Primo maresciallo dell'Impero

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Insegna di grado per paramano del primo maresciallo dell'Impero

Primo Maresciallo dell'Impero fu un titolo onorifico istituito il 2 aprile 1938 per volere di Benito Mussolini, con l'intento di celebrare sé stesso per la vittoria nella guerra d'Etiopia, cui seguì la proclamazione dell'Impero Italiano d'Etiopia.

Il distintivo del grado era una doppia greca sormontata da un'aquila sul cappello e sulle maniche della giacca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La legge 2 aprile 1938, n. 240 [1] istituì in soli due articoli il nuovo grado supremo delle Forze armate del Regno d'Italia:

«Art. 1.

È creato il grado di Primo Maresciallo dell'Impero.

Art. 2.

Tale grado è conferito a Sua Maestà il Re Imperatore e a Benito Mussolini, Duce del Fascismo» [1].

L'attribuzione fu quindi conferita esclusivamente a re Vittorio Emanuele III, quale Capo dello Stato, e a Benito Mussolini nella sua funzione di Duce del Fascismo, il quale ricopriva anche la carica Capo del Governo, Primo ministro e Segretario di Stato.

Da questo fatto si generò una polemica negli ambienti monarchici, che non concepivano nella gerarchia militare l'equiparazione del Re ad un'altra personalità, fosse anche il Capo del Governo.

Il Re si rifiutò, in un primo tempo, di firmare la legge, anche perchè non ne era stato preventivamente informato e le modalità di approvazione parlamentare erano alquanto irrituali (basti dire che l'intero iter di approvazione da parte delle due camere si svolse nella giornata del 30 marzo 1938)[2]. La questione fu sottoposta, per un parere, all'allora Presidente del Consiglio di Stato, il celebre giurista Santi Romano, che ritenne legittima l'istituzione del grado e la sua attribuzione al Re e al Capo del Governo.

Su tale parere re Vittorio Emanuele III ebbe a pronunciare parole durissime:

«I professori di diritto costituzionale, specialmente quando sono dei pusillanimi opportunisti, come il professor Santi Romano, trovano sempre argomenti per giustificare le tesi più assurde: è il loro mestiere; ma io continuo ad essere della mia opinione. Del resto non ho nascosto questo mio stato d'animo ai due presidenti delle Camere, perché lo rendessero noto ai promotori di questo smacco alla Corona, che dovrà essere l'ultimo». [3]

L'autore John Gooch dichiara in una sua opera che il grado spettò anche al Pietro Badoglio, a seguito della nomina a Capo del Governo, pur apparendo il fatto dubbio, in quanto la legge istitutiva indicava espressamente i soli Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini quale beneficiari del grado onorifico.[4]

La legge istitutiva è stata abrogata definitivamente nel 2009.[5]

Scopo della legge[modifica | modifica wikitesto]

Il grado di Primo Maresciallo dell'Impero non aveva solo la funzione di equiparare Mussolini a re Vittorio Emanuele III nella gerarchia militare, e dunque tentare in un secondo momento di estromettere il sovrano dalla funzione di comando delle Forze Armate[6], ma anche un valore ideologico nella costruzione della figura del Duce nella dottrina fascista. Subito dopo la Guerra d'Etiopia e la proclamazione dell'Impero, molti intellettuali di punta del Regime iniziarono a chiedersi come risolvere il problema della "diarchia" nell'ambito della costruzione dello Stato totalitario. Ad esempio Carlo Costamagna era convinto del fatto che se l'Italia fascista, erede della Roma imperiale, ambiva a dar vita ad una Europa unita, la diarchia doveva necessariamente essere eliminata.

Anche Giuseppe Bottai arrivò alla conclusione che, per entrare nella fase "totalitaria" del Fascismo, ci fosse bisogno di un Duce che assumesse su di sé le più importanti cariche dello Stato (ed il primo maresciallato era una di queste). Nel suo diario Bottai, però, scrisse che "il prossimo duce sarà Umberto". Dunque l'istituzione del grado di Primo maresciallo dell'Impero non era un'iniziativa mirante a svuotare l'istituto monarchico delle sue prerogative (nonostante Mussolini pensò più volte in quel periodo di liberarsi della Monarchia); almeno per un ideologo come Bottai essa puntava, anzi, ad amalgamare l'autorità dinastico-monarchica con quella dello "Stato nuovo" costruito dal Fascismo.

Elenco[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Legge 2 aprile 1938, n. 240, Creazione e conferimento del grado di Primo Maresciallo dell'Impero, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del Regno n. 77 del 4 aprile 1938. note:
  2. ^ V. Giovanni Virga, Il Consiglio di Stato alle prese con la spinosa questione del “primo maresciallato dell'Impero” , 22 agosto 2010.
  3. ^ Renzo De Felice, Mussolini il duce – Lo Stato totalitario, Einaudi ed., 1996, pag. 33.
  4. ^ John Gooch, Mussolini and His Generals, Cambridge, 2007, pagina 239
  5. ^ Legge, 18 febbraio 2009, n. 9, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200, recante misure urgenti in materia di semplificazione normativa, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 42 del 20 febbraio 2009, supplemento ordinario n. 25, entrata in vigore il 21 febbraio 2009.
  6. ^ "L'equiparazione, oltre a ferire il sovrano nella quanto mai sensibile sua corda militare, poneva le basi del comando supremo mussoliniano del 1940. Cosa che sarebbe stata non impossibile ma certo meno facile se la posizione gerarchica militare del duce fosse rimasta quella del 1918: caporale (c’è chi dice sergente) dei bersaglieri": Ceva, Lucio, Il Discorso della Corona e i falsi diari, Italia contemporanea : 265, 4, 2011, p. 624, Milano : Franco Angeli, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]