Rifugio Giovannino Sapienza

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Rifugio Giovannino Sapienza
Mount Etna - Rifugio Sapienza.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
Altitudine1 910 m s.l.m.
LocalitàNicolosi nord (CT)
CatenaMonte Etna
Coordinate37°42′02.09″N 14°59′54.1″E / 37.70058°N 14.99836°E37.70058; 14.99836Coordinate: 37°42′02.09″N 14°59′54.1″E / 37.70058°N 14.99836°E37.70058; 14.99836
Dati generali
Inaugurazione1947
ProprietàCAI Sezione di Catania
Capienza54 posti letto
Mappa di localizzazione

Il rifugio Giovannino Sapienza è un ex rifugio alpino situato a quota 1.910 metri s.l.m. sul versante meridionale dell'Etna, nel territorio del comune di Nicolosi (CT). Costituisce di fatto la base della stazione sciistica di Etna Sud, posto al termine della strada che risale il versante sud-est dell'Etna dal catanese con gli impianti di risalita che dipartono al suo fianco con la Funivia dell'Etna.

La costruzione fu progettata durante il periodo fascista e realizzata nel primo dopoguerra da parte del Club Alpino Italiano (CAI) Sezione di Catania. Oggi è utilizzato come piccolo albergo.

Il rifugio ha più volte rischiato di essere travolto dalle eruzioni dell'Etna le cui colate laviche lo hanno spesso lambito senza però mai distruggerlo, come accaduto invece per gli impianti di risalita, poi sempre ricostruiti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione venne decisa nel 1936[1] per sostituire la Casa Cantoniera che aveva funzionato, anche come rifugio, dalla fine del XIX secolo. I soci del C.A.I. di Catania decisero di costruire un nuovo rifugio[1] da utilizzare dagli appassionati di alpinismo per le loro escursioni al cratere centrale dell’Etna e in inverno per la pratica dello sci alpino e di quello di fondo. Il progetto redatto dall’ing. Oliviero Scuto[1] prevedeva 42 posti letto ed un ristorante per altrettante persone. Solo nel 1947 si giunse alla costruzione[1], quando una donazione del fratello del socio Giovannino Sapienza[1] morto durante la Seconda guerra mondiale, consentì di avere a disposizione la somma occorrente. Il rifugio venne inaugurato il 14 dicembre 1947[1] e intitolato al socio scomparso in guerra e dalla cui famiglia era giunta la congrua donazione. Il rifugio venne dato in gestione alla guida Vincenzino Barbagallo[1] che lo gestì per oltre due lustri. Tra gli anni cinquanta e sessanta fu oggetto di diverse modifiche e ampliamenti[1]. Dopo una serie di cambi di gestione, il C.A.I. decise di cedere la gestione del rifugio a una società privata che lo trasformò in albergo e ristorante.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h C.A.I. Catania, su caicatania.it. URL consultato l'11 giugno 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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