Roberto Segoni

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Roberto Segoni

Roberto Segoni (Firenze, 1942Firenze, 2002) è stato un architetto e designer italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Segoni e Staff Studio

Nel 1962 consegue la maturità artistica e si iscrive alla Facoltà di Architettura di Firenze dove si laurea nel 1969 con una tesi sul tema Il progetto della nuova Facoltà di Architettura di Firenze, pubblicata l'anno dopo sulla rivista Casabella.

A partire dal 1967, aveva compiuto le prime esperienze di tipo professionale in architettura con il progetto per l'Hotel Augustus a Firenze e l'Hotel Alleluya a Punta Ala. Progettava in seguito, in collaborazione con altri, due abitazioni a Pistoia e a Sesto Fiorentino (1971-1972) e partecipava al concorso nazionale di idee per il Centro Direzionale di Reggio Emilia. Dopo la laurea, fu assistente addetto alle esercitazioni e svolse attività seminariali.

Nel 1970 vinse una borsa di studio presso l'Università degli Studi di Firenze e nel 1971 vinse anche una borsa di studio annuale di ricerca e perfezionamento. In quel periodo avvenne l'incontro con Giovanni Klaus Koenig. Negli anni successivi Segoni collaborò a seminari organizzati dalla cattedra di Koenig su tematiche specifiche riguardanti gli oggetti d'uso e, in modo particolare, i mezzi di trasporto. Gli ambiti di ricerca erano, infatti, riferiti soprattutto agli aspetti semiologici degli oggetti d'uso e allo studio della comunicazione applicata ai mezzi di trasporto. Sono di quegli anni gli studi e le ricerche sui sistemi e i mezzi di trasporto adottati dalle principali città europee, Parigi (R.A.T.P.) e Monaco di Baviera (Messerschmitt-Bolkow-Blohm). Nel 1971 è chiamato in qualità di consulente a collaborare con aziende di trasporto pubblico e ditte costruttrici tra cui: l'ATM di Milano (per la quale, insieme a Koenig, progetta il jumbo tram), GAI, FITRAM della Spezia. SNAM di San Donato Milanese, Breda di Pistoia, FIAT-OM, INTERMETRO, Transystem e SOCIMI.

Nel 1972 Segoni ottenne il primo incarico come professore a contratto di "Composizione I" e nel 1973 ottenne l'incarico per l'insegnamento di "Plastica Ornamentale". Iniziava così il periodo di studi e di ricerche nell'ambito dell'industrial desig che egli cominciò a condurre nel campo dei vari sistemi di trasporto e, più in generale, sui veicoli. Risalgono a quel periodo i numerosi articoli scritti insieme a Koenig su varie tematiche relative ai mezzi di trasporto pubblico, dall'evoluzione storica a quella tecnologica e morfologica.

Design[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Segoni

II forte interesse per tutto ciò che è prodotto-progettato aveva portato Segoni e suo fratello Giuliano, all'inizio degli anni settanta, ad affrontare una nuova esperienza progettuale nel settore motociclistico. Le sue prime ricerche nel settore motociclistico iniziarono con lo studio della storia dell'evoluzione tecnica e stilistica della moto e con gli studi specifici delle varie tipologie costruttive, integrate dall'analisi semiologica e dai momenti storici che ne identificano l'evoluzione. Risale a questo periodo la prima realizzazione di una moto da corsa, su meccanica della Laverda. Gli studi e le successive ricerche, affrontate sulla tecnica motociclistica, portarono al progetto e alla realizzazione della prima moto da corsa con telaio monoscocca realizzata in Italia. Quella moto fu pubblicata sulle più importanti riviste specializzate ed è stata riconosciuta come un'anticipazione costruttiva di grandissimo interesse.

Nel 1975, al Corso di Plastica Ornamentale, introduce per la prima volta il tema del "design della complessità" e, sempre in quell'anno. In quegli anni compie ricerche sui progetti di Renzo Picasso (ideatore di macchine e congegni caratterizzati dall'impiego di tecnologie avanzate, quali il Motovol e l'auto-scafopattino) e su Corradino D'Ascanio (il progettista della Vespa). Come ricorda Segoni in un suo saggio pubblicato da Rassegna dal titolo Corradino D'Ascanio: nel segno dell'invenzione, «non tutti sanno che D'Ascanio, sedici anni prima, nel 1930, era riuscito per la prima volta al mondo a far volare l'elicottero». Condusse anche ricerche su Dante Giacosa, progettista della "nuova 500" FIAT.

