica wikitesto]La forma di questi fiori (soprattutto il capolino) è molto caratteristica e facilmente distinguibile. Un genere abbastanza vicino è Echinacea, ma nessuna sua specie è presente sul territorio italiano, e comunque si distinguono facilmente per la colorazione rosso-violacea delle ligule esterne (e non gialla come nelle “Rudbeckie”).
Usi
[modifica | modifica wikitesto]Alcune specie hanno delle proprietà medicinali o sono usate in cucina (Rudbeckia hirta), ma fondamentalmente le piante di questo genere sono impiegate nel giardinaggio.[21] Se messe in zone soleggiate o parzialmente ombreggiate su qualsiasi tipo di terreno crescono bene senza grandi problemi. L'effetto migliore si ottiene producendo delle grandi macchie decorative in giardini ampi e piuttosto rustici. L'uso delle “Rudbeckie” nel giardinaggio risale a diversi secoli fa, infatti Rudbeckia laciniata fu importata dall'America settentrionale nel 1640, mentre la Rudbeckia hirta venne introdotta in Europa nel 1699. Il mercato floristico di queste specie si è notevolmente arricchito con l'introduzione di diverse cultivar che con opportune selezioni ha prodotto alcune specie a fiori multipli (simili alle Dalie[22]) ed eleganti colorazioni.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Rudbeckia L., su The International Compositae Alliance (TICA), 1753. URL consultato il 27 luglio 2026 (archiviato il 15 settembre 2025).
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- 1 2 3 4 (EN) Rudbeckia L., su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 24 aprile 2026.
- ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 27 luglio 2026 (archiviato il 22 luglio 2026).
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 24 aprile 2026.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
- ↑ Judd 2007, pag. 517.
- 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 703.
- 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 471.
- 1 2 (EN) eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 24 aprile 2026.
- ↑ Judd 2007, pag. 520.
- ↑ Conti et al. 2005, pag. 155.
- ↑ AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 470.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
- ↑ (EN) Rudbeckia alismifolia Torr. & A.Gray, su The International Compositae Alliance (TICA), 1842. URL consultato il 27 luglio 2026 (archiviato il 27 luglio 2026).
- ↑ (EN) Rudbeckia alpicola Piper, su The International Compositae Alliance (TICA), 1899. URL consultato il 27 luglio 2026 (archiviato il 27 luglio 2026).
- ↑ Motta 1960.
- ↑ (EN) Lowell E. Urbatscha, Bruce G. Baldwinb, Michael J. Donoghuecl, Phylogeny of the Coneflowers and Relatives (Heliantheae: Asteraceae) Based on Nuclear rDNA Internal Transcribed Spacer (ITS) Sequences and Chlorplast DNA Restriction Site Data., in Systematic Botany 25(3):539-565. 2000 ).
- ↑ Pignatti 2018, vol. 3, pag. 805.
- ↑ (EN) Rudbeckia laciniata L., su The International Compositae Alliance (TICA), 1753. URL consultato il 27 luglio 2026 (archiviato il 14 gennaio 2025).
- ↑ Rita, Rudbeckia: Consigli, Coltivazione e Cura della Rudbechia, su L'eden di Fiori e Piante, 8 settembre 2020. URL consultato l'8 settembre 2020.
- ↑ Pignatti 1982.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Joachim Walter Kadereit e Charles Jeffrey, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- (EN) Victoria "Vicki" Ann Funk, Alfonso Susanna, Tod F. Stuessy e Randall J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae (PDF), Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, ISBN 978-3-9501754-3-1 (archiviato il 17 agosto 2025).
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- (EN) Alfonso Susanna, Bruce G. Baldwin, Randall J. Bayer, José Mauricio Bonifacino, Núria Garcia-Jacas, Sterling C. Keeley, Jennifer R. Mandel, Santiago Ortiz, Harold Robinson e Tod F. Stuessy, The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019), in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814 (archiviato il 26 febbraio 2025).
- (EN) Jennifer R. Mandel, Rebecca B. Dikow, Carolina M. Siniscalchi, Ramhari Thapa, Linda E. Watson e Victoria Ann “Vicki” Funk, A fully resolved backbone phylogeny reveals numerous dispersals and explosive diversifications throughout the history of Asteraceae, in PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 116, n. 28, 17 giugno 2019, pp. 14083-14088 (archiviato il 26 gennaio 2025).
- (EN) Caifei Zhang, Chien-Hsun Huang, Mian Liu, Yi Hu, Jose L. Panero, Federico Luebert, Tiangang Gao e Hong Ma, Phylotranscriptomic insights into Asteraceae diversity, polyploidy, and morphological innovation, in Journal of Integrative Plant Biology (JIPB), vol. 63, n. 7, 2021, pp. 1273-1293 (archiviato il 15 giugno 2025).
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Seconda edizione, Bologna, Edagricole, 2018.
- (EN) Fabio Conti, Giovanna Abbate, Alessandro Alessandrini e Carlo Blasi, An annotated checklist of the Italian vascular flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5 (archiviato il 24 febbraio 2022).
- David Aeschimann, Konrad Lauber, Daniel Martin Moser e Jean Paul Theurillat, Flora alpina, 3 volumi, Bologna, Zanichelli, 2004, ISBN 978-8808071590 (archiviato il 30 giugno 2024).
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Rudbeckia Linnaeus, su www.eFloras.org, Flora of North America. URL consultato il 27 luglio 2026 (archiviato il 24 maggio 2025).
- (EN) Rudbeckia GRIN Database
- (EN) Rudbeckia IPNI Database
- (EN) Rudbeckia L., su Tropicos. URL consultato il 27 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2014).
- (EN) Rudbeckia ZipcodeZoo Database
| Controllo di autorità | J9U (EN, HE) 987007546154805171 |
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