Rockwell XFV-12

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rockwell XFV-12
XFV-12A mockpu NAColumbus NAN9-73.jpg
XFV-12 in catena di montaggio
Descrizione
Tipocaccia VTOL
Equipaggio1
CostruttoreRockwell
Data primo volo7 luglio 1962
Data ritiro dal servizioCancellato nel 1981
Utilizzatore principaleStati Uniti United States Navy
Esemplari2
Dimensioni e pesi
Lunghezza13.4 m
Apertura alare8,69 m
Peso a vuoto3 890 kg
Peso carico8 850 kg
Propulsione
Motore1 turboventola post-bruciatore Pratt & Whitney F401-PW-400
Prestazioni
Velocità maxMach 2,2-2,4
Armamento
Mitragliatrici1 M61 Vulcan da 20mm da 639 colpi
Missili2 AIM-7 Sparrow sotto la fusoliera e 2 AIM-9L Sidewinder AAMs o 4 AIM-7
voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Il Rockwell XFV-12 fu un prototipo di caccia supersonico per la Marina U.S., che venne costruito nel 1977. Lo XFV-12 combinava la velocità Mach 2 e l'armamento di AIM-7 Sparrow dell'F-4 Phantom II in un velivolo da caccia con caratteristiche VTOL (decollo e atterraggio verticale) destinato alle piccole Sea Control Ship che erano sotto studio a quel tempo. Sulla carta, appariva superiore in quanto a prestazioni all'aereo da attacco subsonico Hawker Siddeley Harrier. Sfortunatamente la spinta non fu mai sufficiente per il decollo verticale, anche se il motore installato aveva maggiore potenza del peso del velivolo, ed il progetto fu abbandonato.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972, la United States Navy bandì una richiesta per una nuova generazione di aerei da caccia/attacco V/STOL. L'XFV-12A venne selezionato per lo sviluppo nonostante il concetto che lo sosteneva fosse considerato rischioso comparato a quello dell'Harrier.[1]

Per ridurre i costi, venne usato il muso di un A-4 Skyhawk e le prese d'aria di un F-4 Phantom II[2]. I test sui motori iniziarono nel 1974[2]. Le prove di volo libero sul modello condotti alla galleria del vento della NASA a Langley mostrarono che le previsoni sull'aumento di potenza dovuto alla tecnologia thrust augmented wing impiegata erano molto ottimistiche, e che l'aereo avrebbe potuto non essere capace di volo verticale. Tuttavia il modello diede prova di poter garantire il volo convenzionale.[1]

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

XFV-12A HC352-0-112 P1.jpg

Lo XVF-12 usava il concetto di "ala moltiplicatrice di spinta" (thrust augmented wing)[2] in cui i gas di scarico erano diretti attraverso una sorta di tenda veneziana per aumentare la spinta ascensionale, più o meno in modo simile al fallito progetto della Lockheed XV-4 Colibrì. Tale disposizione impedisce di trasportare armi sotto le ali così l'armamento è ridotto a due missili sotto la fusoliera. Le Alette canard erano estremamente grandi, quasi la metà dell'area delle ali, facendo di questo aereo un "biplano in tandem". Il turboventola con postbruciatore produceva abbastanza energia da sollevare un aereo da 9 000 kg (20 000 lb). Esso venne ulteriormente modificato per aumentare la potenza per la spinta ascensionale. Lo scarico del motore veniva chiuso, ed i gas reindirizzati attraverso dei condotti a degli ugelli sulle ali e i canard per la spinta verticale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b GlobalSecurity.org, in XFV-12. URL consultato il 13 gennaio 2007.
  2. ^ a b c Airbornegrafix.com, in Rockwell XFV-12. URL consultato il 13 gennaio 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]