Publio Cornelio Scipione Asina

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Publio Cornelio Scipione Asina
Nome originalePublius Cornelius Scipio Asina
GensCornelia
Consolato221 a.C.

Publio Cornelio Scipione Asina[1] (... – ...) è stato un politico romano. Patrizio appartenente alla Gens Cornelia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del console del 260 a.C., fu nominato console nel 221 a.C. con Marco Minucio Rufo. Unitamente l collega mosse guerra agli Istri, che compivano numerosi atti di pirateria in Adriatico. Gli Istri furono completamente sconfitti e Scipione Asina ottenne l'onore del trionfo.

Nel 211 a.C., quando Annibale decise di dirigersi contro Roma, abbandonando l'assedio di Capua, si racconta che fu Fulvio Flacco, a scrivere immediatamente al Senato romano per informarlo delle intenzioni del condottiero cartaginese. I senatori furono impressionati e commossi. E come accadeva durante ogni situazione tanto critica, venne convocata l'assemblea generale. Qualcuno, come Publio Cornelio Asina, propose di richiamare dall'Italia tutti i comandanti e gli eserciti per difendere Roma, trascurando così l'assedio di Capua. Altri invece, come Fabio Massimo, ritennero vergognoso abbandonare Capua, cedendo alla paura e lasciandosi così comandare dai movimenti di Annibale.[2]

«Come poteva sperare [Annibale] di impadronirsi di Roma, ora che era stato respinto da Capua, e che non aveva osato dirigersi contro Roma dopo la vittoria di Canne!?»

(Livio, XXVI, 8.4.)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1, Boston: Little, Brown and Company, Vol.3 p. 740 n.8[collegamento interrotto]
  2. ^ Livio, XXVI, 8.1-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne