Provincia di Lunigiana (Ducato di Modena e Reggio)

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Provincia di Lunigiana
Informazioni generali
Capoluogo Aulla, Fosdinovo, Fivizzano
4.848 (Fosdinovo), 13.972 (Fivizzano) abitanti (1833 (Fosdinovo), 1849 (Fivizzano))
Superficie 250 km² (1849)
Popolazione 16.650 (1849)
Suddiviso in 10 comuni (1814-1847)
12 comuni (1847-1849)
2 comuni (1849-1850)
Evoluzione storica
Inizio 1816
Causa Congresso di Vienna
Fine 1850
Causa Trattato di Firenze
Preceduto da Succeduto da
Dipartimento degli Appennini, Ducato di Massa e Carrara Provincia Estense di Massa e Carrara

La Provincia di Lunigiana è stata una provincia del Ducato di Modena e Reggio dal 1816 al 1850. Ebbe come capoluogo la città di Aulla (dal 1816 al 1831), Fosdinovo (dal 1831 al 1847) e Fivizzano (dal 1847 al 1850).[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Finita l'esperienza napoleonica, che aveva visto gran parte della Lunigiana unificata sotto il Dipartimento degli Appennini, la Val di Magra fu di nuovo divisa in tante piccole entità amministrative. Esse erano il retaggio dell'antica divisione operata dai Malaspina, che avevano posseduto la maggior parte di queste località fino al 1799. Con il congresso di Vienna la Lunigiana venne spartita tra il Granducato di Toscana, il Ducato di Lucca e il Ducato di Modena. Per quanto riguarda la parte modenese, col piano di governo del 28 agosto 1814 - divenuto operante a tutti gli effetti col 1º ottobre successivo (data in cui vennero definitivamente soppresse le residue strutture del periodo napoleonico) - gli Stati austro-estensi si andarono a suddividire in tre province: Modena, Reggio e Garfagnana (capoluogo Castelnuovo Garfagnana), cui nel 1816 si aggiunse una delegazione governativa per la Lunigiana estense, con capoluogo Fosdinovo.[1] A capo di ogni provincia fu posto un governo (governatore e relativi uffici).

Sotto gli Estensi venne completata nel 1822 la prima strada rotabile del fosdinovese, lunga circa otto miglia, che dal Portone di Caniparola giunge ancora oggi a Tendola passando per Fosdinovo; venne costruita tra il 1829 ed il 1831 la nuova Piazza del Mercato (ora conosciuta col nome di Piazza Matteotti) presso il Duomo; dopo un periodo di trent'anni in cui era rimasto chiuso, venne riaperto il Teatro Malaspina nel 1831[2]; venne ristrutturato il palazzo comunale; il borgo venne dotato di nuova pavimentazione.[3]

Per tutto il tempo che godette del rango di capoluogo, Fosdinovo fu sede stabile di un maestro di scuola elementare, di un medico e di un chirurgo, oltre che del delegato governativo estense, del comandante militare della Provincia estense di Lunigiana ed di un giudice di prima istanza per le cause civili e penali.[3] Da qui dipendevano i comuni di II classe di Aulla, Tresana, Licciana Nardi, Villafranca in Lunigiana, Mulazzo, Treschietto (dal 1860 annesso al comune di Bagnone), Podenzana e Varano (dal 1860 annesso al comune di Licciana Nardi). Negli stessi anni, il Castello Malaspina di Fosdinovo fu comprato dagli Estensi (soprattutto per evitare che venisse usato come cava di materiale) e venduto allo Spedale di Fosdinovo. Negli anni risorgimentali il Castello fu invece occupato dai Gesuiti di Massa nel periodo estivo.

Nel 1847, con la ratifica del trattato di Firenze, entrarono a far parte della provincia i comuni toscani di Albiano, Casola, Fivizzano e Terrarossa e il capoluogo della provincia fu spostato da Fosdinovo a Fivizzano. I comuni già lucchesi di Minucciano e Montignoso ebbero diversa sorte: il primo fu unito alla Provincia di Garfagnana (parte del territorio di questo comune è in val di Magra e parte è in val di Serchio), il secondo a quella di Massa e Carrara. Nel 1849 i comuni di Albiano Magra (dal 1870 annesso ai comuni di Aulla e Podenzana), Aulla, Calice al Cornoviglio, Fosdinovo, Licciana Nardi, Podenzana, Rocchetta di Vara, Terrarossa (dal 1869 annesso al comune di Licciana Nardi), Tresana e Varano passarono alla provincia di Massa e Carrara, cui anche Fivizzano fu definitivamente incorporata come Vice-delegazione di Lunigiana. Ciò pose fine alla Provincia di Lunigiana.

Nel 1859 la provincia massese estense divenne il nucleo di quella italiana assieme ai comuni del Pontremolese che appartenevano al Ducato di Parma e Piacenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b DUCATO AUSTRO-ESTENSE (1815-1859), guidagenerale.maas.ccr.it.
  2. ^ Terre di Lunigiana - Il teatro marchionale di Fosdinovo, terredilunigiana.com.
  3. ^ a b Emanuele Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, Firenze, Edizione anastatica Cassa di Risparmio di Firenze, 1972.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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