Publio Cornelio Scipione Nasica Serapione

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Publio Cornelio Scipione Nasica Serapione
Nome originalePublius Cornelius Scipio Nasica Serapio
FigliPublio Cornelio Scipione Nasica Serapione
GensCornelia
PadrePublio Cornelio Scipione Nasica Corculo
MadreCornelia Africana Maggiore
Consolato138 a.C.

Publio Cornelio Scipione Nasica Serapione [1] (Pergamo, 183 a.C.Pergamo, 132 a.C.) è stato un politico romano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Publio Cornelio Scipione Nasica Corculo e di sua moglie Cornelia Africana Maggiore, era membro della Gens Cornelia, fu un politico della Roma Repubblicana. Fu console nel 138 a.C. insieme a Decimo Giunio Bruto Callaico. Era anche nipote di Scipione l'Africano. Successe al padre come Pontefice Massimo nel 141 a.C. Nel 133 a.C. guidò le forze filo-senatorie ed equestri contro i partigiani graccani. Durante questo scontro Tiberio Gracco, suo cugino di primo grado, fu ucciso. Per salvarlo dalla vendetta dei populares, fu spedito dal Senato in missione in Asia Minore, sebbene fosse Pontefice Massimo (fu il primo caso nella secolare storia di Roma). Morì poco dopo a Pergamo, forse avvelenato da agenti del partito graccano. Il figlio che ebbe nel 170 a.C. da Cecilia Metella, figlia di Quinto Cecilio Metello Macedonico e che si chiamava come lui, Publio Cornelio Scipione Nasica Serapione, diverrà console nel 111 a.C.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Appiano, Punica, 80 n.c., I 16
  • Valerio Massimo IX 14
  • Plutarco, Vita di Tiberio Gracco, 21.
  • Manuel Dejante Pinto de Magalhães Arnao Metello e João Carlos Metello de Nápoles, Metellos de Portugal, Brasil e Roma, Torres Novas, 1998
Controllo di autoritàVIAF (EN7282122 · LCCN (ENnr95027235