Pietro Zangheri

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Pietro Zangheri (Forlì, 23 luglio 1889Padova, 25 febbraio 1983) è stato un naturalista e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un maestro di musica, si diplomò in ragioneria nel 1907 presso il locale istituto tecnico. Ma le scienze naturali erano già la sua passione. Nel 1909 esordì, autodidatta, con un saggio, pubblicato sulla «Rivista italiana di scienze naturali», intitolato Appunti sulla flora dei dintorni di Forlì[1]. Partecipò alla prima guerra mondiale in sanità; dopo un breve periodo al fronte fu assegnato come sottufficiale all'ospedale militare di Torino, dove incontrò Giovanni Negri, medico e botanico che in seguito fu il direttore dell'Istituto Botanico dell'Università di Firenze e suo maestro. In quegli anni venne in contatto anche con Mario Bezzi, Alberto Chiarugi ed altri naturalisti piemontesi.

Nel dopoguerra vinse il concorso per dirigere la Casa di Riposo di Forlì, dove rimase per tutta l'età lavorativa. Grazie anche alle donazioni, trasformò il vecchio ricovero in un complesso di un centinaio di letti, con una casa-albergo per gli anziani soli che potevano portarsi i mobili da casa, un reparto di tipo ospedaliero, il caffè col biliardo, il teatrino, una palestra. Nel giardino piantò tante piante diventate nel tempo imponenti: tutte con un cartiglio che indicava il nome scientifico.[2] La Casa di Riposo prenderà poi il suo nome. Tutta la sua lunga attività naturalistica fu svolta quindi al di fuori della "scienza ufficiale", ossia non come appartenente a una pubblica istituzione, ma come grande appassionato. Riuscì a portare avanti una pregiata opera scientifica nonostante il lavoro giornaliero e una famiglia con tre figli.

Dopo aver studiato la flora forlivese, Zangheri ampliò il suo campo d'interesse dedicandosi all'ornitologia e alla geologia della Romagna. Operò praticamente in tutti i settori: dall'imbalsamazione di uccelli e mammiferi alla raccolta di tutti gli invertebrati, dai minerali ai fossili, dalle conchiglie marine ai gasteropodi terrestri. Inoltre fotografò e raccolse campioni da collezionare: i 20.000 campioni da lui essiccati furono organizzati in un vastissimo erbario.

Appassionato scrittore naturalista, fu autore di circa duecento pubblicazioni sia scientifiche che divulgative, oltre a numerosi articoli su giornali e riviste[3]. Con la pubblicazione nel 1936 del primo volume (il primo di una serie completa di cinque, l'ultimo uscì nel 1969) sulla Romagna fitogeografica, entrò a pieno titolo tra i botanici dell'epoca. Si impegnò, in particolare, nella difesa di ambienti naturali romagnoli, quali la Vena del Gesso, le Pinete costiere ravennati e le Foreste casentinesi. Per chiarire l'imponenza del suo lavoro scientifico, Zangheri diceva di essere "l'uomo dei quarti d'ora" in quanto tutto quello che riusciva a scrivere lo faceva nei ritagli di tempo.[4]

Andò in pensione nel 1954 e nel 1957 ottenne la libera docenza in Geobotanica all'Università di Firenze. Nel 1970 si dedicò a compilare Flora Italica, due volumi di oltre mille pagine, corredati da più di settemila illustrazioni da lui disegnate e pubblicati nel 1976. La sua ultima grande aspirazione era quella di lasciare ai posteri un Museo di Storia Naturale della Romagna, da collocare possibilmente a Forlì. Per questo aveva già allestito nella sua abitazione l'enorme materiale raccolto nei decenni di studio. Ma il comune di Forlì, nonostante l'apprezzamento per la sua opera scientifica, non esaudì i suoi desideri[1]. In seguito, grazie all'opera del figlio Sergio, anch'egli naturalista (docente all'Università di Padova), la copiosissima raccolta fu accettata in donazione dal Museo civico di storia naturale di Verona, dov'è tuttora custodita[5].

Pietro Zangheri morì a Padova nel 1983. Fu sepolto nel cimitero comunale di Dovadola (20 km da Forlì). A suo ricordo l'Ente Parco delle Foreste Casentinesi ha istituito una borsa di studio in ambito naturalistico[6].