Nel 1993, insieme a Egidio Mucci, crea il Centro Studi Koenig e ne diviene il presidente. L'attività del Centro è finalizzata alla ricerca e alla diffusione della cultura architettonica e del design con particolare attenzione allo sviluppo di quella del progetto.

Si è dedicato anche alla produzione grafica. Scrisse articoli per riviste specializzate nel design, scritti in tempi recenti, e un insieme di appunti personali che costituiscono il suo testamento scientifico-culturale, sintesi di trenta anni di attività accademica e professionale. Insieme ai colleghi e agli assistenti, negli ultimi anni, si è dedicato alla costituzione di due nuovi corsi di laurea, rispettivamente rivolti al design e alla moda. Particolare attenzione ha rivolto comunque, alla struttura del Corso di Laurea in Disegno Industriale, del quale è stato presidente.

Nel 1979 otteneva la stabilizzazione dell'incarico di Plastica Ornamentale e contemporaneamente, entrava a far parte del comitato scientifico-didattico dell'ISIA, del quale diverrà in seguito presidente.

Negli ultimi anni di vita Segoni si è dedicato continuamente all'insegnamento e alla ricerca applicata alla didattica attraverso il progetto.

Negli anni ottanta diventava socio del CAMET (Club Auto Moto d'Epoca Toscana) e subito partecipava al suo Consiglio di Direzione: poco dopo veniva eletto presidente e, in questa veste, ha progettato molte iniziative dedicate alla diffusione della cultura automobilistica. Per Segoni il fenomeno automobile ha costituito un altro settore di studio e di ricerca nell'ambito del design della complessità: esso rappresenta la ricerca più avanzata e una grande varietà di competenze specialistiche.

DES.TECH.[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 costituisce insieme all'Arch. Paolo Pizzoccheri la DES.TECH, che diventa per Segoni il centro di realizzazione delle proprie idee progettuali.

Con la DES.TECH. Roberto Segoni ha realizzato concept car per marchi internazionali come Toyota, Subaru, Honda, GM, Moto Guzzi, FIAT e Ferrari, citando alcuni, la quale morfologia è stata trasferita, con successo, a modelli di serie, esempio iQ, Urban Cruiser di Toyota, Pleo di Subaru, Serie 400 di Lexus.

Particolarmente proficua è la collaborazione con FS, oggi Trenitalia, avvenuta e rinnovata negli anni, interessando più temi di progettazione, a titolo d'esempio, le carrozze Socimi realizzate per le FNM e le locomotive E.412 ed E.464 delle FS.

La sintassi tecnico-stilistica è espressa pienamente dai progetti delle locomotive E.412 e E.464, citiamo: il frontale e il banco di manovra; nel frontale, la linea di delimitazione tra il muso in composito e la cassa in acciaio scannellato ha assunto, per la prima volta in una costruzione italiana, un andamento inclinato, dinamico, parallelo al profilo esterno dove è alloggiato, all'interno di una sede incassata, la superficie perfettamente piatta del cristallo frontale. Tra questi due piani paralleli un semplice raccordo a raggio costante, un raggio forte, pronunciato, talmente leggibile da fare sembrare raccordato tutto il corpo della locomotiva, che invece è un semplice solido di estrusione - estrusione sottolineata dalla scannellatura dei fianchi - che si interrompe su un piano inclinato rispetto alla normale. Nel banco di manovra, nel rispetto dell'unificazione della strumentazione e di servizio, vanta una linea più legati al linguaggio automobilistico con un elevato contenuto ergonomico e costruttivo a favore del macchinista.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 Tesi di Design - Ed. Giorgi & Cambi(Firenze 1981)
  • Se dici Design... 16 tesi di Disegno Industriale a Firenze - Ed. Ponte Alle Grazie (Firenze 1993)
  • Progettare il Progetto in GD'A Il giornale dell'arredamento n.4 aprile '96 - Ed. RIMA (Milano 1996)
  • Il disegno del veicolo ferroviario - la vettura in Rassegna Anno II n.2 aprile '80 - Ed. Rassegna (Milano 1980)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]