I suoi eredi, Fiorella e Sergio Zangheri, hanno donato alla Provincia di Forlì-Cesena l'archivio fotografico realizzato dal grande naturalista forlivese. È stato depositato nella sede di Santa Sofia del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Zangheri ebbe numerosi riconoscimenti; in particolare fu insignito con la medaglia d'oro dei benemeriti della cultura.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Romagna fitogeografica:
Vol. 1: Flora e vegetazione delle pinete di Ravenna. Forni editore, (1936) 434 pp.
Vol. 2: Flora e vegetazione dei calanchi argillosi pliocenici della Romagna. Forni editore, (1942) 300 pp.
Vol. 3: Flora e vegetazione dei terreni «Ferrettizzati» del Pre-appennino romagnolo. Forni editore, (1950) 316 pp.
Vol. 4: Flora e vegetazione della fascia gessoso-calcarea del basso Appennino romagnolo. Forni editore, (1959) 358 pp.
Vol. 5: Flora e vegetazione del medio e alto Appennino (1966), 451 pp.
  • Fauna di Romagna. Uccelli. Forni editore, Sala Bolognese (1938), 214 pp.
  • Geologia della Romagna. Divagazioni naturalistiche romagnole (X). Su e giù per la "Vena del Gesso" da Tossignano a Brisighella. Soc. Tip. forlivese, Forlì 1950.
  • Il naturalista esploratore, raccoglitore, preparatore, (Manuale Hoepli), Hoepli, Milano (1952 1ª edizione) (1981, 6ª edizione, 508 pp).
  • La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, a cura della Camera di Commercio di Forlì, ivi 1961.
  • Repertorio della flora e della fauna, vivente e fossile, della Romagna. Museo civico di storia naturale di Verona, 1966-1970 (5 volumi).
  • L'ambiente naturale e l'uomo, Calderini, Bologna 1970 ss.
  • Flora italica, CEDAM, Padova 1976 (1636 pp).
  • Ecologia e società attuale, Edagricole, Bologna 1978.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ettore Contarini, I grandi naturalisti di Romagna, Carta bianca, Faenza 2017, pp. 100-105.
  2. ^ Vittorio Emiliani, Romagnoli & romagnolacci, Bologna, Minerva Edizioni, 2014, pp. 222-223.
  3. ^ Cfr. tutte le opere registrate dal «Sistema Bibliotecario Nazionale»[collegamento interrotto]
  4. ^ Marco Viroli, Gabriele Zelli, Personaggi di Forlì - II, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2015, p.172. Lo confermò il figlio Sergio, professore di Entomologia alla facoltà di Agraria dell'Università di Padova in Personaggi della vita pubblica di Forlì e circondario, op. cit.: "La sua capacità di utilizzare proficuamente il tempo era eccezionale".
  5. ^ Alberto Silvestri in Personaggi della vita pubblica di Forlì e circondario, a cura di Lorenzo Bedeschi e Dino Mengozzi, Urbino, Edizioni Quattroventi, 1996, pp. 909-911.
  6. ^ bando borsa di studio P. Zangheri

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bassi S. - Costa G.P., Pietro Zangheri (1889 - 1983), in «Speleologia Emiliana», s. IV, a. XXI (1995), nº 6.
  • Costa G.P. - Forti P., Pietro Zangheri naturalista-protezionista: aree carsiche romagnole e pianificazione territoriale, in «Atti Convegno commemorativo del Prof. Pietro Zangheri nel primo anniversario della scomparsa» (Forlì, 25 febbraio 1984), Tip. Moderna, Castrocaro Terme 1987.
  • Pietro Zangheri. Un naturalista alle radici del Parco, Atti del Convegno (S.Sofia, 30 maggio 1998), s.l., Le Balze 2000.
  • AA. VV. Omaggio a Pietro Zangheri naturalista, catalogo dell'omonima Mostra in Forlì 21 aprile- 9 giugno 1985, Comune di Forlì (1985).
  • Alberto Silvestri in Personaggi della vita pubblica di Forlì e circondario, a cura di Lorenzo Bedeschi e Dino Mengozzi, Urbino, Edizioni Quattroventi, 1996.
  • Vittorio Emiliani, Romagnoli & romagnolacci, Bologna, Minerva Edizioni, 2014.
  • Marco Viroli, Gabriele Zelli, Personaggi di Forlì - II, Editrice Il Ponte Vecchio, Cesena, 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN115326498 · ISNI (EN0000 0000 8321 2762 · SBN IT\ICCU\CFIV\028689 · LCCN (ENn79069801